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Anche per Bankitalia la ripresa è targata 2005

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Nel 2006, il Prodotto interno lordo italiano è cresciuto più del previsto. L’aumento è stato pari all’1,9 per cento, il più consistente degli ultimi cinque anni e nettamente superiore alle stime formulate dai principali centri di previsione, molti dei quali si erano accaniti nel descrivere il “declino” ineluttabile dell’economia italiana. Il miglioramento come ovvio è imputabile anche a fattori di medio e lungo termine, a cui non sono estranee le politiche del precedente governo. Alcuni di questi fattori sono individuabili nella pregevole analisi della congiuntura italiana contenuta nel  Bollettino Economico della Banca d’Italia pubblicato nei giorni scorsi (cfr. www.bancaditalia.it/pubblicazioni), che presenta una nuova veste grafica più snella e gradevole della precedente.

Innanzitutto l’analisi della Banca centrale evidenzia che la ripresa è stata trainata oltre che dall’aumento delle esportazioni, soprattutto verso la Germania,  anche dalla ripresa di consumi e investimenti. Per altro, rileva il Bollettino, l’indicatore del clima di fiducia delle imprese e delle famiglie, un’importante determinante delle decisioni di spesa per consumi e investimenti, aveva preso a migliorare stabilmente già dalla seconda metà del 2005.

Un secondo elemento importante messo in luce dal Bollettino di Aprile è il fatto che il forte incremento della produttività che si è registrato nel 2006 si è accompagnato, per la prima volta dal 1995 con una crescita dell’input di  lavoro, mentre abitualmente si era registrato il fenomeno esattamente inverso, ossia la produttività aumentava perché diminuiva il numero di lavoratori occupati. Forse, osservano gli analisti della Banca d’Italia, ciò riflette i  primi elementi di una ristrutturazione del sistema produttivo volta a superare le gravi difficoltà emerse nell’ultimo decennio, intervenuta negli anni scorsi.

Un ulteriore segnale di miglioramento strutturale del sistema Italia è fornito dall’andamento degli investimenti diretti in entrata Italia. Essi sono aumentati  sistematicamente negli ultimi tre anni: da 13,5 miliardi di euro nel 2004, a 16 nel 2005 a oltre 24  nel 2006, a indicare un clima di crescente apprezzamento da parte degli operatori esteri per le opportunità di investimento nel nostro paese.

Infine si conferma l’andamento favorevole della occupazione. Il tasso di disoccupazione è sceso alla fine dell’anno al 6,5 per cento, il valore più basso dai primi anni ottanta. Inoltre, aspetto anche più significativo, è migliorato ancora il tasso di occupazione, ossia il numero di lavoratori occupati rispetto alla popolazione in età lavorativa. E questo grazie anche alla diffusione dei contratti di lavoro a tempo indeterminato conseguente alla riforma ideata dal compianto prof. Biagi,  che facilitano l’accesso al mercato del lavoro di giovani alla ricerca di prima occupazione.

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