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Americanismo/2 Alle origini del sentimento religioso

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Spiegare la Religione Americana – come si sia sviluppata, cosa afferma e perché – è il mio primo obbiettivo in questo libro. Molti pensatori sostengono che il puritanesimo sia scomparso centinaia di anni fa. Io penso che si sbaglino. Il puritanesimo si è trasformato nella Religione Americana, e oggi sopravvive in questa forma modificata. La nostra ricerca sulla fede americana deve cominciare appunto dal puritanesimo.

Vi mostrerò come l’Americanismo ha portato avanti gli ideali puritani sulla nuova Israele, la fascinazione puritana per la Bibbia, il fervore puritano – e vi ha aggiunto nuovi ideali che sono emersi da quelli originari.

Il mio secondo obbiettivo è dimostrare che la Bibbia e il puritanesimo hanno plasmato l’America come il vasaio modella la creta. Alcuni secolaristi non gradiscono affrontare questo fatto e lo ignorano. Altri lo affrontano con rabbia e rispondono con odio; definiscono l’America la nazione puritana, la nazione dei fanatici religiosi.

Essi hanno ragione, e noi dovremmo riconoscere questo fatto: l’America è stata effettivamente fondata da fanatici religiosi. I puritani che dominarono quei primi insediamenti inglesi, che fecero così tanto per dar forma a questa nazione e ai suoi ideali, erano fieramente, fanaticamente devoti al loro Dio. Essi bruciavano dal desiderio di vivere nel giusto e accanto a Lui. I fanatici religiosi hanno una pessima reputazione al giorno d’oggi. Gli estremisti islamici ammazzano uomini, donne e bambini a casaccio, con schegge e chiodi inseriti nelle loro bombe progettate per causare il massimo dolore e la peggior sofferenza. Essi affermano che stanno facendo il volere di Dio – una bestemmia per qualsiasi credente religioso dovunque viva.

Ma i puritani che si stabilirono nel nuovo mondo erano dei fanatici di tipo diverso. Essi andarono in America perché avevano deciso di %3Cem>non combattere in Inghilterra; non volevano fomentare una ribellione o causare  spargimenti di sangue. Erano convinti che la monarchia inglese fosse corrotta – e che il loro compito fosse di  salvarla, non di distruggerla. E l’avrebbero salvata costruendo un modello di società che l’Inghilterra e il mondo intero avrebbero potuto copiare. Erano uomini e donne con sentimenti ordinariamente umani, e non credevano che questi sentimenti dovessero essere soppressi per volere di Dio. Al contrario, Dio, a loro avviso, condivideva in pieno questi sentimenti.

I pellegrini che approdarono a Plymouth, Massachusetts, nel 1620 erano “separatisti”, puritani del tipo più fanatico. Erano così fanatici e così intolleranti che nel 1621 essi tennero un banchetto e invitarono i pagani locali  a condividerlo. Ci fu una grande celebrazione di ringraziamento, scrisse il pellegrino Edward Winslow, “ molti degli indiani sono venuti tra noi, e tra gli altri il loro re, Massasoyt, con novanta uomini e ci siamo intrattenuti e abbiamo festeggiato con loro per tre giorni.”

John Winthorp era un eminente colono della prima ora, un altro fanatico religioso la cui anima era una fornace ardente di fede in Dio. A bordo di una nave diretta in New England egli scrisse una famosa predizione :”Dobbiamo avere presente che saremo come una città su una collina, gli occhi di tutte le genti saranno su di noi”.

Arrivati nel nuovo mondo, Winthrop e i suoi compagni puritani ebbero dei primi mesi durissimi, come la maggior parte dei primi coloni. Ma egli trovò il tempo di scrivere a suo moglie che: “Mi piace talmente essere qui, che non mi pento di essere venuto… non sono mai stato meglio in vita mia, non ho mai dormito meglio, mai sono stato più soddisfatto”. Questi fanatici sapevano qualcosa che gli assassini di oggi non sanno: essi avevano la Bibbia nella loro testa, e la Bibbia dice: “Scegli la vita e vivi -  tu e i tuoi bambini” (Deut. 30:19). Winthrop citava proprio questo verso nel suo famoso scritto a bordo della nave. Era felice nel nuovo mondo, eccetto per una cosa: sua moglie e alcuni dei suoi bambini erano ancora in Inghilterra e l’avrebbero raggiunto solo in un secondo momento. “Non desidero nulla”, scriveva alla moglie, “se non te e il resto della mia famiglia”.

Questi dunque sono i fanatici che fondarono questa nazione e disegnarono e  e la prima bozza della Religione Americana. Sono fanatici che dobbiamo conoscere meglio. Non comprenderemo l’America e l’Americanismo se non lo facessimo.

Cercherò di spiegare l’Americanismo e presentare alcune delle persone che lo concepirono. Ma questo non è né un libro di storia, né una foto di gruppo. E’ un saggio di “filosofia popolare”; si basa sul passato per spiegare il presente. Ha un messaggio per tre tipi di persone.

Ai moderni secolaristi: la Religione Americana è umanista nel miglior senso del termine. Le sue radici bibliche sono chiare. Allo stesso tempo l’Americanismo è anche una religione che gli atei (e quelli che sono semplicemente indifferenti alla religione tradizionale) possono professare e professano, ardentemente. 

I Cristiani e gli Ebrei non devono vedere nell’Americanismo un sostituto blasfemo delle loro religioni. Chiunque può chiedere a un teologo: “Che cosa dice il cristianesimo su questo problema?”. Se la risposta è soddisfacente, viene incorporata nella religione di chi ha posto la domanda. La Religione Americana è una risposta religiosa tradizionale alla realtà della politica moderna. E’ un‘ estensione della struttura del giudaismo o del cristianesimo.

Ai cristiani in special modo: voi avete costruito l’America e l’Americanismo. Facendolo avete dato all’umanità uno dei doni più preziosi mai ricevuti. Non permettetevi di finire spiritualmente espropriati nelle vostre stesse case! Questo paese non avrà mai una propria religione ufficiale; non rinuncerà mai alla libertà religiosa. Ma non dovrà nemmeno essergli consentito di abbandonare la sua storia e le sue origini, o di mentire su di esse. Ai cristiani è (giustamente) proibito predicare il cristianesimo nelle scuole pubbliche; ai secolaristi dovrebbe essere proibito allo stesso modo di predicare il secolarismo!

A tutti i cristiani che si trovano a fronteggiare la potenza dominante della cultura secolarista dei moderni Stati Uniti: siate forti e coraggiosi! Questo stesso messaggio vale per tutte le persone di qualunque (o nessuna) fede  che si oppongono al carrierismo sfrenato – il nemico della spiritualità – che attanaglia questo paese. L’America ha bisogno di ricordare l’intensità della sua  storia d’amore di un tempo con le cose spirituali. Un tempo quell’amore illuminava il paesaggio americano come un pilastro di fuoco in una notte senza luna – o come il chiaro di luna in una candida serata estiva. Gli autoproclamati “rivoluzionari” della fine degli anni ’60 avevano molte idee stupide, ma almeno erano idealisti. Quando il loro grande progetto di un’America socialista si sgretolò, molti di essi diventarono cinici – ed ecco dove siamo adesso. Ma un giorno ci libereremo di questa tragica eredità, occorreranno molti libri e molti autori, ma ci ricorderemo di chi siamo.

Agli ebrei americani, la mia comunità: in un certo qual modo noi ebrei siamo  una componente fondamentale dell’Americanismo. Gli ebrei hanno vissuto in America dal 1654, ma in un numero troppo esiguo per fare la differenza fino al ventesimo secolo. Ma in un altro senso – che andrò a spiegare - gli ebrei sono il cuore dell’America. Non per caso un leader puritano del diciassettesimo secolo scriveva a proposito dei suoi compagni puritani: “Noi siamo i figli di Abramo e perciò facciamo parte dell’alleanza di Abramo”.

Benchè la Religione Americana sia un argomento vasto e profondo, la letteratura in proposito scarseggia. Questo già di per sé ci dice qualcosa di interessante. E cioè che gli americani già conoscevano tutto dell’Americanismo e non necessitavano di libri come questo. Lo imparavano a scuola, ne discutevano con i propri genitori e figli, ne leggevano sui giornali, l’ascoltavano nella loro musica, lo vedevano rappresentato sui palchi, nei teatri e sugli schermi dei cinema, lo cantavano, lo suonavano, lo inalavano. Non più. “Primo nella guerra, primo nella pace, primo nei cuori dei suoi compatrioti”, per secoli una nazione grata usava questa frase per riferirsi a George Washington. Non molto tempo fa ho parlato con un diciannovenne al penultimo anno di un ottimo college, uno studente di musica riflessivo e raffinato; non aveva mai sentito questa frase e non aveva idea a chi si riferisse. Molti insegnanti di questo paese rigettano per principio l’Americanismo – pur non avendo idea di che cosa sia.

Nel 1913, il poeta inglese Rupert Brooke viaggiando dall’Inghilterra verso New York incontrò un “simpatico ragazzo americano” a bordo della nave. “In America ogni uomo è uguale all’altro” disse il giovane a Brooke. “Non capirai mai l’America… vuoi sentirmi recitare la nostra Dichiarazione di Indipendenza?” Sì, disse Brooke. Il giovane cominciò.

Molti “simpatici ragazzi” sono orgogliosi del proprio paese, o lo erano. Ma non sono molti (o non lo erano) quelli capaci di recitare a memoria i principi sui quali è fondata la loro nazione – per ovvie ragioni. La maggior parte delle nazioni non è basata su principi, ma sui discendenze o etnie condivise. Gli Stati Uniti sono qualcosa di diverso. Gli Stati Uniti hanno una religione perché devono averla. Senza di essa sarebbero una moltitudine di emigrati o poco più. Nel suo discorso inaugurale da presidente, George Washington aggiunse la Bibbia alla cerimonia. Prestò giuramento sulla Bibbia benché la Costituzione non dicesse nulla in proposito. Fu un intuitivo gesto unificatore che accomunò insieme presbiteriani e episcopali, congregazionisti e luterani, quaccheri, battisti e cattolici, persino deisti come Jefferson, che ammirava e citava la Bibbia. Nel suo discorso di inaugurazione per il secondo mandato, Lincoln portò quest’idea di unificazione spirituale ai massimi livelli.

Una religione deve essere insegnata a ogni nuova generazione o si disperderà. La cultura americana era solita insegnare implicitamente cosa significasse: “Io credo nell’America”. Gli scolari americani erano soliti imparare a memoria la Dichiarazione di Indipendenza e il discorso di Gettysburg. Erano soliti cantare, “Mine eyes have seen the glory of the coming of the Lord…,” il “Battle Hymn of the Republic”, di Julia Ward Howe. Non più.

E benché la Religione Americana sia una religione profonda e fondamentale, essa ha generato una letteratura teologica e religiosa rimarcabilmente esigua. Non ne ha mai avuto bisogno; la sua dottrina e i suoi canoni sacri erano ben conosciuti.

Tutto ciò è cambiato.

Questo libro è un tentativo di turare una falla nell’argine, una falla attraverso la quale gronda un’ignoranza capace di far annegare la società americana. Io cerco di turare questa falla spiegando a chiare lettere che cosa sia la Religione Americana e da dove provenga. Ovviamente un libro da solo non basta; ne servono migliaia e molto altro ancora.

Vi ho parlato della fede nell’America, dell’amore per l’America – della Religione Americana. Ma dobbiamo occuparci anche dell’odio verso l’America. L’immagine distorta dell’odio può mostrarci la verità se guardiamo con attenzione.

Diversi nazionalismi sono stati ritenuti minacciosi o odiosi quando minacciavano militarmente o quando tormentavano altre minoranze nazionali. L’America, invece, è stata odiata da nazioni che erano già diventate democrazie sullo stile americano; odiata da nazioni che non avevano nulla da temere dalla potenza americana e lo sapevano. L’America, diceva Winston Churchill durante la seconda guerra mondiale, è quella grande repubblica “la cui potenza non fa paura e la cui preeminenza non genera gelosia.” Perché questo sentimento non è più largamente condiviso? Che cos’è l’antiamericanismo e che cosa determina la sua eccezionale ferocia?

Guardiamo alle capitali, dove la principale attività delle elite imbellettate è schernire. Ronald Reagan era eccezionale da schernire. George W. Bush è ancora meglio. Reagan ha sempre generato nei “liberal” un senso di disagio e paura, perché piaceva alle gente così tanto da fare spavento – persino alcuni “liberal” non erano del tutto immuni dal suo carisma tossico. Ma in George W. Bush non c’è traccia del tocco magico di Reagan. Bush non è un attore. Egli è semplicemente un arcigno e poco affascinante Presidente degli Stati Uniti. Leggiamo questo resoconto:

Nel corso di un ricevimento a Washington, composto principalmente da oppositori alla guerra e all’amministrazione, [la politica presidenziale fu] come al solito oggetto di veementi critiche.

Come al solito. Le cene a Washington esistono perché i presidenti repubblicani possano  essere “veementemente criticati”. Ma dopo un certo tempo, continua il resoconto, un isolato dissenziente si alzò e disse, in difesa del Presidente, che: “per quanto questi possa essere un idiota nella testa, è comunque un giusto nel cuore.” E’ raro che qualcuno difenda un presidente repubblicano a un ricevimento a Washington – anche solo al punto di dire che questi sia una persona per bene, benchè un totale cretino.

I sofisticati antiamericani sono concordi nel ritenere che George W. Bush sia nella migliore delle ipotesi un fantoccio idiota. I più non sarebbero nemmeno così generosi. Ma questo particolare ricevimento di Washington, con il suo solitario difensore del Presidente, ebbe luogo durante l’amministrazione di Abramo Lincoln. Sto citando da un libro del pittore e amico di Lincoln F.B. Carpenter pubblicato nel 1866.

Il diplomatico e scrittore Henry Adams passò la maggior parte della Guerra Civile in Inghilterra. Adams scriveva che, riguardo a Lincoln e al suo segretario di stato  William Seward, “la società inglese sembrava rincretinita. Ogni difesa era inutile, ogni spiegazione vana. Si poteva soltanto aspettare che gli attacchi si spegnessero da soli. I migliori amici erano altrettanto irragionevoli dei nemici riguardo la brutalità del povero Lincoln e la ferocia di Seward, al punto che queste divennero un dogma di fede popolare”.

Ma Lincoln non era “brutale”. La società inglese si sbagliava. Possiamo concludere con sicurezza che l’Antiamericanismo di oggi non ha nulla a che fare con la figura del presidente Gorge W. Bush, o con la guerra in Iraq, o con la nomina di giudici conservatori, o con qualsiasi altra politica repubblicana. E’ la stessa storia che va avanti da tantissimo tempo, con quasi nessuna  variazione in grandi linee, dal 1863 al 2006.

Eccovi un altro piccolo esempio. Gli Stati Uniti (vi ricorderete) furono gravemente feriti l’11 settembre; essi risposero lanciando operazioni militari per cacciare i talebani dall’Afganistan e Saddam Hussein dall’Iraq. I “liberal” Europei e Americani parlano spesso della loro simpatia verso gli oppressi. Nessuna popolazione in alcun posto può meglio definirsi “oppressa” degli Afgani sotto i Talebani o degli Iracheni sotto Saddam Hussein. I “liberal” avrebbero dovuto gioire nel vedere l’America scaraventare nella discarica della storia simili tirannie lorde di sangue.


Eppure nell’Aprile del 2003 – dopo che i Talebani erano stati sconfitti e poco dopo l’inizio della guerra in Iraq – ad un raduno all’Ivy League College in favore della politica del presidente Bush (solo quattro professori parlarono, ma la folla era sorprendentemente vasta ed entusiasta) – uno degli oratori fu interrotto da un collega, che disse:“il tuo discorso non è male. Ma il fatto è che sta diventando incredibilmente facile odiare questo paese.”

Eccolo qui infine l’odio verso l’America, nudo e spudorato, tirato fuori dall’armadio ed orgoglioso! “Sta diventato incredibilmente facile odiare questo paese”. E l’evento che evidentemente ha svelato questa consapevolezza non è il supporto a qualche dittatore da quattro soldi, o un qualche odioso esempio di bigotteria verso i neri o le donne, o il rigetto di un protocollo ambientale, o l’ottuso e incivile rifiuto di acconsentire a che i propri soldati vengano processati dagli acuti e infallibili giudici delle Corti di Giustizia Internazionali. No, l’evento scatenante dell’odio è… l’andare in soccorso delle popolazioni irachene oppresse da  Saddam Hussein.

L’Americanismo deve essere davvero roba forte per provocare un odio di tale eccezionale e cristallina purezza. Allora che cos’è l’Americanismo?

Vi racconterò come nasce l’Americanismo, descrivendo una serie di decisioni cruciali americane, prese da leader cruciali americani, in momenti cruciali. L’esodo puritano dalla Gran Bretagna verso il nuovo mondo, la rivoluzione americana, la guerra civile, la decisione di partecipare alla prima guerra mondiale, di sfidare l’Unione Sovietica nella guerra fredda, di vincere la guerra fredda, di combattere il terrorismo islamico.

Gli storici concordano nel ritenere che il puritanesimo stesse morendo nel 1800; di lì a poco sarebbe scomparso del tutto. Eppure la sua influenza ha raggiunto il ventesimo secolo e oltre. Nel 1600 i leader puritani intravidero la città sulla collina (John Winthrop), proclamarono il mandato biblico alla democrazia (Thomas Hooker), e introdussero la libertà di religione nel nuovo mondo (Roger Williams). I predicatori del 1770 che spronarono gli  americani a sostenere la Rivoluzione erano per la maggior parte puritani o di ispirazione puritana; una buona parte dei cittadini della nuova nazione erano puritani; molti importanti fondatori e ispiratori (John Adams, James Madison) avevano un retroterra puritano. Certamente molti non lo erano – alcuni erano anglicani come George Washington, o deisti come Thomas Jefferson, o qualcos’altro. Ma dove non c’era l’influenza puritana, l’influenza della Bibbia rimaneva comunque molto forte - come in Washington e in Jefferson. Abramo Lincoln si era formato sulla Bibbia e nel più chiaro e convinto cristianesimo protestante – che a sua volta discendeva dal puritanesimo.

Nel ventesimo secolo, Woodrow Wilson portò l’America nella prima guerra mondiale  e proclamò l’Americanismo come religione mondiale. Il che  comportava una missione cavalleresca entro i propri confini e all’estero. Egli leggeva la Bibbia, pregava ogni giorno, e si era formato nella sua fede presbiteriana. Harry Truman, che guidò l’America nella guerra fredda e riaffermò l’attivismo di Wilson, l’Americanismo cavalleresco, era infatuato della Bibbia; durante il periodo di permanenza alla Casa Bianca la lesse sette volte. Ronald Reagan, che aveva proclamato che l’America dovesse finalmente vincere la guerra fredda, era un devoto protestante; e il suo Americanismo era probabilmente ancora più devoto. Reagan ricordò all’America la visione di John Winthrop della città splendente sulla collina. Gorge W. Bush è un americano cavalleresco che crede nella libertà, nell’uguaglianza e nella democrazia, non solo per la Francia o la Danimarca, ma anche per le nazioni arabe dove le popolazioni hanno la pelle scura e usanze strane. Il nostro compito è di aiutare anche loro a ottenere libertà, uguaglianza e democrazia, dice Bush. Molti dei miei colleghi accademici non sono in disaccordo. Semplicemente non gliene frega niente della cosa. Essi sono troppo presi dall’odio nei confronti del Presidente Bush, dei suoi sostenitori e della sua America.

La traduzione della Bibbia in inglese gettò le basi del puritanesimo e della Gran Bretagna moderna, dell’America e della democrazia liberale. La Bibbia ha posto una scelta fondamentale riguardo la natura della guerra, che continua a influenzare largamente il mondo. Comincerò quindi proprio dalla versione inglese della Bibbia.

La Religione Americana ha due componenti basilari, un Credo e la dottrina che io definisco “sionismo americano”. Il puritanesimo gettò le basi dell’Americanismo sviluppando il sionismo americano e altri ingredienti essenziali della Religione Americana.

La generazione della Rivoluzione  americana (influenzata pesantemente dalla Bibbia, dal puritanesimo e dal sionismo americano) sviluppò il credo americano, completando così la Religione Americana nei suoi principi. Mi occuperò di questo nel capitolo 4.

Successivamente Abramo Lincoln e la guerra civile ( influenzati pesantemente dalla Bibbia, dal puritanesimo e dalla generazione dei rivoluzionari) misero in pratica la dottrina dell’americanismo, trasformando per sempre l’attitudine e la realtà americana. Lincoln fece più di chiunque altro per trasformare il puritanesimo in Americanismo.

Woodrow Wilson fu ispirato dall’Americanismo quando decise di coinvolgere gli Stati Uniti nella prima guerra mondiale – trasformando l’evento in una battaglia per i principi americani, non meramente per gli interessi americani. La prima guerra mondiale ha partorito il mondo in cui viviamo oggi, il mondo a cui appartiene l’Americanismo moderno. Wilson credeva che l’Americanismo fosse una vera e propria religione globale che imponeva responsabilità mondiali al popolo americano. Egli credeva che si dovesse agire in base al sionismo americano, al fine di diffonderne il credo in tutto il mondo – una visione che rimane intensamente controversa ancora oggi.Infine, l’Americanismo ebbe un’influenza decisiva su Truman, all’inizio, e Raegan, alla fine della guerra fredda. Entrambi i presidenti credevano in un Americanismo attivista, wilsoniano, controverso. George W. Bush fa lo stesso.

 

Come ho già detto, questo non è un libro di storia e non è stato pensato per offrire uno sguardo al passato bilanciato e obiettivo. E’ semplicemente un saggio per cercare di controbilanciare drasticamente la nostra visione dell’America e dell’Americanismo. Se trascura un lato del problema ( quello secolarista e filosofico), è perché l’altro lato è stato trascurato tanto spesso e per così tanti anni. Io non sono un cristiano fondamentalista, ma non ci vuole un fondamentalista per capire che l’America non avrebbe potuto svilupparsi senza il cristianesimo e la Bibbia più di quanto una sequoia gigante della California (o un uomo) avrebbe potuto crescere senz’acqua e sole.

 

In breve io sostengo quanto segue:

L’America non è soltanto una nazione; l’America è un’idea religiosa.
L’America è una repubblica biblica, non una repubblica secolarizzata.
L’Americanismo è una religione biblica, non una religione civile.
L’America e l’Americanismo sono stati plasmati dal cristianesimo e in special modo dal puritanesimo cristiano.
Il cristianesimo puritano è stato ispirato dalla Bibbia e in special modo dalla Bibbia degli ebrei.
L’Americanismo è l’idea che la libertà, l’eguaglianza e la democrazia siano state concepite da Dio per tutta l’umanità e che l’America sia una nuova terra promessa benedetta e profondamente in debito con Dio.
L’Americanismo è una fede biblica e allo stesso tempo umana, nel senso migliore del termine. Si può credere nell’Americanismo senza credere in Dio – basta che si creda nell’uomo. Si possono raccogliere questi fiori, metterli nell’acqua e ammirarne la bellezza. Ma non bisogna dimenticare che essi sono cresciuti su un solido stelo giudaico-cristiano, radicato nel ricco e profondo terreno della Bibbia.

 

 

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