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Anche l’Enel è vittima dell’ideologia ambientalista

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Anche le principali associazione ambientaliste sembrano ormai accorgersi e riconoscere la precaria e delicata situazione dell´Italia per quanto riguarda l´approvvigionamento energetico. È proprio per questa primaria ragione che un´attenta e bilanciata diversificazione del “Mix delle fonti”, comunque d´importazione, dovrebbe riguardare anche l´Italia, come peraltro avviene in tutti i Paesi più sviluppati.

Se è vero che carbone e nucleare non rappresentano l’unica soluzione al “problema energetico” è anche vero che non c’è soluzione realistica che non ricomprenda queste due fonti. Invece, per evidenti pregiudizi ideologici, questo non avviene ed il nostro sistema energetico è passato da un assoluto predominio nell´uso del petrolio, che ha alimentato per 40 anni il nostro sistema elettrico, ad un analogo ed assurdo predominio del gas metano che (prossimo al 60% nel Mix), dal punto di vista della sicurezza ed economicità degli approvvigionamenti corrisponde a passare dalla “padella alla brace”.

Neppure Russia ed UK che estraggono consistenti quantità di metano sul proprio territorio, ne usano una percentuale così elevata per produrre l´elettricità a casa loro. Per 20 anni è stata portata avanti una demonizzazione totale nei confronti sia del carbone che del nucleare (verrebbe da pensare che “a qualcuno fischino le orecchie”…per l´enorme danno procurato alla collettività!). Perché non citare allora il caso della Francia, che ha fatto la scelta del nucleare ben 30 anni fa (e non ha mai cambiato opinione), grazie alla quale dispone dell´elettricità (il doppio di quanta ne produca l´Italia) meno cara in Europa? Oppure il caso della Germania, che produce il 53% di elettricità dal carbone ed il 30% dal nucleare e, grazie a queste, risparmia così tanti soldi che può poi permettersi di sovvenzionare il solare ed eolico ancor più di quanto possiamo fare noi in Italia? E poi Giappone, Usa, Uk, Spagna, ecc. per arrivare alla Danimarca che non ha il nucleare, ma il 50% dell´elettricità la produce dal carbone (tutto d´importazione) e poi sovvenzionano grazie a questo l´eolico ed il solare?

Il problema delle Rinnovabili sta nel fatto che presuppongono di cambiare modo di ragionare, ma nel senso che non potranno mai (nel breve e medio termine) sostituire le centrali di base come Civitavecchia o Brindisi pena il riportare l´Italia al livello di Paese povero ed agricolo dei primi anni ´50. Perché allora bloccare una centrale come quella che l’Enel sta riconvertendo a Civitavecchia?

L’allarmismo generato intorno a questa riconversione da olio combustibile a carbone pulito appare ancor più assurdo ed ingiustificato se si pensa alle tecnologie adottate in particolare per quanto riguarda la pulizia dei fumi. Tali tecnologie ne faranno la migliore centrale al mondo dal punto di vista ambientale, nella sua categoria. Tutte le emissioni saranno, infatti, abbattute fino all’80% rispetto al precedente assetto a olio combustibile. Anche l’anidride carbonica sarà ridotta del 18% a parità di ore di lavoro. Le soglie che l’ Europa ha stabilito a tutela della salute e dell’ambiente non solo saranno rispettate, ma addirittura la centrale ne avrà la metà di quanto previsto dalle nuove norme che entreranno in vigore del 2008.

Proporre di bloccare oggi un cantiere dove lavorano 3.000 persone, che è ben oltre la metà del cammino e che è stato pienamente autorizzato prima dell’attuale governo, non solo non ha fondamento giuridico ma neanche logico. La riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord non è pericolosa per Civitavecchia e per i suoi abitanti. Quello di Civitavecchia è uno degli impianti più moderni e più avanzati per la combustione del carbone e quindi le garanzie per poter operare in modo rispettoso per l'ambiente ci sono tutte. Non si tratta di un mio giudizio ma di quello dell'istituto dell'inquinamento atmosferico del Cnr che più volte si è espresso in tal senso. Insomma, il maggior utilizzo del carbone pulito, che è una fonte meno vulnerabile negli approvvigionamenti dall'estero, è sicuramente compatibile con le condizioni di sostenibilità ambientale.

L’Enel, per nostra fortuna, vuol far crescere l’Italia, che oggi è l’unico Paese avanzato ad aver messo al bando il nucleare e ad avere una percentuale di produzione di energia da carbone bassissima. Siamo gli unici al mondo ad aver puntato tutto sul gas, dovendolo per altro importare quasi per intero, e non a caso abbiamo la bolletta energetica più cara d’Europa. Con danni evidenti per la competitività delle imprese e i bilanci delle famiglie. Mentre noi discutiamo sulla conversione a carbone pulito di una centrale da meno di 2.000 MW, in Germania, Paese da tutti lodato per la sua anima ambientalista, hanno messo in cantiere impianti di questo tipo per 10.000 MW. E così pure negli Stati Uniti e in Giappone. Mi auguro che le forze politiche, culturali e della scienza più responsabili facciano sentire la loro voce per riaffermare la ragione contro gli allarmismi infondati e la facile demagogia.

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2 COMMENTS

  1. O sei in malafede o sei disinformato
    Caro Giardi stai incappando in un errore madornale, e non c’è molto da dubitare: le tue parole sono fraudolente, oppure frutto di ignoranza. Tu chiedi “Perché dire no alla riconversione a carbone a Civitavecchia?”. Bene.
    Allora per avere qualche risposta, vai pure su:

    http://noalcarbone.blogspot.com/search/label/Perch%C3%A9%20siamo%20contrari%20al%20carbone

    Potrai constatare tu stesso quanti sono i motivi per dire no, e quanto gravi.

    Caro Giardi, o sei in malafede o sei disinformato. in nessuno dei due casi sei scusato, visto che ti permetti di diffondere pubblicamente opinioni senza le necessarie conoscenze.

  2. senti chi parla di disinformazione!
    bè intanto io mi firmo con nome e cognome…questo proprio per la convinzione delle mie opinioni maturata ne da ideologie ne tantomeno su blog ma da un percorso formativo svolto presso le più prestigiose università e da un percorso professionale nel settore ambientale presso enti di ricerca, università e ministeri. Io diffondo la mia opinione pubblicamente come tu hai avuto modo di ribattere al mio articolo ma mentre io mi baso su dati scientifici tu ti basi su notizie che lasciano il tempo che trovano…se non ci credi prova a ribattere punto per punto al mio articolo…vedremo cosa troverai di scientifico in merito….

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