Alitalia “vola” verso il Giappone, Cda: “Rischio crisi liquidità”

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Alitalia “vola” verso il Giappone, Cda: “Rischio crisi liquidità”

14 Novembre 2007

Da quanto emerge dalla relazione del Cda, il piano “di emergenza e transizione”non è sufficiente ad evitare una crisi di liquidità nel 2010. Intanto, in un clima di alta competitività, Alitalia ha deciso di rafforzare i voli intercontinentali, soprattutto verso e dal Giappone.

I tempi della crisi che si prospetta rischiano di essere anche più stretti se emergeranno criticità nell’attuare le “azioni propedeutiche” all’avvio, da aprile 2008, del piano messe a punto dal presidente Maurizio Prato, secondo la relazione sul terzo trimestre.

Quest’ultima, approvata ieri in Cda, ribadisce “l’esigenza di un consistente apporto di risorse finanziarie mediante aumento di capitale”. Una prospettiva che al momento resta “in connessione con l’auspicata modifica dell’assetto proprietario della compagnia”.

Per la cessione della quota di controllo in mano al Tesoro ad un partner industriale “è prevedibile che le decisioni sulla scelta del miglior candidato vengano – viene ribadito nella relazione – raggiunte entro un ristrettissimo intervallo temporale”.

Come la stima di un risultato operativo 2007 in linea con il bilancio precedente, comunicata ieri dopo la riunione del Cda, anche l’indicazione sulla liquidità potrebbe essere influenzata dai “riflessi di eventuali criticità attuative connesse all’avvio delle prime propedeutiche azioni concernenti il nuovo piano industriale”.

Criticità, secondo la relazione, che potrebbero portare in tempi più stretti alla necessità di una iniezione di risorse fresche, determinando “condizioni per dover procedere tempestivamente all’aumento di capitale”.

Il piano industriale, di “emergenza” sul fronte delle perdite (circa 255 milioni di euro ante imposte nei primi nove mesi dell’anno) e di “transizione” verso il passaggio del controllo ai privati, conta infatti, tra l’altro, sulla “monetizzazione” con la cessione “di assetti considerati non strategici” per supportare livelli di liquidità “sufficienti a garantire la continuità aziendale oltre i dodici mesi”.

Tra le misure per tamponare le perdite, previste dal piano industriale, Alitalia indica anche che è “in corso di definizione lo scambio con compensazione monetaria di alcuni diritti di atterraggio e decollo presso l’aeroporto di Londra Heathrow considerati non strategici”.

Indicando la dead line del 2010, la relazione fa riferimento alle valutazioni che hanno portato ad approvare nel Cda del 7 settembre il piano 2008-2010.

“In tale sede – si legge nel documento approvato ieri – alla luce della graduale erosione dei mezzi propri e della liquidità, che pur rimanendo sempre positiva per tutto il periodo di piano (ed assunte come verificate le ipotesi sottese al piano stesso), si attesta nel 2010 ad un livello non ritenuto congruente con le esigenze dell’attività, il Cda ha ribadito l’esigenza di un consistente apporto di risorse finanziarie, mediante aumento di capitale”.

Sempre secondo la relazione sull’andamento approvata ieri in Cda, la pressione delle compagnie low cost lima la quota di Alitalia nel mercato nazionale, che rimane “compressa fino a circa il 40% in termini di traffico”, con una flessione di 1,1 punti percentuali nel terzo trimestre dell’anno.

La compagnia sta intanto muovendo i primi passi per la razionalizzazione del network delle rotte. In uno scenario di “maggiore pressione competitivà dei concorrenti, sia nel mercato domestico che in quello internazionale, già nel terzo trimestre di quest’anno il gruppo ha operato il potenziamento delle rotte maggiormente redditizie, ed in particolare quelle di tipo business nei voli nazionali, e quelle da e verso il Giappone nelle rotte intercontinentali.

Nel settore nazionale, nonostante la riduzione della quota di mercato, la focalizzazione sull’hub di Fiumicino (+6,8%) ha portato nel trimestre ad un aumento dell’offerta del 2,2%.

Nei voli internazionali, la compagnia registra “ottime performance in termini di trasportato” nelle rotte su Turchia, Belgio, Albania, Ucraina. E registra una “interessante risposta” all’apertura della nuova rotta per la capitale bielorussa Minsk.

Serve invece un miglioramento della performance” per i voli su Austria e Russia, mentre cresce ampiamente l’offerta sul Medio Oriente.