L'approdo nella città di De Magistris

Alla Freedom Flotilla, più che un viaggio a Napoli, potrebbe servire un avvocato

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Buon viaggio agli attivisti della Freedom Flotilla III, ospiti per pochi giorni del sindaco De Magistris. Da Napoli a Gaza il viaggio sarà lungo. Molto lungo e magari tutto quel tempo si potrebbe impiegarlo per leggere l’ultimo rapporto pubblicato dall'organizzazione Human Rights Watch (HRW) dove si accusa Hamas di violazione dei diritti umani contro gli stessi gazawi. Nelle 53 pagine stilate dall’organizzazione che si batte per i diritti dell'uomo si denunciano torture per estorcere confessioni e processi iniqui per i detenuti nelle carceri di Hamas, si denuncia l’impunità concessa ai responsabili del servizio di sicurezza del movimento terrorista e quella concessa alla polizia civile, si denunciano arresti senza mandato e di non informare tempestivamente le famiglie sulla sorte dei detenuti mentre pubblici ministeri spesso negano agli stessi detenuti un avvocato.

Approdati a Gaza potrebbero accertarsi della veridicità del rapporto di HRW cercando un incontro con la madre di Abdel Karim Shrair, arrestato e torturato nel mese di agosto 2008 dalle Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas, e trattenuto per tre settimane prima di consegnarlo alla polizia con l’accusa di collaborazionismo con Israele ma sulla base di confessioni che sembrano essere state estorte sotto tortura. La madre di Shrair ha dichiarato a HRW di aver visto suo figlio con gambe e viso lividi, piedi gonfi e sulle braccia segni di corda e sul petto segni di bruciature. Oppure, potrebbero cercare il suo avvocato che ha riferito a HRW che durante le udienze in un tribunale militare il suo cliente mostrava segni di lividi e cicatrici e soffriva di incontinenza.

Nel 2011 un plotone di esecuzione ha ucciso Shrair e la polizia di Hamas picchiò quella madre perché cercava di dargli l’ultimo addio. Se i pirati della Freedom Flotilla non riuscissero a trovare notizie su Shrair, allora potrebbero chiedere chi fosse Nihad al-Dabaki, morto nelle carcere di “chi non resta umano” nel febbraio 2009. Un'indagine interna palestinese scoprì che al-Dabaki era morto a causa del freddo e per le pessime condizioni di salute mentre un'indagine da parte della Commissione indipendente per i diritti umani mostrò che la morte sopraggiunse a causa di "chiari segni di tortura" sul corpo di al-Dabaki. Stessa sorte che toccò Razeq, un altro palestinese finito nel girone giudiziario di Hamas che fece dichiarare dalle autorità competenti di esser morto dopo una caduta da una sedia mentre la famiglia dichiara a HRW che il corpo Razeq aveva lividi sulla testa e sulle gambe, le costole rotte, dopo essere stato era senza un mandato.

Insomma, se l’equipaggio della Freedom Flotilla avrà tempo di leggere quel rapporto forse prenderà coraggio di chiedere anche ad Hamas di “Restare Umani”. O magari si convincerà a far salire a bordo un buon avvocato. O un forse un giudice. Infondo se Ingroia se ne è andato in Guatemala, perché De Magistris non potrebbe andare a vivere a Gaza?

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11 COMMENTS

  1. Flotilla
    I tecnici al governo sono talmente tecnici che tecnicamente stanno lasciando fare la politica estera del paese a De Magistris.
    Però, se proprio non ce la fanno a usare un mezzo tecnico come, per esempio, una corvetta della Marina Militare, che tenga lontani, tecnicamente, I fiancheggiatori dei terroristi islamici di Gaza, suggerirei ai tecnici di usare la tecnica del balzello: potrebbero appioppare alle navi una bella tassa straordinaria di approdo, e quelli andrebbero da un’altra parte. (Come la nautica da diporto, che il governo ha tecnicamente affondato). Perché, tecnicamente parlando, i terroristi magari si suicidano anche, ma solo se non costa troppo.
    (Tanto per rimanere sul tecnico, credo che flotilla si scriva con una t sola).

  2. Ed il tuo culo che faccia ha?
    E’ un test per valutare la faziosita’ di Loquenzi, quello che stava sul palco mentre 1500 persone venivano uccise a Gaza….

  3. la flotilla
    Primo, vorrei sapere in cosa consiste l’ospitalità a NAPoli, se e quanto costa. A meno che i bilanci del comune siano floridi e i napoletani contenti
    Secondo, consiglierei agli attivisti di deviare e fare rotta verso il porto siriano, credo abbiano più bisogno di aiuti
    Terzo , vorrei sapere dal sig. Anonimo dove ha trovato 1500 morti a Gaza , uccisi da chi?

  4. Portare aiuti a Gaza
    Portare aiuti a Gaza occupata è doveroso. Israele, come Hamas, sequestra, imprigiona, tortura, sevizia bambini palestinesi nelle carceri da sempre, sotto gli occhi (chiusi) della comunità internazionale, che lascia mano libera al genocidio che i sionisti compiono quotidianamente nei territori occupati.

  5. risposte anomine a proposito di “culi” e altro
    A Gaza, dal 28 dicembre al 18 gennaio, durante l’operazione “Piombo Fuso” vi sono stati 1414 morti palestinesi ed un numero maggiore di feriti a fronte di 13 morti israeliani… Leggo da Ziyad Clot, ma i dati sono largamente disponibili in rete. A proposito di avvocati posso consigliare proprio Ziyad Clot, che lavorava appunto come avvocato ai negoziati seguiti ad Annapolis e che entro il 2008 avrebbero dovuto produrre uno stato palestinese. Ziyad Clot si e’ dimesso poco prima dell’Operazione Piombo Fuso i cui piani venivano approntati proprio mentre i negoziati di Annapolis erano in corso, ed a proposito dei quali l’avvocato Ziyad Clot cosi scrive a pag. 206 del suo libro “Non ci sara’ uno stato palestinese. Diario di un negoziatore in Palestina”: “Nel novembre 2007, l’obiettivo era fissato chiaramente: la creazione di uno stato palestinese prima della fine del 2008. Un anno dopo il vertice di Annapolis, il risultato e’ il seguente: 1) Circa 500 Palestinesi sono stati uccisi e un po’ meno di 2000 sono stati feriti dalle forze israeliane; 2) Israele ha drammaticamente accelerato i suoi sforzi di colonizzazione in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. Centinaia di checkpoints e di altre barriere fisiche continuano a impedire la liberta’ di movimento dei palestinesi all’interno dei Territori occupati: non ne e’ stato eliminato nessuno; 3) Il paese e’ ancora diviso e l’OLP continua a inseguire un accordo di pace illusorio con Israele, piuttosto che una riconciazione nazionale”. Naturalmente, il negoziatore mentre negoziava non poteva sapere che Israele preparava “Piombo Fuso”, dove ai 500 morti e 2000 feriti fatti durante il “processo di pace” ne ha aggiunti come regalo natalizio altri 1404 piu diverse migliaia di feriti… Sempre l’avv. Clot riporta in nota in una pagina del citato libro la seguente statistica a proposito del consumo di acqua pro capite: a fronte di 280 litri di cui fruisce un ebreo israeliano agli internati di Gaza ne vengono erogati appena 10… (continuo, se il Moderatore passa questo commento che mi riservo di pubblicare altrove con sviluppi e maggiore cura formale)

  6. A Leonardo sulla politica estera
    E che la politica estera la signora Fiammetta Nirenstein e’ titolata a farla? Che nessuno ha mai eletto e che meglio starebbe alla Knesset, non essendosi mai, dico mai, interessata dei problemi degli italiani… Il problema di fondo e’ di estrema semplicita’: lo stato “ebraico” di Israele nasce e si fonda tuttora sulla “pulizia etnica della Palestina”. Il blocco e l’embargo di Gaza fa parte della stessa politica genocidaria che e’ insita nel sionismo, una dottrina criminale per essenza, che certi spiriti buffi pensano di coniugare con il nostro Risorgimento, ma l’ESSENZA criminale del sionismo e dello stato “ebraico” su di esso fondato e’ insita non nell’idea coloniale o nell’occupazione (che pure esistono) ma nell’idea che il palestinese “non deve esistere” e perfino “non e’ mai esistito”: al confronto ogni altro tipo di razzismo storicamente noto impallidisce. Purtroppo per noi, vale anche per la nostra politica estera cio’ che Mearsheimer e Walt scrivono nel loro libro… Noi viviamo sotto occupazione ed e’ piuttosto ridicolo parlare di una “politica estera italiana”. (continuo e replico se passa il commento)

  7. Ad Anna ed i suoi conti della serva
    Non mi sembrano conti difficili da fare e sono conti irrisori, per nulla confrontabili a quella che Israele costa ai contribuenti italiani: 5 milioni del CNR per tradurre il Talmud, 23 milioni di euro per il Museo dell Olocausto a Roma, un museo che servira’ per aumentare il numero dei carcerati italiani, la mostra milanese dell'”Israele che non ti aspetti” (sic!), i 300 mila euri dati al CDEC, tante pensioni privilegiate, i viaggi annuali della Memoria a spese del comune di Roma, ecc. ecc. ecc. Vi sarebbe da scrivere un bel libro bianco su quello che Israele e costato e costa ad ogni italiano, non ultimo gli aumenti alla pompa di benzina dovuti all;embargo del petrolio italiano, chiesto imposto e ottenuto da Israele…Veramente ci vuole una gran bella faccia tosta a parlare di soldi ed a fare conti simili… ah…
    Bisogna aggiungere poi gli eventuali funerali che le famiglie italiane dovranno versare per eventuali omicidi sulla nave Estelle, secondo il modello del Mavi Marmara… La nave Estelle, che porta il nome della moglie del conte Bernadotte, assassinato dai TERRORISTI che fondarono lo “stato ebraico”, dico la nave Estelle non e’ stato certo comprata con i soldi del comune di Napoli, di cui a me non risulta abbia altri costi oltre il patrocinio politico che e’ a costo zero… Se Anna ha suoi propri dati, li faccia pure!

  8. Su Hamas
    Hamas e’ l’unico governo legittimo che i palestinesi abbiano mai avuto. Fa parte della politica genocidaria e terrorista di Israele la sua pretesa di avere governi fantoccio che sottoscrivano a nome dei palestinesi quello che Israele detta. Abu Mazen ha certamente questa funzione. Costantino cita fra i crimini di cui si dovrebbe occupare una organizzazione dei Diritti umani quello di “collaborazionismo” con Israele. In effetti, nelle condizione data e’ il piu’ grave di tutti i crimini che si possono enumerare. E chi dovrebbe essere competente a giudicare del crimine di “collaborazionismo”? Chi? Israele stesso? o Costantino e la signora Fiammetta? E siffatte organizzazioni dei diritti umani a loro volta da chi prendono i soldi? E quale autonomia e indipendenza possono assicurare? E vi puo’ essere una Organizzazione dei “diritti umani” che non veda la totale antigiuridicita’ del blocco di Gaza e la pulizia etnica che vi si compie ogni giorno? Dopo le “guerre umanitarie” di Libia e simili ha ormai senso parlare di “diritti umani”? Chi si vuol prendere per i fondelli?… La Siria? Ma chi ci sta dietro? Non lo sanno anche le pietre che Israele sta dietro l’aggressione alla Siria? Costantino si preoccupa proprio lui dei diritti dei palestinesi?… Un avvocato per fare che?… Quando scrive chi pensa di infinocchiare? Riesce a immaginare che uno possa valutare criticamente cio’ che scrive? O butta li’ e se ne fotte?

  9. Nirenstein e presunti genocidi.
    La Nirenstein si occupa di Medio Oriente, ma non presiede un’amministrazione locale italiana.
    Per quanto riguarda le immaginarie pratiche e intenzioni “genocidiarie” israeliane (e questa parola è immaginaria quasi quanto la politica che si attribuisce agli israeliani), il tasso di natalità della popolazione di Gaza è del 34,3 per mille (2011), e cresce a un tasso del 3,2% all’anno! Il che vuol dire che Gaza sta vivendo un vero e proprio boom demografico. (Alla faccia del genocidio).
    Vista la catastrofe demografica che invece stanno vivendo gli italiani, vorrei poterlo dire anche dell’Italia.
    In ogni caso, c’è ben poco da fare. Le navi sono vascelli civili, che hanno il diritto di muoversi liberamente fra i porti, se non fanno niente di illegale.
    Però stanno dando supporto morale a un movimento terrorista islamico, e De Magistris fa male ad appoggiarli. Poteva almeno starsene zitto, senza esprimere la sua approvazione formale.

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