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Anche Saviano bacchetta De Magistris: “Mi sarei aspettato più chiarezza sulla sostituzione di Rossi”

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L’immagine dello “scassatore”, del sindaco della legalità che in poco tempo avrebbe rimesso Napoli in sesto rivoluzionando le vecchie logiche che l’hanno portata al collasso, già non convince più. Ogni giorno che passa, infatti, si infoltisce la schiera dei critici dell’ex pm, e tra loro cominciano a spuntare anche quei nomi che non ti aspetteresti di trovare. Ad esempio, Roberto Saviano, il paladino anticamorra il cui endorsement non può non avere un valore fondamentale per il primo cittadino partenopeo, che aspira ad essere un'icona dell'anticorruzione e della trasparenza. Eppure, De Magistris, comincia a non convincere più così tanto neanche quelli come Saviano, che ieri lo ha pubblicamente rimproverato su twitter per il modo in cui ha sostituito Raphael Rossi alla direzione dell’Asìa, l’Azienda dei servizi per l’igiene ambientale: "Mi sarei aspettato più chiarezza”, ha scritto senza usare mezzi termini l’autore di Gomorra.

Una bacchettata sonora, la sua, tanto più se si considera che l’uomo in questione è colui che a Torino rifiutò una tangente denunciando chi l’aveva proposta. Insomma, uno con la schiena dritta che non si capisce per quale motivo debba essere rimosso dalla guida di un ente strategico, oltretutto senza indiscutibili motivazioni né strappi evidenti. Peggio, con l’ombra che ad aver pesato possa essere stato il rifiuto, da parte di Rossi, di assumere 23 dipendenti di un consorzio "fantasma": il Comune, su pressione anche di partiti e sindacati, avrebbe voluto assorbirli in Asìa, ma il già paladino della lotta alla corruzione nel business dei rifiuti si sarebbe opposto.

E la replica di De Magistris, a dire il vero, non è che chiarisca di più la vicenda: "Non esiste alcuna zona d'ombra - dice - tale avvicendamento non è una revoca o un licenziamento. Si tratta di una scelta che rientra nella logica di quanti stanno lavorando all'interno di una squadra, ad un cambiamento etico-politico generale, che rende importante la flessibilità nei ruoli affinché le competenze e le capacità siano investite nell'ambito in cui c'è maggiore bisogno e maggiore urgenza per il bene della città". Sarà, ma tra sostituzioni e futuri rimpasti sembra più che il sindaco di Napoli stia mescolando le carte per distogliere l’attenzione dalla questione principale: e cioè che non sa che pesci pigliare, che i problemi di Napoli sono ancora tutti sul tavolo e che le soluzioni, millantate a parole, stentano a concretizzarsi nei fatti. Sono sempre di più coloro che lo riconoscono, che chiedono spiegazioni a Giggino e che ottengono risposte fumose e vaghe, ben lontane dalla chiarezza che ci si aspetterebbe da chi ha fatto una valanga di promesse ai napoletani e li ha caricati di grossissime aspettative.

E’ passato meno di un anno dall’elezioni che, con percentuali da plebiscito, lo hanno messo alla guida del capoluogo partenopeo. Dunque, aspettiamo, diamo ancora a De Magistris il beneficio del dubbio. Ma questo dubbio, ogni giorno che passa, sembra sempre più fondato.

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