Dopo duecento anni

Anche Charles Darwin ha avuto la sua evoluzione

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Diciamo la verità: era un uomo piuttosto strambo, Charles Darwin. Strambo e, naturalmente, speciale. Del genere, come amava dire, di quelli che «sconvolgono il mondo, ma non completamente». Si sa che amava farsi la barba, che era rosso di capelli e che osservava, con quei suoi occhioni marroni, con attenzione. Inoltre amava la famiglia, si divertiva a fare il giudice di pace per il governo inglese e soffriva per ogni critica, specialmente se infondata.

Sono solo alcune delle storie vere e verosimili, delle curiosità e degli aneddoti inediti che escono fuori da “L’Origine”, il romanzo biografico di Irving Stone, dedicato al biologo, geologo e zoologo britannico, ripubblicato in occasione del bicentenario della nascita del padre della teoria dell’evoluzionismo. Un testo pregno, che non manca di raccontare la storia di “gas” (è questo il soprannome del piccolo Darwin per la sua smaniosa ammirazione per il mondo della chimica) il ragazzo dello Shrewsbury, laureato all’università di Cambridge, destinato alla professione del medico o dell’uomo di chiesa, e che, tradendo le aspettative familiari, decide di diventare un naturalista. Una scelta nient’affatto semplice, osteggiata in particolare dal padre che considerava quelle inclinazioni, «disdicevoli per un uomo di religione».

Una notevole porzione del testo racconta del giro intorno al mondo, incluse le molte difficoltà tecniche che lo accompagnano, che il giovane Darwin intraprese tra il 1832 e il 1836 a bordo della Beagle, un brigantino della Royal Navy, costruito con lo scopo di eseguire ricerche tra il Sudamerica, l’Australia e l’Africa. Una sorta di lunga iniziazione. Darwin, oltre a passare le giornate a classificare rocce, pianti e animali sconosciuti, si misura con il dolore, le intemperie e la lontananza dalla famiglia.

Un viaggio duro, ma che condizionerà l’intera opera dello scienziato. La seconda parte del testo, meno avventurosa e interessante, è incentrata sui due grandi amori: la moglie Emma Wedgwood e la ricerca, la cui svolta coincide con la pubblicazione nel 1859 di “L’origine della specie”, ovvero la summa delle sue meditazioni. Una sfida al pensiero dominante e alle sue incrostazioni ultrareligiose. Anni dopo per fronteggiare la guerriglia continua dei tanti suoi detrattori, papale papale, arriverà a scrivere: «E’ la natura che contraddice la Genesi. Io semplicemente registro ciò che osservo. La natura non mente mai».

Irving Stone, L’origine – il romanzo di Charles Darwin, Corbaccio, pagine 840, Euro 26,60.

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