Donne (italiane) nell'islam

Alice e le altre

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Quello di Alice Rossini (foto) è uno dei tanti, troppi casi di donne italiane a cui gli ex mariti o compagni arabi e musulmani (in particolare), hanno sottratto i figli. E’ ormai un anno che l’ex marito siriano di Alice, Mohammed Kharat, 26 anni, le ha portato via la figlia, Houda Emma (con la complicità di un’altra donna italiana).
Della piccola, scomparsa il 18 dicembre 2011, non si sa più nulla, e in Siria la situazione è quella che è, perciò le cose sono ancora più complicate. La madre di Houda Emma non sa nemmeno se  la bimba sia ancora viva. Che angoscia quando si vedono immagini di bambini uccisi in Siria.
Dal rapimento della figlia, Kharat ha continuato a minacciare Alice di ucciderle la piccola e ha persino chiesto all’ex moglie un riscatto di 300mila euro, per riaverla. Però Alice lavora part-time in un’impresa di pulizie e certo non potrà mai pagare quella somma.
La giovane donna ha contattato il ministro degli Esteri Giulio Terzi alla Farnesina, ha scritto al presidente del Consiglio Monti e anche al presidente della Repubblica Napolitano; hanno avuto luogo due interrogazioni parlamentari sul caso di Houda Emma, una racconta di firme che è arrivata a quota 3.000, ed Alice è stata più volte in televisione per sensibilizzare sul suo dramma.
La ragazza ha persino a disposizione un avvocato,  Luca Zita, che lavora gratis per farle riabbracciare la sua bambina, ma finora non vi è stato nessun risultato. Neanche quando Zita si è recato in Siria per incontrare un collega consigliato dall’ambasciata, il quale non solo non ha aiutato a risolvere il caso, ma si è pure dileguato con un anticipo di 400 euro. Fumose le risposte della Farnesina sul caso, anche a causa della terribile situazione della Siria in piena guerra civile.
Persino l’Interpol si sta occupano del caso di Houda Emma, tuttavia ancora nulla di fatto. Oltretutto sappiamo che ultimamente l’organizzazione ha avuto un gran daffare per 5 giorni per cercare il latitante ex fotografo dei vip Fabrizio Corona e l’ha trovato. Perché Corona sì e Houda Emma no, Si chiede mamma Alice. Ma la risposta tanto rapida quanto amara: “Forse la mia bambina non ha abbastanza rumore mediatico”.
Intanto nella serata di lunedì 28 gennaio, un centinaio di persone si è radunato a Velasca, frazione di Vimercate, provincia di Monza e Brianza dove vive Alice Rossini, e, con lei naturalmente in prima fila, hanno tutti partecipato ad una fiaccolata, una nuova manifestazione per chiedere “risposte” ad un semplice quesito: “Dov’è Houda Emma?”.
Altre madri italiane aspettano notizie e di riabbracciare i loro figli: come Marzia Tolomeo, anche lei del milanese, che aspetta di riavere con sé la piccola Martina, 2 anni e mezzo, sottrattale dal padre tunisino; o come Marika Baldin, di Padova, il cui ex marito tunisino sta trattenendo contro la sua stessa volontà la figlia Aisha, 8 anni.
L’indignazione di Marika per la sua situazione è la stessa di Alice. “Finora abbiamo fatto 4 processi in Tunisia, tutti finiti a favore del mio ex” e poi il giudice in Tunisia ha disposto il suo rientro in Italia, dove la burocrazia sembra nemica di casi come il suo. Al ministero degli Esteri le hanno risposto di avere “le mani legate” e Marika è disperata: “La voce di noi mamme è nascosta dietro un vetro di persone che non vogliono ascoltarci”.
 

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1 COMMENT

  1. Con tutto il rispetto per il
    Con tutto il rispetto per il dolore di una madre e soprattutto con l’ansia per la sorte della figlia, tuttavia lo dobbiamo dire: se una è cretina, è cretina. Sviluppo l’assioma: sono ormai molti anni che si verificano casi di questo tipo. È ormai da molto tempo che conosciamo qual è la tattica, l’atteggiamento degli islamici. Eppure c’è ancora qualche cretina che si fa infinocchiare, che perde la testa per quegli occhi neri mediorientali – per dirla alla Nannini – e poi si ritrova mazziata, se non ammazzata, e deve rivolgersi all’ambasciata, che è l’organo più impotente che c’è.
    Donne, non si va con gli islamici. Non possiamo continuare a farci rapire i nostri bambini per colpa delle cretine.

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