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Frattini: “Non apriamo il vaso di Pandora”

All’Italia non è piaciuto il revival dell’asse franco-tedesco

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Il Ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, si è scagliato contro la Francia e la Germania perché stanno cercando di “preconfezionare” degli accordi per il resto dell’Unione Europea, come in occasione del recente incontro di Deauville, dove Nicolas Sarkozy e Angela Merkel hanno elaborato un compromesso sulle regole di bilancio e le sanzioni per prevenire un'altra crisi come quella greca.
Parlando al Financial Times, il capo della Farnesina ha proposto invece che i 27 Stati membri dell'UE stabiliscano ciò che Frattini stesso ha definito un “gruppo d'avanguardia”, o G6, composto dai sei paesi più grandi dell'Unione Europea per ampliare il processo consultivo.

“Le decisioni preconfezionate messe sul tavolo – in stile prendere o lasciare – non sono accettabili per Paesi come l'Italia e altri grandi attori internazionali – ha detto Frattini – Si possono fare delle consultazioni, ma Parigi o Berlino non possono prendere decisioni preconfezionate".

Frattini ha fatto un specifico riferimento alla riunione del 18 ottobre a Deauville tra il presidente francese e il cancelliere tedesco che è arrivato proprio mentre i ministri delle finanze nazionali si trovavano in Lussemburgo per il negoziato finale con Herman Van Rompuy, presidente dell'Unione europea, che ha presieduto una task force con il compito di formulare le nuove regole.

In privato, i diplomatici europei hanno parlato del risentimento nei confronti dell’asse franco-tedesco che sembra minare la taskforce di Van Rompuy, mentre Frattini è stato il funzionario più in vista a esprimere tali rimostranze in pubblico.

Frattini ha quindi proposto il G6, che ha descritto come un organo informale di consultazione in cui confluirebbero Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Polonia e Spagna e che potrebbe essere ampliato a seconda dell’argomento in discussione. Come precedente, ha citato il G6 annuale dei ministri degli interni, la cui ultima edizione è stata ospitata da Italia.

Il ministro degli esteri italiano ha detto che l'Europa può diventare un "giocatore più potente" sulla scena internazionale solo se la sua leadership collettiva “porterà a delle decisioni prese da tutti i 27 Stati membri". Frattini ha poi avvertito che l'Italia, affiancati da altri, voterebbe contro la proposta tedesca di sospendere il diritto di voto degli Stati membri in contrasto con le nuove norme di bilancio che dovrebbero arrivare prima del Consiglio europeo previsto per il mese prossimo.

La proposta, ha detto, "potrebbe aprire un vero e proprio vaso di Pandora" perché richiede modifiche al trattato di Lisbona, comportando quindi ratifiche da parte dei parlamenti nazionali e, in alcuni casi, referendum.

I diplomatici hanno suggerito che le critiche rivolte dall’onorevole Frattini all'asse franco-tedesco riflettono l’antica paura dell’Italia di essere messa da parte sulla scena internazionale, nonostante il suo ruolo come membro del G8 e i suoi significativi dispiegamenti di truppe nei Balcani, in Medio Oriente e in Afghanistan.

Ma Frattini ha anche chiarito che l'Italia non è rimasta scontenta dell'accordo raggiunto al vertice di Bruxelles la scorsa settimana, insistendo sul fatto che l'Italia sarebbe "ben al di sopra della media europea", rispettando dunque le norme che sono state modificate per includere non solo i livelli di debito pubblico, ma anche debito privato, le pensioni e la sostenibilità della spesa pubblica e privata.

Tratto da Financial Times

Traduzione di Danilo Montefiori

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1 COMMENT

  1. Frattini contro l’asse franco-tedesco
    Frattini ha ragione, ma probabilmente l’Italia e’ penalizzata dalla grave instabilita’ politica interna.

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