Anche Sanremo cade vittima della De Filippi

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Anche Sanremo cade vittima della De Filippi

03 Marzo 2008

Ma Sanremo è davvero Sanremo? A
giudicare da quanto si è visto in TV, si sarebbe detto piuttosto un miscuglio
tra Amici, Uomini e Donne e Forum, con una spruzzata di Buona Domenica (se si
eccettua il tocco di Markette, pure fondamentale, ma forse un po’
sopravvalutato). Lo spettacolo di quest’anno ha portato in scena bisticci,
psicologismi e le solite dispute tra le ragioni del cuore e quelle del varietà
di professione: una defilippizzazione apparsa in tutta la sua evidenza, ancor più
che nelle serate precedenti, nell’ultima – che ha confermato la tendenza al
ribasso degli ascolti rispetto alle edizioni precedenti. In pesante crisi di
identità, insomma, Sanremo non ha trovato di meglio che reagire tentando di trasformarsi
in qualcos’altro.

In cosa? Lo aveva ben presente Pippo
Baudo, che nella prima rovente conferenza stampa aveva stigmatizzato la
riduzione della televisione a pubblica rissa: utile forse a salvare  gli ascolti, ma non la qualità della
trasmissione. Pur senza mai essere chiamato in causa, il nome della De Filippi
aleggiava: tanto che la stessa Maria si era sentita in dovere di difendere il
proprio operato dalle pagine de La Stampa. In effetti, ai fini dell’Auditel sembrava
pagasse solo lo scontro tra Toto Cutugno e Mario Luzzatto Fegiz al
Dopofestival, stranamente simili ai due classici vicini in lite per il terrazzo
condominiale di fronte al giudice Santi Licheri. Il gossip ha continuato a
imperare poche ore dopo, quando è stata la squalifica della Bertè, ammessa tuttavia
a cantare il suo brano con la benedizione di Baudo, a tenere banco fuori e
dentro il palco dell’Ariston. Mentre gli ascolti non accennavano a volersi
riprendere, alla polemica per il plagio seguiva un altro battibecco in diretta,
stavolta tra il cantante dei Tiromancino Federico Zampaglione (noto anche per
essere il partner di Claudia Gerini) e un sedicente rapper, Frankie Hi Nrg (si
legge “energy”), al secolo Francesco di Gesù. I due si sono affrontati al
Dopofestival come nemmeno due tronisti di “Uomini e donne” (in versione
originale, o in quella rivista dal Bisio di Zelig): il rapper sosteneva che la
canzone di Zampaglione è una “combine”, un pezzo tutto sommato debole e
iper-promosso sui licenziamenti facili, e l’interessato – fino ad allora
assente – irrompeva in studio, alterato anziché no, per dirgliene quattro.

Insomma, la
televisione-chiacchiera, malgrado Baudo, ha imperato indisturbata: fino a
raggiungere il clou sabato sera, durante il confronto tra la cosiddetta giuria
di qualità – composta da giornalisti, conduttori, attori, celebrità di varia
estrazione (tutti variamente titolati, non si capisce il perché, a saperne di
musica) e i “big” in gara. Sembrava proprio di stare nello studio della moglie
di Costanzo, e di assistere alle consuete recriminazioni  tra i giudici, i docenti e gli allievi della
scuola di ballo e canto. Merito di giurati come Gianni Boncompagni (che nemmeno
a farla apposta ha punito con un bel 4 il rapper che aveva osato denigrare il
fidanzato della sua ex protetta), Giampiero Mughini (che allo stesso Frankie Hi
Nrg, che proclamava la rivoluzione a ritmo rap, ha ricordato che non si può
straparlare proprio di tutto), e soprattutto Mariolina Simone, presentata da
Piero Chiambretti con un bel “non so chi sia, diccelo tu Pippo”. La giurata,
invitata in quanto selezionatrice dei giovani di questa edizione del festival, ha
ingaggiato un vero e proprio corpo a corpo, manco fosse Platinette mora, con la
coppia poi risultata vincitrice del festival, inerme almeno quanto gli allievi
della De Filippi, alla quale ha impietosamente pronosticato l’oblio inesorabile
del loro brano una volta calato il sipario sul Festival. Il che probabilmente
avverrà, come di consueto: ma forse il Festival stesso non riuscirà a
sopravvivergli, sommerso dalla superiorità televisiva della chiacchiera, che
dagli scranni professorali di “Amici” alla tribuna della giuria di “qualità”
dilaga ormai indisturbata.