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Alle prossime sfide il Pdl dovrà presentarsi con programmi e uomini giusti

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I prossimi saranno mesi decisivi per le sorti della politica molisana. Con le ultime elezioni regionali prima, e con le Amministrative di Isernia poi, sembra essersi chiuso un ciclo. Per dare avvio a una sorta di terza repubblica. Tante le novità che si stanno affacciando in questo scenario in continuo mutamento. Centrodestra e centrosinistra, tra corsi e ricorsi, si stanno già mettendo in moto per non farsi trovare impreparati. Le variabili sono talmente tante che bisogna partire in anticipo. Perché c’è lo spettro di un ritorno alle urne in primavera anche per il rinnovo del consiglio regionale. Tutto dipenderà dalle decisioni del Consiglio di Stato.

Evitare le spaccature interne e al tempo stesso rifondare la coalizione nei metodi e negli uomini. Questo il principale obiettivo del Pdl. Le elezioni di Isernia sono un monito da non sottovalutare. Gli elettori del centrodestra al ballottaggio hanno preferito non recarsi alle urne, consegnando la vittoria a Ugo De Vivo. Da quel momento in poi i vertici del partito hanno cominciato a sentire l’esigenza di un forte rinnovamento. Motivo per cui, con ogni probabilità, saranno le primarie a scegliere i futuri candidati. Sia per le Comunali che per le Regionali.

Un’idea che ha ricevuto l’ok anche del presidente Iorio, che del Pdl in Molise ad oggi è ancora il motore trainante. E poi ci sono i giovani che dopo anni di militanza cominciano a chiedere, lecitamente, maggiore spazio. Un appello che non è finito inascoltato. Le nuove leve non saranno soltanto il futuro, ma anche il presente del partito. Alle prossime consultazioni interne per scegliere il candidato sindaco di Isernia (anche qui si ritornerà al voto in primavera), dunque, per la prima volta in Italia potrebbe essere inserito un limite di età: potrà partecipare solo chi ha meno di quarantacinque anni, o giù di lì, visto che ancora non è stata decisa la soglia massima.

Ma nel Pdl da qualche tempo a questa parte non sono tutte rose e fiori. C’è anche chi, approfittando del periodo difficile dell’intera sfera politica, è uscito fuori dai ranghi, cominciando a ritagliarsi uno spazio autonomo e, in alcuni casi, una posizione ambigua. E’ il caso di Filoteo Di Sandro, seguito a ruota da Franco Giorgio Marinelli. Il primo, dopo essersi dimesso da vice coordinatore regionale ed aver preso le distanze dai vertici del partito all’indomani della sconfitta isernina, negli ultimi giorni sembra aver fatto un passo indietro. Ma la situazione è in costante evoluzione e il ruolo di Di Sandro nel Pdl sta diventando sempre di più un enigma. Alleanza per il Molise, movimento da lui fondato, ha giurato fedeltà al centrodestra. Del resto anche nello spinoso caso delle dimissioni in massa dei consiglieri di Palazzo San Francesco, i “suoi” uomini si sono allineati alle decisioni della coalizione senza battere ciglio. A Venafro, invece, gli stessi disandriani hanno provocato la caduta dell’amministrazione di centrodestra guidata da Nicandro Cotugno.

L’ex assessore altomolisano, invece, a Palazzo Moffa è finito nel gruppo misto, e sembra essersi allontanato completamente dal Pdl. Marinelli avrebbe un progetto politico già ben definito, ma per il momento ancora non ha voluto sciogliere le riserve. Non è escluso che da qui a breve possa confluire in qualche altra componente di centrodestra.

Ma la sensazione è che agli elettori giochi e logiche di partito poco interessano. Quello che chiedono è un nuovo modo di fare politica. In pochi mesi dovranno essere date risposte concrete ai cittadini delusi. Convincerli a recarsi nella cabina elettorale sarà la nuova sfida. Una sfida a cui il Pdl dovrà arrivare con gli uomini e i programmi giusti.

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