Alto Adige: da Germania per anni fondi segreti a Bolzano

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Alto Adige: da Germania per anni fondi segreti a Bolzano

22 Marzo 2008

Per anni la Germania occidentale finanziò direttamente, e all’insaputa di Roma, gli altoatesini di lingua tedesca. Lo rivela il settimanale Der Spiegel nel suo nuovo numero.

Il ministero degli Affari esteri di Bonn, allora capitale della Germania Ovest, versò tra il 1969 e il 1976 l’equivalente di circa 10 milioni di euro “in modo estremamente riservato e deviando dalle tradizionali procedure di bilancio”, spiega lo Spiegel citando documenti recentemente diffusi dal ministero degli Affari esteri tedesco. I finanziamenti erano finalizzati “a una Volkstumspolitik (una politica dell’identità di un popolo, ndr) condotta in un certo senso con mezzi cospirativi”, prosegue il giornale.

Secondo lo Spiegel, a ricevere i fondi era la provincia di Bolzano, che in tal modo finanziò soprattutto misure educative, come borse di studio per studenti o corsi di aggiornamento per docenti. Anche prima del 1969, comunque, precisa il settimanale, Bonn inviò oltralpe “somme di importo sconosciuto”.

Alcuni diplomatici tedeschi invitarono comunque a bloccare i pagamenti segreti e a far confluire i fondi per l’Alto Adige nel normale programma per la politica culturale all’estero. Non ci si può “in alcun modo permettere di venire scoperti”, era scritto in una nota del 1973.

Il settimanale tedesco ricorda come gli altoatesini di lingua tedesca avessero ricevuto appoggio politico in Germania dal partito cristiano-sociale bavarese (Csu) e dall’ala destra dei Liberali della Fdp, raccolta intorno a Josef Ertl, ministro dell’Agricoltura sotto i governi dei socialdemocratici Willy Brandt ed Helmut Schmidt. Lo stesso Ertl venne pedinato nel corso di una sua vacanza in Alto Adige, mentre ad alcuni politici della Csu fu proibito l’ingresso, spiega il giornale. Nel 1963 l’allora ministro degli Interni Hermann Hoecherl (Csu) aveva addirittura offerto asilo politico a un uomo che aveva organizzato attentati separatistici in Alto Adige, se quest’ultimo ne avesse fatto richiesta, conclude Der Spiegel.