Alitalia. Incontro Fantozzi-Sabelli sul futuro della compagnia aerea
18 Novembre 2008
di Redazione
E’ iniziato questa mattina alle 9.30 l’incontro tra Augusto Fantozzi e l’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, sull’offerta che la compagnia aerea italiana ha presentato per l’acquisto di beni e di servizi dell’Alitalia.
A quanto pare la riunione non è ancora conclusa e sembra destinata a protrarsi per tutto il pomeriggio. "Le cose vanno per le lunghe, non ho dichiarazioni da fare", ha accennato Fantozzi in una pausa del colloquio.
Entrando nella sede dello studio legale di Fantozzi, questa mattina Sabelli aveva espresso ai cronisti l’auspicio di chiudere in giornata: "Lo spero, stiamo lavorando".
Nel frattempo, continuano i disagi negli aeroporti italiani. Specialmente se si considerano i tagli preannunciati ieri dal commissario straordinario. In un’intervista su "La Repubblica" Fantozzi ha dichiarato: "Saranno cancellati cento voli al giorno, da qui alla fine del mese per colpa dei piloti che stanno mettendo in atto uno sciopero bianco con manifestazioni di puro sciacallaggio". A Palermo intanto i lavoratori Alitalia dell’aeroporto "Falcone Borsellino" hanno bloccato i check-in dello scalo. E l’aeroporto internazionale di Napoli annuncia la cancellazione di 12 voli tra domani e giovedì.
Sulle conseguenze dello sciopero bianco ha parlato anche la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro: "Il comportamento del lavoratore che si astiene dalla prestazione interrompendo un servizio pubblico può essere sottoposto non solo al potere disciplinare del datore di lavoro, ma anche a sanzioni penali". E ha continuato ricordando che "le sanzioni disciplinari sono previste dalla legge 146 del 1990, che punisce chi sciopera senza rispettare le misure dirette a consentire l’erogazione delle prestazioni indispensabili. A prescrivere le sanzioni è la Commissione di Garanzia e ad applicarle il datore di lavoro, con esclusione del licenziamento disciplinare".
Sulla questione della condanna penale, gli esperti citano inoltre l’articolo 340 del codice penale che "disciplina il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità" e prevede la reclusione fino a un anno e, per i capi, promotori od organizzatori, "la reclusione da uno a cinque anni".
