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Anche in Germania il comunismo è solo un peccato di gioventù

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Non è passato troppo tempo da quando si è cercato di ricostruire il “caso” di Peter Krause, inizialmente indicato dal Presidente della Turingia, Dieter Althaus (CDU), alla guida del Ministero dell’Istruzione del Land e costretto presto alla rinuncia all’incarico dopo aver subito una campagna diffamatoria orchestrata a livello nazionale: il suo passato non offre garanzie di democraticità, questo il succo degli attacchi. Curioso che appena due settimane fa nella stessa Turingia abbia fatto la propria entrée senza troppi clamori a capo del dicastero della Giustizia la signora Marion Walsmann. 

Di Krause, che pure nel 1988, per le critiche rivolte al regime della SED, perse prima il posto di giornalista alla “Thüringer Tageblatt” e successivamente gli fu impedito di concludere gli studi alla Karl-Marx-Universität di Lipsia, è stata messa in discussione l’“integrità democratica”. Per la Walsmann invece, appartenente anch’essa, come Krause alla CDU, non si è ritenuto necessario prendere troppo sul serio gli incarichi di rilievo da lei assunti nel contesto dittatoriale della DDR. Nessuno sembra aver dato peso al fatto che, da deputata nel Parlamento della Germania Orientale, al tempo delle dimostrazioni di Piazza Tienammen, tra l’aprile e il giugno del 1989, si dichiarò solidale con la repressione sanguinaria messa in atto dal regime comunista cinese. E questo mentre Krause, come ricordato, era impegnato a sue spese nella battaglia contro il regime di Berlino Est. 

A denunciare i due pesi e le due misure adottate è stata solo l’Unione delle Associazioni della Vittime dei Regimi Comunisti (UOKG): “La Walsmann ha sostenuto responsabilmente il regime della DDR”. Nessuna eco pubblica a questa denuncia. Anzi, caso ha voluto che il nuovo Ministro si insediasse proprio l’8 maggio, giorno che per i tedeschi ricorda la fine del nazismo. Si potrebbe anche concordare con l’idea che ci si trovi di fronte a “peccati di gioventù”, non fosse per il diverso criterio usato da certa opinione pubblica per “valutare” Krause, al quale è stata applicata l’equazione conservatore uguale antidemocratico. Per la Walsmann, è stata sufficiente una dichiarazione, riferita al tempo del suo impegno per la costruzione della DDR: “Quello di allora potrebbe essere stato un errore”. 

In realtà, l’attuale CDU vede nelle sua fila un discreto numero di personalità il cui passato è segnato dall’occupazione di posizioni di rilievo all’interno del regime comunista tedesco-orientale. Oltre alla Walsmann, merita una citazione Ulrich Junghanns, oggi alla guida del partito nel Brandenburgo e già Ministro dell’Industria e capo del governo dello stesso Land. Prima della riunificazione è stato protagonista di una brillante carriera di funzionario che lo ha portato a capo del partito dei contadini e a ricevere addirittura la medaglia al merito della DDR: “Per quanto riguarda il Muro, non ci lasceremo dissuadere dal fatto che esso ha una funzione di difesa”, ebbe modo di scrivere sul “Neues Deutschland”, l’organo del partito, a giustificazione del “muro antifascista”. 

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