Allah Akbar! Attacco al Louvre, sulle elezioni in Francia cala la paura

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Allah Akbar! Attacco al Louvre, sulle elezioni in Francia cala la paura

03 Febbraio 2017

“Allah Akbar”, Allah è grande, così ha gridato l’egiziano Abdallah sotto il Carrousel del Louvre di Parigi, uno dei più celebri musei del mondo, mentre armeggiava con machete e coltello nascosti in uno zaino, venerdì mattina alle dieci. L’egiziano ha attaccato un gruppo di militari, paracadusti, ma uno di loro ha reagito e gli ha sparato. Il terrorista islamico ora Ã¨ grave, il centro della città francese è rimasto bloccato per ore. L’egiziano era arrivato a con un volo da Dubai e un visto regolare, lo scorso 26 gennaio, atterrando al Charles de Gaulle. Sarebbe dovuto ripartire domenica prossima.

Il presidente Francois Hollande, a Malta per il vertice europeo, si è rallegrato con i militari del dispositivo antiterrorismo “Sentinelle” ha funzionato, mentre il ministro dell’Interno, Bruno Le Roux, l’ha definita “perfetta”. Lo stesso capo dello Stato ha confermato che “non ci sono dubbi sul carattere terroristico dell’azione”. Complimenti per la reazione delle forze militari francesi, resta il fatto che un uomo proveniente dai paesi del mondo arabo e islamico è riuscito a entrare in Francia prima di colpire al Louvre. Abdallah ora è in ospedale, il militare che ha reagito gli ha sparato cinque volte all’addome. L’uomo aveva un telefono cellulare, dalla scheda è emerso il suo nome e il suo percorso, mentre il riscontro del Dna e delle impronte digitali conferma che era persona sconosciuta ai servizi antiterrorismo francesi.

Il giovane egiziano si è presentato all’ingresso del corridoio delle boutique, che conduce all’entrata del museo, con fare sospetto e due zaini in spalla. Lo hanno fermato per perquisirlo, procedura imposta a tutti all’ingresso dei centri commerciali da mesi, visto che in Francia il governo ha prorogato fino alle elezioni lo stato di emergenza, ma lui si è ribellato. Per il prefetto Michel Cadot, ha gridato “frasi minacciose a sfondo terroristico”, poi il fatale ‘Allah Akbar’. E’ riuscito a entrare in contatto con due dei quattro militari della pattuglia che gli si era fatta incontro, ferendone uno al cuoio capelluto. Uno degli altri, che era vicino, ha reagito usando la mitraglietta che portano a tracolla i giovani in mimetica.

Nel museo a quell’ora c’erano già centinaia di persone, è scattato il confinamento nelle sale ritenute più sicure del museo, quelle senza finestre. Contemporaneamente, scattava il piano di emergenza in città, venivano bloccate la rue de Rivoli e il vicino Palais Royal, turisti e passanti che si trovavano nei negozi della zona sono stati costretti a restare dov’erano per un paio d’ore, il tempo di “bonificare” il quartiere. Oltre ad Abdallah, l’unica altra operazione effettuata dalla polizia sul posto è stato il fermo di un’altra persona dal fare “sospetto” che si trovava sul posto. Ma per la quale non sono emersi elementi che potessero far pensare a un reale coinvolgimento.

E’ stata perquisita anche la stanza del residence nei pressi degli Champs-Elysees dove risiedeva Abdallah, nella rue de Ponthieu, la più malfamata dell’8/o arrondissement, spesso di notte teatro di regolamenti di conti, risse e ferimenti. Lo spettro del terrore irrompe nella corsa all’Eliseo, a meno di tre mesi dal primo turno del 23 aprile, dopo gli attentati dello scorso anno. Marine Le Pen, che ha pubblicamente appoggiato le controverse misure adottate per decreto da Donald Trump (il blocco degli immigrati dagli stati canaglia), ha invocato “misure radicali contro questo flagello”, prendendosela contro “il veleno del terrorismo islamico che non è ancora stato debellato”.

La leader del Front National ha quindi puntato il dito contro l’inerzia degli attuali “responsabili pubblici” nonostante la “gravita’” dell’allerta. Dichiarazioni che nell’attuale clima di paura potrebbero contribuire ad allargare il suo già ampio bacino elettorale, tanto più che il conservatore Fillon sembra affondare nel “penelopegate”. Su toni opposti, il presidente Francois Hollande e i ministri del governo, che esaltano invece l’efficacia dell’operazione antiterrorismo. Plauso alle forze di sicurezza anche da Emmanuel Macron, il leader di ‘En Marche!’, che secondo gli ultimi sondaggi potrebbe vedersela al ballottaggio del 6 maggio proprio contro Le Pen. Per Fillon, “la minaccia terroristica non è diminuita nel nostro Paese”, anzi, “è onnipresente”.  

L’anno delle elezioni in Francia rischia di essere pericolosissimo. La tentazione dell’Isis può essere quella di concentrarsi sul Paese che dalla Libia alla Siria più di altri si è speso per i falliti “regime change” nel mondo islamico, le primavere arabe obamiane miseramente fallite. La Francia, dunque, resta in guerra. A fine anno, le autorità francesi hanno autorizzato la proroga fino al 15 luglio prossimo dello stato d’emergenza a Parigi, per coprire tutto il periodo delle elezioni presidenziali e politiche. Secondo l’esecutivo, nel 2016, sono stati almeno 17 gli attentati sventati e 440 i sospetti terroristi fermati.