Alla Nato il Pd non è nato!
18 Novembre 2008
di Redazione
La "collocazione internazionale del Pd" è un argomento di una noia mortale. Testate come il Riformista o Europa se ne sono occupate in passato ma poi hanno per lo più desistito. Eppure, ogni tanto, da direzioni inattese giungono notizie che riportano il tema in auge all’insegna del puro divertimento.
Questa volta il teatro in cui le contraddizioni del Pd hanno avuto modo di dispiegarsi come un una sorta di prova generale di quantà accadrà al Parlamento Europeo è stata l’Assemblea dei paesi Nato a Valencia.
Se il partito di Veltroni aveva tentato di mettere la sordina ad un argomento scomodo e ancora irrisolto, l’appuntamento spagnolo ha mandato tutto all’aria con un contorno di lazzi e boutade degne della commedia dell’arte.
All’assemblea Nato partecipa una delegazione italiana di 18 tra deputati e senatori, ma le loro suddivisioni nei gruppi previsti dall’istituzione internazionale sono piuttosto strabilianti. Il Pd si divide in due, una parte, quella degli ex Ds sta nel gruppo socialista, ma la parte dei "margheriti" ha scelto il gruppo dei democatici e liberali, dove siede accanto ai leghisti Giorgetti e Divina. L’Udc invece ha scelto di stare nel gruppo democristiano insieme agli ex- alleati del Pdl, tra cui Italo Bocchino.
I membri dell’assemblea Nato hanno il loro da fare, quando interviene un italiano per capire a nome di chi parli. Ieri ad esempio il senatore Cabras ha annunciato l’adesione al gruppo di Piero Fassino, ma il presidente del gruppo socialista Cook ha eccepito sul fatto che il Pd non appartiene formalmente al suo gruppo.
Con grande soddisfazione dei vari Parisi, Marini, Bianco e Vernetti, che, seduti a loro agio accanto ai leghisti non volevano confusioni con i socialisti.
A rendere ancora più paradossale questa commedia c’è il fatto che negli stessi giorni, Massimo D’Alema era in Messico, nella sua qualità di vice-presidente dell’Internazionale socialista, insieme a Fassino tra i maldipancia di mezzo partito.
Veltroni al Circo Massimo parlava del Pd come di un partito ormai maturo e saldo nella sua identità. Speriamo non abbia visto i suoi giocare ai quattro cantoni sotto gli occhi degli alleati Nato.
