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Alta velocità: il treno dei desideri all’incontrario va…

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Alta Velocità sulla linea ferroviaria Adriatica e Alta Velocità anche sulla linea Pescara – Roma. Ne ha parlato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella sua conferenza stampa pot pourri del 3 giugno, tra le misure shock che dovrebbero rilanciare l’Italia dopo l’emergenza Coronavirus, grazie ai fantastiliardi di euro in arrivo dal Recovery Fund europeo.
Gli abruzzesi sono sobbalzati sul divano alle parole del premier, che ha definito i progetti assolutamente “non immaginifici”, bensì opere pubbliche strategiche, da programmare al più presto nel Decreto Semplificazioni. Insomma, cemento e rotaie: roba reale, non panzane tanto per dire.
Dopo il sobbalzo sul divano, alle parole “Alta Velocità di Rete” gli abruzzesi che conoscono bene la situazione del trasporto ferroviario  hanno fatto una capriola. Non di felicità, ma dal ridere. La situazione delle ferrovie abruzzesi è infatti sostanzialmente questa:
Lungo la Linea Adriatica Bologna – Lecce, la cui velocità massima consentita (ma solo per alcuni brevi tratti) è di 200 Km/h, corrono (si fa per dire) le motrici riadattate dei vecchi elettrotreni ETR500, antesignani degli Eurostar primi Anni 2000, ridipinti in livrea Frecciarossa e Frecciabianca. Il prezzo dei biglietti è da Alta Velocità come sulla Milano – Roma, ma il servizio e i tempi di percorrenza assomigliano molto agli Intercity di una volta. Giuseppi ha parlato della necessità di raddoppiare i binari da Pescara verso Sud. Evidentemente non sa bene che l’unico tratto a binario singolo è di 33 Km, tra Termoli in Molise e Lesina nel Foggiano e che c’è già un progetto di raddoppio di Rfi, che dal 2015 sta anche rimodernando gli impianti per consentire velocità maggiori in alcune tratte. Ma non si parla affatto di Alta Velocità.
Le parole “Alta Velocità” sono apparse ancor più singolari per il caso della ferrovia Pescara – Roma, progetto nato complicato già dopo l’Unità d’Italia dal collegamento della ferrovia Pescara – Sulmona con quella Roma – Sulmona. Si tratta di una linea di 240 Km, di cui appena 15 Km raddoppiati (tra Roma e Tivoli), che raggiunge il culmine a Cocullo ad oltre 900 metri sul livello del mare e che a tutti gli effetti è una ferrovia di montagna ad alta pendenza. Mettendo da parte il tracciato, zeppo di gomiti, curve strette, viadotti e gallerie, si tratta di una ferrovia il cui ultimo ammodernamento risale a dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando l’infrastruttura venne ricostruita dopo che i nazisti in ritirata l’avevano fatta saltare in aria. Tra Roma e Pescara (e viceversa) oggi effettuano servizio appena tre convogli, di carattere regionale ed interregionale. L’ultimo intercity “Amiternus” tra Pescara e Roma ha viaggiato 18 anni fa. Ciliegina sulla torta: tra Pescara Centrale e Roma Termini occorrono ben 3 ore e 22 minuti di viaggio, all’impressionante media di 75 Km/h. E il servizio è anche peggiorato, visto che negli Anni ’70 bastavano 3 ore e 2 minuti. Ecco perché nel 2016 la Regione Abruzzo ha siglato un accordo con Governo e Rfi per potenziare l’infrastruttura con sistemi ad elevata automazione. Progetti già esistenti, non del governo giallorosso.
Eppure abbiamo sentito bene: il premier Giuseppe Conte in tv ha detto che l’anno che verrà porterà l’Alta Velocità in Abruzzo, non solo lungo la linea Adriatica, che prevede di raddoppiare, ma anche tra Roma e Pescara, dov’è impensabile l’assenza di un collegamento veloce.
Per Federconsumatori l’anno che verrà porterà in Abruzzo l’Alta Velocità delle parole del premier Conte, ma sulle note di Lucio Dalla sarà anche tre volte Natale e festa tutto l’anno.
Perché sotto i 250 Km/h in Europa non si può parlare di Alta Velocità. Perché Rfi non ha in programma di costruire alcuna tratta di Alta Velocità lungo la dorsale Adriatica. Perché al momento sulla linea tra Roma e Pescara Rfi non ha previsto di raddrizzare nemmeno una curva (e ce ne sono tante). Perché tra Roma e Pescara non è previsto l’impiego di alcun Pendolino, capace di piegarsi in curva come avviene lungo i valichi con la Svizzera.
A dire il vero Conte in tv non ha parlato di Alta Velocità (punto e basta, quella vera), bensì di “Alta Velocità di Rete” (che potrebbe essere l’ennesima supercazzola come l’alta capacità).
Il governatore della Regione Abruzzo Marco Marsilio, che conosce bene le ferrovie della sua Regione e soprattutto non è fesso, si è prima rallegrato delle parole del premier Conte, poi ha scritto una lettera a tutti i gli onorevoli abruzzesi, affinché supportino in Parlamento l’Alta Velocità abruzzese prospettata dal premier in televisione. Tanto per capire se dietro l’Alta Velocità di Rete di Giuseppi non ci sia l’ennesimo proclama col vuoto a perdere per gli abruzzesi.
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