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Alle dimissioni di Schittulli il Pdl risponde con l’invito al dialogo

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Che in un partito si discuta, ci si confronti e ci si scontri, è un fatto fisiologico. Sta proprio qui il valore aggiunto della democrazia: saper trarre beneficio dalle divergenze e dal dialogo, rendendo quest'ultimo un fattore costruttivo e non distruttivo. E' partendo da queste considerazioni, semplici a parole ma più complesse nei fatti, che i vertici del Pdl provinciale hanno analizzato l'affaire Schittulli, e cioè le dimissioni del presidente della Provincia di Bari a seguito di incomprensioni interne al centrodestra che sarebbero legate, in ultimo, al nuovo organigramma del personale dell'Ente.

Questa mattina il gruppo consiliare e gli assessori del Pdl si sono riuniti nella sede regionale del partito, alla presenza del Coordinatore provinciale, Antonio Distaso, e del vicecoordinatore provinciale, Domi Lanzilotta, per fare il punto della situazione politica e capire quali sono i margini di intervento dopo la lettera di dimissioni di Francesco Schittulli, dal 2009 alla guida della giunta provinciale di centrodestra. Alla fine dell'incontro, i cinque assessori e i tredici consiglieri provinciali hanno approvato un documento in cui, dopo aver ribadito il "fermo convincimento nel portare a compimento il mandato elettorale, in coerenza con il programma di governo sottoscritto dalla coalizione di centrodestra e dal presidente Schittulli alle elezioni del giugno 2009", hanno fatto espresso richiamo al senso di responsabilità che, specialmente in questo particolare momento politico ed economico, obbliga chi governa (a tutti i livelli) a mettere in secondo piano le divergenze e cercare di lavorare in squadra. "Non è questo il momento, ed in effetti non lo è mai, per stressare le Istituzioni con crisi politiche le cui vere ragioni risultano ai più difficilmente comprensibili - si legge nel documento. E', invece, il momento nel quale far prevalere senso di responsabilità e spirito di servizio, recuperando appieno le ragioni del dialogo che sembrano essere improvvisamente e inspiegabilmente mancate".

Quello che il Pdl provinciale rivolge a Schittulli è un invito a non interrompere il confronto e, al contrario, portarlo avanti evitando che si crei una discontinuità rispetto agli impegni presi di fronte all'elettorato: "Da parte del Pdl - fa sapere Distaso - c’è piena volontà di chiarire e superare quanto accaduto alla Provincia di Bari". Gli fa eco il suo vice Lanzilotta: "Occorre dialogare per superare le vicende degli ultimi giorni della Provincia di Bari, nel rispetto delle scelte operate dagli elettori due anni fa". Una volontà che traspare anche dalla nota congiunta dei vertici del Pdl provinciale: "Nelle prossime ore - si legge - ci faremo promotori di incontri con le forze e i movimenti politici che con noi hanno condiviso la vittoriosa esperienza delle elezioni amministrative provinciali del 2009, auspicando una sintesi proficua e rinnovando al Presidente Schittulli la piena volontà di operare nel rispetto del mandato popolare che deve continuare a vederci tutti ugualmente impegnati nell’affermazione dei principi di trasparenza e di buongoverno dell’Ente".

Insomma, di fronte a una decisione del presidente Schittulli maturata in maniera repentina e, stando a quanto riferisce Distaso, che il Pdl avrebbe appreso direttamente dalla stampa, l'invito è a lasciar sedimentare le polemiche e proseguire nell'attività di governo, onorando così il mandato ricevuto dagli elettori. Alla domanda precisa sul sospetto che Schittulli abbia già deciso di cambiare maggioranza, Distaso ha risposto in modo categorico: "Se questo avvenisse per davvero sarebbe gravissimo perché Schittulli tradirebbe il mandato degli elettori e gesti del genere sono sempre puniti dall’elettorato". Al di là dei possibili retroscena, una cosa è certa: e cioè che in un periodo del genere ciò che serve al paese e al territorio non è di certo un'ulteriore polemica fine a se stessa, ma un'amministrazione in grado di portare a termine il proprio lavoro riuscendo a superare le divergenze, senza che queste ultime vengano prese a pretesto per azioni di cui i cittadini, poi, finiscono per pagare le conseguenze. A questo punto, restano venti giorni per vedere quale opzione prevarrà.

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