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Anche per l’Italia sono sempre i soliti ebrei

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In Europa cresce l’anti-semitismo e l’ostilità verso lo stato d’Israele. E l’Italia è sempre in pole position tra i paesi che nutrono pregiudizi. Almeno a leggere i risultati di un sondaggio reso pubblico ieri dalla Anti defamation league (Adl) che ha intervistato un campione di 2.714 persone divise in  cinque paesi chiave dell’Europa: Italia, Francia, Spagna, Germania e Polonia. Gli argomenti trattati sono gli stessi di un’analoga indagine del 2005: una serie di leggende metropolitane che riguardano gli ebrei e lo stato di Israele. Eccole: “gli ebrei sono più leali a Israele che al paese in cui vivono”, “gli ebrei hanno troppo potere nel mondo economico”, “gli ebrei hanno troppo potere nei mercati della finanza internazionale”, “gli ebrei parlano troppo di quanto è loro accaduto nell’Olocausto”.

In Italia il 48 per cento di quelli che hanno risposto al sondaggio crede effettivamente che gli ebrei siano più leali a Israele che al nostro paese (l’anno precedente la percentuale era del 57%) mentre il 42% pensa che gli ebrei abbiano troppo potere nel mondo degli affari (33% nel 2005) e analoga percentuale ritiene la stessa cosa per quel che riguarda la finanza (nel 2005 erano il 32%). Infine il 46% del campione di italiani intervistati, un po’ più di 500 scelti attraverso tutti i ceti sociali, ritiene che gli ebrei parlino troppo dell’Olocausto mentre nel 2005 la percentuale era del 49%.

Un altro lotto di domande presenti nell’indagine riguardavano i seguenti statements: “gli ebrei sono i responsabili per la morte di Cristo?”, “quanto la tua opinione sugli ebrei è influenzata dalle azioni dello stato di Israele?”. A tutt’oggi il 18% degli italiani ritiene gli ebrei responsabili di deicidio, mentre il 17% dello stesso campione ammette che le proprie opinioni sugli ebrei sono influenzate dalle azioni dello stato di Israele. Tra questi ultimi il 47% ammette che queste opinioni peggiorano a causa di come viene percepito e presentato Israele sui giornali.

Un capitolo del sondaggio riguarda le cosiddette “attitudes towards Middle east”. L’89% degli italiani intervistati si dichiara molto preoccupato della situazione che si sta creando con il nucleare iraniano e il 56% è convinto che Ahmadinejad stia sviluppando il tutto per scopi bellici. Il 64% sarebbe d’accordo con le sanzioni.

Per quel che riguarda il conflitto israelo-palestinese il 47% sostiene di averlo seguito intensamente negli ultimi mesi. Il 52% degli italiani ha un opinione favorevole dei palestinesi.  Ma, sorpresa, il 53% ce l'ha favorevole anche degli israeliani. E rispetto all’attuale situazione per la prima volta in Italia la simpatia verso gli israeliani ha superato quella verso i palestinesi: 22% a 20%.

Il 45% considera hamas una formazione terrorista e il 39 per cento crede che voglia distruggere Israele. Però c’è anche un 27% di intervistati che si dichiara certo che sia Israele a volere distruggere tutti i palestinesi. Rispetto ai problemi con hamas al governo nei Territori, il 63% del campione sentito è d’accordo con la decisione europea di interrompere gli aiuti ma il 43% è anche d’accordo nel ripristinarli, ora che hamas ha scelto di aderire a un governo di unità nazionale.

Altri dati del survey sono quello secondo cui gli italiani considerano gli hezbollah dei terroristi (47%) e quello per il quale la politica estera di D’Alema sarebbe bilanciata. Fa paura infine quel 37% di italiani che paragonano il trattamento che Israele riserva ai palestinesi a quello riservato ai neri in Sud Africa da parte dei bianchi ai tempi dell’apartheid.

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