Alitalia. Colaninno: “Malpensa è logisticamente sbagliata”
09 Agosto 2009
di Redazione
"La strada della bad company era l’unica praticabile". Lo ha detto il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno ospite del programma di SkyTg24 "Zona Severgnini" rispondendo a una domanda sui costi del salvataggio di Alitalia da parte di Cai.
"Dobbiamo pensare piuttosto a quanto ci è costata la compagnia di bandiera negli ultimi vent’anni", ha aggiunto. "Noi abbiamo fatto una trattativa sulla base di una procedura fallimentare. Abbiamo posto delle condizioni e versato, tutti gli azionisti, un totale di 1 mld 200 mln in contanti rilevando quella parte che giudicavamo idonea per gestire questo esercizio", ha proseguito ricordando il fallimento della precedente trattativa del governo Prodi condotta con Air France, dal nodo del prezzo del greggio all’opposizione sindacale che diede a Spinetta l’occasione "per uscire da un negoziato senza fare una brutta figura" perché "l’Alitalia in quel momento non era vendibile".
D’altra parte, ha ricordato ancora Colaninno, "Air France fattura circa 24 mld, ha 90 mila persone e Spinetta è l’uomo che ha risanato e lanciato la compagnia di bandiera francese: vuole che un manager di questa statura si prendesse paura del sindacato? Non viene il dubbio che abbia preso l’occasione per andarsene. L’Alitalia in quel momento non era vendibile".
Colaninno ha reso noto i risultati economici della compagnia di bandiera, assicurando che nel III Trimestre è atteso un sostanziale miglioramento: "Personalmente ritengo i risultati di Alitalia estremamente soddisfacenti anche in presenza di un risultato Ebit che registra una perdita di 170 milioni ma che è in piano". "Ma a caratterizzare il giudizio – ha proseguito – è l’andamento di questa perdita: nel primo trimestre la perdita è stata di 210 mln, nel II trimestre di circa 60 mln. Ma nel terzo trimestre, visto l’andamento dei passeggeri in luglio e soprattutto le proiezioni di agosto e settembre su ordini e prenotazioni, avremo un sostanziale miglioramento dei dati". "I tempi di realizzo di uno start up sono ovviamente più lunghi di quello che il mercato si aspetta e non siamo oggi in grado di esprimere quella qualità del servizio che vogliamo raggiungere nei prossimi sei mesi", ha affermato il presidente di Alitalia.
Poi il presidente ha parlato del principale scalo milanese. "Purtroppo – ha detto Colaninno – Malpensa è stata un’idea logisticamente sbagliata. Non dico che è sbagliata l’idea di un grande aeroporto nel Nord ma questa è incapace di soddisfare le esigenze dei passeggeri perché tra i vari fattori ormai determinanti nel mondo per la loro soddisfazione, c’è la facilità nel raggiungere l’aeroporto".
"Il bacino dei passeggeri possibili del Nord italia è uno dei più importanti al mondo, quindi il mercato c’è; un mercato che non si può sottovalutare ma che dobbiamo assolutamente conquistare. Siccome l’aeroporto è un sistema che poggia la sua efficienza sulla densità, cioè la capacità di aggregare, in uno stesso punto, persone con esigenze diverse di partenze e arrivi, quando si ha un aeroporto a 50 km…..", ha aggiunto sottolineando come sia "abbastanza facile capire che economicamente non sta in piedi".
Ai cronisti che gli hanno chiesto sulla possibilità di rendere la compagnia Air One una "low cost" di Alitalia, Colaninno ha risposto: "È una ipotesi. Ma oggi non è ancora stata presa in esame. È troppo presto". "Air one comunque è un marchio molto importante e prima di distruggere un marchio ci si pensa parecchio", ha aggiunto il presidente di Alitalia. Quanto ai motivi del salvataggio di Air One, aggiunge: "Banca Intesa ha sempre detto che l’esposizione con Air One era di 20 milioni di euro. La verità è che la nuova Alitalia senza l’acqusto di Air One difficilmente avrebbe potuto raggiungere quella massa critica che oggi le permette di pensare di raggiungere quegli obiettivi di reddititività, e quindi di capacità di servizio, in competizione con le grandi compagnie concorrenti".
Il presidente della compagnia ha poi annunciato che l’Alitalia aumenterà la propria presenza a Venezia, grazie all’avvio di due nuovi servizi che collegheranno il capoluogo veneto con Brindisi e Catania. Il collegamento Venezia-Catania da martedè 11 agosto opererà con 5 frequenze settimanali (lunedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica) partendo alle 16, mentre il rientro da Catania sarà alle 18. La rotta Venezia-Brindisi da domani 10 agosto sarà servita 3 volte la settimana (martedì, giovedì, sabato) con partenza alle ore 16.00 e rientro da Brindisi alle ore 18.15.
"L’introduzione dei nuovi servizi verso Brindisi e Catania rappresenta il primo concreto risultato del lavoro e dell’impegno comune di Alitalia e Save per lo sviluppo della base di Venezia -ha dichiarato Enrico Marchi, Presidente dell’Aeroporto di Venezia – Lo scorso 7 maggio fu firmato un importante protocollo d’intesa tra Alitalia, Save, Regione Veneto e Comune in cui fu definito l’aeroporto di Venezia quale terzo scalo nella strategia di sviluppo network, dopo Roma e Milano, ed oggi assistiamo al primo significativo risultato di questa strategia".
Infine, Colaninno ha parlato dei ritardi avvenuti nello scalo di Fiumicino venerdì scorso. Il presidente della compagnia di bandiera ha tenuto a chiarire che "molte volte si addebitano responsabilità ad Alitalia che non sono nostre ma che sono di un sistema. E l’aeroporto è una parte fondamentale di questo sistema che concorre al servizio di un trasporto complesso come quello aereo".
"Le cause dei ritardi sono più di una: certamente dovute alle infrastrutture areoportuali, e Fiumicino è la più responsabile di questi ritardi. Ma una compagnia di volo – ha concluso – ha bisogno di infrastrutture di terra che siano in linea con la necessità di una gestione del volo, gestione che ha bisogno di processi informatici oltre che di una informazione puntuale, veloce e corretta a tutti quegli enti che sono all’interno di aeroporto e che concorrono, dal più futile al più importante , al ritardo della partenza di un aereo".
