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Amministrare virtuosamente si può. L’Abruzzo ne è la prova

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Dopo la risposta affermativa al dubbio amletico circa il ritorno in agorà del Cavaliere, che ha confermato la sua indole da 'europeista convinto', tornato in scena per vincere e risollevare le sorti di un paese alle prese col duello elettorale più agguerrito di tutti i tempi, i due schieramenti affilano armi e lingue e giocano a freccette -metaforicamente parlando-mentre i Grillini drizzano le antenne, tirando fuori dal 'cilindro virtuale' i candidati più disparati. Un nuovo quesito si prospetta all’ orizzonte della politica italiana -il Professore sceglierà di confrontarsi o no col responso democratico degli italiani? L'Abruzzo come decide di affrontare questa nuova fase,questo fil rouge tra memoria e futuro e le complesse ed ambiziose sfide lanciate sul piano nazionale ed internazionale? Raccogliendo i frutti di un triennio d’impegno e sacrifici grazie ai quali può dichiarare di aver realizzato un “case history” del risanamento, esempio di virtuosismo per l’intero paese. “Coraggio di agire”, questo il punto di forza dell’Abruzzo, per cui sarà destinatario dell’omonimo riconoscimento nazionale, come annunciato dal Presidente della regione Gianni Chiodi. 

Nel corso degli ultimi mesi, l’Abruzzo e è stato anche palcoscenico privilegiato di una serie d'iniziative targate Ue. Il Vertice Aer ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della sfera ambientale, dalla biodiversità alla sostenibilità, affrontando anche temi prettamente politici come quello delle “regioni in transizione” . E’ stato il 'Forum of Adriatic and Ionian cities' a puntare i riflettori sul disegno Macroregionale e sulla prospettiva di un'integrazione politica, economica, sociale, ambientale e culturale fra le città lambite dal Adriatico e dallo Ionio, tematica ampiamente discussa agli Open days di Bruxelles, che hanno visto l’Abruzzo leader-partner del “Consorzio della Macroregione Adriatico -Ionica”. Quali le linee-guida per accrescere ruolo e competitività sul Vecchio Continente e rendere l’Abruzzo vero protagonista? Rilanciare la politica industriale,stimolare ricerca ed innovazione, incentivare l'incremento dimensionale delle imprese localizzate sul territorio ed internazionalizzare, questi gli imperativi. La recente e controversa assegnazione del Nobel per la pace proprio all'Unione Europea ha scatenato polemiche e pareri contrastanti anche all'interno della realtà politica stessa. La “creatura europea”, garante di oltre mezzo secolo di pace, baluardo di diritti umani, ha dimostrato fragilità ed incapacità di far fronte compatto in momenti difficili come l’attuale. Pur riconoscendo che sia la coesione a dar forza alle idee ed al vero cambiamento, il più delle volte formulare un'opinione 'super -partes' resta mera utopia, da sacrificare sull'altare del supremo egoismo nazionale,che regna altero.

Nonostante deficit e vulnerabilità, l'Europa resta un punto di riferimento ed i fondi che eroga per lo sviluppo e la rivitalizzazione dei territori meno competitivi sono tutt’altro che trascurabili. 'L'Europa in Abruzzo, quali prospettive?', altro step del percorso abruzzese nel cammino verso l’Europa, tavola rotonda organizzata dalla CISL Abruzzo e dall' Università G. D'Annunzio, è stato un momento di confronto e riflessione  fra mondo della politica,università e parti sociali. 'Oggi l'Abruzzo in Europa ha una sua dignità – ha spiegato il Governatore Chiodi. Stiamo facendo quello che l'Ue ci ha chiesto sul piano del risanamento e della marginalizzazione delle leve fiscali'. Andamento del Pil, interventi a sostegno dell'occupazione, soluzioni per ovviare ai deficit strutturali del sistema economico regionale e rilanciare la competitività, questi i temi nodali. Un focus sull'andamento del Pil abruzzese fra il 2007 ed il 2011, ha dimostrato una tendenza meno negativa rispetto alla media nazionale. Il decremento registrato dall'Italia è stato infatti del 4,5%, mentre quello dell'Abruzzo del 3,9%. Doverosa una precisazione sull’argomento, il cosiddetto 'arretramento' dell'Abruzzo nella classifica delle Regioni Ue - stilata proprio in base al Pil - è stato determinato dalla perdita di produttività del sistema-paese nel complesso. L'economia Abruzzese -come sottolineato da  Chiodi- segue un andamento pro-ciclico e risulta quindi soggetta a shock ed a contraccolpi della crisi internazionale.

Sotto il profilo occupazionale, la regione ha segnalato un numero di occupati superiore al periodo antecedente la crisi ed in materia d'innovazione si è piazzata al nono posto per quota di risorse ad essa destinate. Il presunto incremento del tasso di disoccupazione in Abruzzo è in realtà legato all'aumento degli individui attivamente alla ricerca di un occupazione. Come rendersi più competitivi sul piano internazionale? Accrescendo le dimensioni delle imprese localizzate sul territorio, favorendo sinergie fra loro attraverso reti d'impresa, consorzi fidi e poli imprenditoriali ed incentivando ulteriormente politiche a sostegno della disoccupazione, per contrastare le ripercussioni della crisi sul piano sociale. Ma l’Abruzzo si sta già dimostrando più che responsabile nei confronti dell’Italia e dell’Europa, si auspicano insomma cambiamenti e rinnovamenti della politica sul fronte nazionale, affinché l’intero paese possa dire con fierezza di aver inaugurato una nuova fase, quella del “ tempo del coraggio”.

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