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Dall'estero

All’Europa l’Italia del crimine piace. Anche a fumetti

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Il fumetto non gode nel nostro paese di buona salute. L’interesse per i comics si è via via ridotto e i pochi fans superstiti popolano una nicchia sempre più piccola e semiclandestina. Le vendite in edicola languono e molte testate annaspano e poi chiudono. Quasi tutte le nuove iniziative, poi, hanno l’involontario ma pressoché inevitabile crisma dell’effimero. Eppure, anche se il tradizionale albo periodico a strisce beccheggia sotto la linea di galleggiamento, la cosiddetta graphic novel (storia monografica di respiro più ampio, generalmente rivolta a un pubblico adulto e pubblicata in volume) sembra capace di conquistarsi un posto d’onore in libreria.  La produzione italiana di romanzi disegnati sembra ormai capace di farsi notare anche all’estero. E’ il caso di “Brancaccio. Storie di mafia quotidiana” pubblicato un paio di anni fa da Beccogiallo e vincitore di vari premi di settore come il Napoli Comicon 2007. Sceneggiata da Giovanni Di Gregorio e disegnata da Claudio Stassi (entrambi suppergiù trentenni e panormiti doc), la storia raccontata in “Brancaccio” si svolge nell’omonimo quartiere del capoluogo siciliano, divenuto sinistramente noto per l’assassinio, nel settembre 1993, del sacerdote Pino Puglisi. Un centinaio di pagine in cui si respira, disegnata in bianco e nero, la vita del piccolo Nino e di tutto un pezzo di città in cui gli abitanti sono costretti a cercarsi un tran tran quotidiano sotto il tallone della mafia.

Cosa Nostra è un tema che evidentemente mantiene il suo appeal anche oltrefrontiera. Al punto che un annetto fa l’editore francese Casterman ha mandato in libreria “Brancaccio. La mafia au quotidien”, traduzione della graphic novel di Stassi e Di Gregorio. Ma il botto, quanto a export, sembra arrivato con la versione spagnola, recentemente approntata dall’editore barcellonese Norma: “Brancaccio. Una historia de la mafia cotidiana”. Quest’anno al festival internazionale del fumetto che si tiene nella città francese di Angoulême, appuntamento di importanza angolare per gli appassionati delle storie a disegni, è intervenuto a parlare il quattromani formato da Giovanni Di Gregorio e Claudio Stassi. Così, l’inviato ad Angoulême del quotidiano spagnolo El País ha colto l’occasione per presentare l’uscita della versione in lingua castigliana di “Brancaccio” con un’intera paginata uscita martedì scorso nella sezione culturale del giornale. Una celebrazione da tappeto rosso, insomma, certo non esattamente abituale per la traduzione di una storia a fumetti.

Si sa che la parola “mafia” fuori dai nostri confini è ancora portatrice di una sorta di esotismo che cattura i lettori. Ma in più, negli ultimi mesi, il nome Saviano è diventato - in Spagna e non soltanto - un vero e proprio passe-partout e potrebbe trasformarsi nell’elisir adatto ad agevolare la traduzione e la circolazione oltrefrontiera di libri che raccontano la criminalità organizzata nostrana. E quindi già nel sottotitolo scelto dal País (“La storia ha punti in comune con ‘Gomorra’ di Saviano”) il nome dello scrittore campano è il viatico anche per il potenziale successo iberico di “Brancaccio”. (G.D.F)

 

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