Anche Sarkò ha la sua Guantanamo

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Anche Sarkò ha la sua Guantanamo

19 Febbraio 2009

“La Francia è pronta ad aiutare gli Usa se realizzeranno le coraggiose misure prese da Obama per chiudere il carcere di Guantanamo,” ha detto Sarkozy al presidente Usa. Quell’orco di Bush ha sconvolto la Convenzione di Ginevra ma per fortuna ci siamo noi europei a contrastare la tortura. Una storiella persuasiva se non fosse per le misure antiterrorismo in vigore a Parigi.

Prendete il giudice Jean-Louis Bruguière, che Sarkò ha voluto fortemente nel suo partito, l’UMP. E’ uno che non sfigura di fronte al professor John Yoo. Se quest’ultimo verrà ricordato per aver legalizzato il waterboarding, Bruguière può vantarsi di essere il più potente giudice dell’antiterrorismo europeo degli ultimi anni. Vive con la scorta e porta la 357 Magnum sotto la giacca. Prima e dopo l’11 Settembre ha avuto poteri tali da consentirgli di scavalcare polizia, burocrazia e codice penale. Una volta disse: “Io sono l’investigatore, io il giudice, io la giuria”.

Rispetto ad altri Paesi come l’Italia o la Germania, i francesi si sono dati una legislazione antiterrorismo che prevede intercettazioni telefoniche a tappeto, controlli severissimi sui passaporti, la possibilità di trattenere i sospetti per novanta ore di fila (le prime 24 senza avvocato). Modello “Battaglia di Algeri”.

Dopo gli attentati di matrice islamista nella metropolitana di Parigi, Bruguière ordinò arresti e perquisizioni di massa che scatenarono la reazione degli attivisti per i diritti umani. Lo accusarono di scardinare le libertà civili con la scusa della ragione di stato ma la maggioranza dei francesi era dalla sua parte. Lui il "Patriot Act" l’avrebbe votato volentieri con qualche anno di anticipo. Grazie a personaggi come Bruguière, anche Sarkò ha avuto la sua Guantamò.