An gela l’accordo con il Governo
07 Maggio 2008
“Tutto a posto siamo vicini alla soluzione”. Un Silvio
Berlusconi sorridente e rassicurante così ieri sera rispondeva ai giornalisti
che gli chiedevano come stavano andando le trattative per la squadra di
governo. Ma il risveglio per il premier è stato piuttosto in
chiaroscuro. Infatti se nella notte sembrava che con An si fosse raggiunta
un’intesa, a prima mattina Altero Matteoli ha tuonato dicendo che “la partita
non è chiusa” e che “ci sono dei nodi ancora aperti”. Il nodo, neanche a ripeterlo,
è sempre riferito al Welfare e alla posizione che Andrea Ronchi avrà nel
governo come ha chiarito lo stesso Matteoli: “Si sa che noi volevamo il Welfare
e se non l’abbiamo serve una compensazione. Chiuderemo in giornata, ma ci sono
ancora alcuni problemi, superabili ma ci sono”.
Tutto da rifare, quindi? Non proprio perché sul tavolo rimane
comunque l’offerta di ieri del Cavaliere e cioé due ministri con portafoglio,
Difesa ed Infrastrutture, che saranno dati a Ignazio La Russa e Altero
Matteoli. Tre viceministri: Alfredo Mantovano agli Interni, Adolfo Urso al
Commercio estero e Mario Landolfi alle Comunicazioni. E infine due dicasteri senza portafoglio
dove però sarebbero tre i pretendenti: Giorgia Meloni, per lei si parla di un
ministero delle politiche giovanili, Adriana Poli Bortone ed Andrea Ronchi
entrambi in corsa per la poltrona di ministro per le Politiche Comunitarie. E
proprio questa è la ragione della frenata di questa mattina. In pratica An
vorrebbe ben tre ministri di peso al tavolo del governo e di questi uno
dovrebbe essere proprio Ronchi. Al momento i colonnelli sembra che siano
riuniti con Gianfranco Fini, anche se su questo vertice è calato un’ombra di
mistero visto che l’ufficio stampa del partito ha smentito categoricamente una partecipazione
del presidente della Camera all’incontro.
Nel frattempo però anche in Forza
Italia ci sono muovimenti con Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi a colloquio
con il Cavaliere, probabilmente proprio per affrontare il nodo Welfare.
Per il resto oramai la “quadra”, usando un termine caro ad Umberto Bossi,
però sembra essere stata trovava. Al punto che stamattina Umberto Bossi uscendo
dalle consultazioni al Quirinale con il presidente Napolitano ha annunciato che
già stasera al momento dell’incarico Berlusconi potrebbe presentare la lista
dei ministri. E quindi con calendario alla mano già domani potrebbe esserci il
giuramento del nuovo governo.
In attesa di sapere come An scioglierà il nodo della sua rappresentanza al
governo al Welfare dovrebbe alla fine andare Maurizio Sacconi che proprio in
extremis ha vinto la concorrenza di Stefania Prestigiacomo, che probabilmente
alla fine andrà all’Ambiente scalzando così Maria Vittoria Brambilla, per lei
si vocifera un incarico di sottosegretario. A pesare a favore di Sacconi,
spiegano in Forza Italia, sarebbero state le maggiori competenze nel settore ma
soprattutto gli ottimi rapporti con il mondo sindacale. Non a caso sul tavolo
del futuro ministro ad attenderlo c’è il corposo dossier sull’Alitalia. Messo
quindi in cassaforte l’accordo notturno con An, il Cavaliere può adesso
focalizzare la propria attenzione solo sulla questione Giustizia. L’altro nodo
da sciogliere. Per la verità già dal pomeriggio di ieri Berlusconi la soluzione
l’avrebbe trovata, annunciandola anche al Capo dello Stato nell’incontro che
c’è stato ieri all’ora di pranzo. Un incontro già fissato da tempo e che è
servito per fare il punto sulla situazione. Ed in questa occasione il Cavaliere
avrebbe spiegato che a via Arenula la sua intenzione è quella di far sedere il
rampante quarantenne palermitano Angelino Alfano. Nessun ostacolo dal
presidente della Repubblica ma solo un invito a riflettere con attenzione su quella
casella, indicando per essa un nome di altro profilo e soprattutto capace di
instaurare un dialogo con l’opposizione raffreddando, inoltre, gli animi troppo
accessi di questi ultimi mesi. Parole che sono suonate per Berlusconi come un
invito a riconsiderare l’ipotesi di Marcello Pera Guardasigilli.
Il Cavaliere ci penserà ma sembra che alla fine a via Arenula finirà Alfano.
Ecco allora spiegato quel “tutto a posto, siamo vicini alla soluzione” di ieri
sera. Soddisfazione rafforzata anche dal fatto che il Cavaliere, sempre ieri, è
riuscito a disinnescare la “mina Calderoli”. Per lui non più il ministero
dell’Attuazione del programma, a cui andrà Carlo Giovanardi, ma un dicastero
più leggero come quello della Semplificazione legislativa. Cambiamento che lo
stesso Bossi ha annunciato spiegando che lui avvierà il federalismo “poi
toccherà a Roberto portarlo avanti”. L’ipotesi quindi che circola è quella di
una staffetta tra i due come già accaduto nello scorso governo Berlusconi e
proprio al ministero delle Riforme. Una soluzione che permetterà a Berlusconi
anche di bypassare le roventi polemiche accesesi in questi giorni con
la Libia. Poi sul fronte dei partiti minori anche Gianfranco Rotondi potrebbe
essere recuperato alla causa del governo con un incarico di ministro per gli
Affari sociali. Infine capitolo donne. In tutto dovrebbero essere sei: Maria
Stella Gelmini all’Istruzione; Stefania Prestigiacomo all’Ambiente; l’aennina
Giorgia Meloni alle Politiche giovanili; Mara Carfagna, che così ritornerebbe al
governo, responsabile delle Pari Opportunità; Maria Vittoria Brambilla
sottosegretario all’Ambiente; ed Adriana Poli Bortone alle Politiche
comunitarie. Per gli altri posti di governo confermate le anticipazioni di
questi giorni con l’unica novità di Lucio Stanca che rimarrebbe fuori dal
governo. Rumors di Palazzo dicono che sia stato lui stesso ad aver sbattuto la
porta dopo che Berlusconi si sarebbe rifiutato di concedergli anche la gestione
della Funzione pubblica. Il Cavaliere però ha confidato ai suoi di avere
intenzione di recuperarlo nel corso dell’azione di governo. Adesso l’attenzione
è puntata sul Colle ed a questa sera quando Berlusconi salirà per ricevere
l’incarico. Per allora tutto sarà pronto.
