All’Onu la notte è giorno e l’Iran è pacifista

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All’Onu la notte è giorno e l’Iran è pacifista

16 Aprile 2007

C’è un posto del pianeta dove sembra che il mondo si rifletta nello specchio e si osservi capovolto: il sopra diventa il sotto, la destra è sinistra, il nero è bianco. Questo posto è il palazzo di Vetro a New York, sede della Nazioni Unite. Visto da quel palazzo, Israele è uno Stato terrorista, i diritti umani vengono violati ovunque tranne che nei paesi arabi, i genocidi non esistono o i carnefici vi diventano vittime.

L’ultima trovata di questo pazzesco mondo capovolto risulta incredibile anche a chi alle distorsioni onusiane è abituato. Lo scorso 9 aprile l’Iran è stato eletto vice-presidente della Commissione per il Disarmo e la Non Proliferazione dell’Onu. Il caso ha voluto che quello stesso giorno, il presidente Ahmadinejad fosse finito sulle prime pagine e sui tg di tutto il mondo con il suo annuncio solenne del passaggio alla fase industriale dell’arricchimento dell’uranio. Nello specchio dell’Onu, quel giorno Ahmadinejad aveva il volto di un pacifista, esperto in disarmo e non proliferazione nucleare.

Sembra una barzelletta, sembra la storia della volpe messa a guardia del pollaio, eppure all’Onu i paradossi si avverano. Le Nazioni Unite sono diventate il lavacro democraticistico delle peggiori dittature. Un luogo dove la forza cruda dei numeri cambia la realtà e a maggioranza stabilisce che è giorno lì dove invece è notte.

Ann Bayefsky, una bravissima giornalista, che per la National Review segue senza posa le follie onusiane ha citato a questo proposito la dichiarazione dell’ambasciatore messicano all’Onu, che è presidente dell’organismo che si occupa di diritti umani. Ecco cosa ha detto Sua Eccellenza Luis Alfonso del Alba:  “Vorrei riportare la dichiarazione adottata dal Consiglio dei diritti umani. Primo: abbiamo esaminato la situazione dei diritti umani nella Repubblica Islamica dell’Iran. Secondo: il consiglio ha deciso di interrompere la verifica dei diritti umani in Iran. Terzo: i membri del Consiglio non dovranno parlare della situazione dei diritti umani in Iran in pubblico”.
Un, due e tre: sparito il problema. All’Onu certi incantesimi riescono ancora. Negli stessi giorni in Iran erano detenuti in condizioni molto dure i 15 marinai inglesi rapiti in acque irachene.

Teniamo buona nota di queste follie la prossima volta che qualcuno, alzando il dito, ci dirà: qui ci vuole l’Onu.