Confini

Alto Adige-Südtirol: non scherziamo col fuoco

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Fino al 1918, un Secolo fa, Bolzano, Merano, Bressanone, Fiume, Pola, Zara, Sebenico, Spalato, Ragusa, facevano parte dell’Impero Austro-Ungarico.

Dopo lo smembramento dell’Impero, alcune di queste città e i loro territori furono annessi all’Italia ed altro come Sebenico, Spalato e Ragusa al neonato regno dei Serbi, Sloveni e Croati poi Jugoslavia.

Da cent’anni ormai in Alto Adige-Sud Tirol ai tradizionali nomi tedeschi si sono affiancati quelli italiani, così come soltanto da settantaquattro anni la toponomastica slovena e croata ha totalmente sostituito, cancellandola, quella italiana anche nelle località abitate da secoli da italiani istriani e dalmati e che anche durante l’Impero Austro-Ungarico avevano avuto soltanto il nome italiano.

Fortunatamente, dopo l’entrata in Europa di Slovenia e Croazia, anche se molto timidamente, a Fiume, in Istria, a Zara e laddove sono rimaste minoranze italiane, al nome croato o sloveno viene affiancato quello tradizionale e storico italiano.

Non riesco neanche ad immaginare quali reazioni  potrebbe suscitare in Slovenia e Croazia una eventuale richiesta dell’unione degli italiani di quelle terre non di aggiungere il tradizionale nome italiano a quelli slavi ma addirittura di cancellare questi ultimi perché imposti con la forza nel 1945.

Poiché ormai siamo tutti abitanti di una casa comune, l’Unione Europea, è proprio così difficile prendere atto che le appartenenze statuali determinate dalla prima e dalla seconda guerra mondiale non possono e non debbono essere messe in discussione, mentre le minoranze rimaste da una parte e dall’altra dei confini, sempre più amministrativi e meno politici, debbono avere uguali tutela e rispetto?

Per questi motivi la decisione della Volkspartei e gli altri partiti di lingua tedesca dell’Alto Adige-Sud Tirol non è soltanto un errore, ma una macroscopica forzatura di chi non si rende conto delle tragedie causate dai nazionalismi nel Secolo scorso e dei pericoli a cui si va incontro quando si pensa di scherzare col fuoco senza scottarsi.

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1 COMMENT

  1. Non sono convinti di aver perso la prima guerra mondiale e noi ci sentiamo in colpa per aver perso la seconda, sicché non stimiamo lo Stato Italiano. Quando le questioni psicologiche non sono risolte è inutile camuffarle per altro. Direi di parlare di altro in attesa che la questione decanti. Parliamo di questioni più semplici, più raso terra. Siccome i nomi italiani non vanno più bene e li vogliono togliere, facciamoglieli togliere. Chi siamo noi per dire ai tirolesi come si chiamano le vie di casa loro oppure la loro stessa terra? E’ necessario allora cancellare anche le altre parti del trattato con l’Austria, compreso lo Statuto speciale del Trentino Sud Tirol. Magari i nostri simpatici amici delle valli tirolesi potrebbero iniziare a pagare le tasse per mantenere gli standard altissimi che hanno e contribuire alla spesa dello Stato Italiano. Che ne pensate? Magari potrebbero iniziare ad essere familiari con principi di ordinaria legalità, invece di avere comportamenti mafiosi e di sistematica esclusione degli “esterni”. Sul discorso di Giovanardi che posso dire? Giovanardi dice che gli italiani in Istria hanno sofferto la cancellazione della italianità. E agli Stützen che glie ne frega?

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