Anche uno studente sa che la crisi del debito non può essere colpa del Cav.

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Anche uno studente sa che la crisi del debito non può essere colpa del Cav.

18 Novembre 2011

Da due mesi, dopo una laurea triennale in Economia e Finanza conseguita all’Università degli studi di Bologna, sono uno studente iscritto alla laurea magistrale in Discipline Economiche e Sociali dell’Università commerciale Luigi Bocconi. Complimenti al mio Presidente Mario Monti. Tuttavia non sono per niente entusiasta.

Reputo ridicolo lo spettacolo a cui abbiamo assistito fino a pochi giorni fa. Un’intera parte politica (dal centro fino all’estrema sinistra) quotidianamente accanita, spero in malafede, perché altrimenti dovrei pensare che sono tutti incompetenti, a dimostrare che la crisi del debito che stiamo attraversando era imputabile al governo Berlusconi. Fuori lui e avremmo avuto 100, 200 o addirittura 300 punti di spread in meno.

Perdoniamoli, poveracci. Deve essere dura passare le serate seduti sul divano di casa a guardare le foto dell’ex premier in mezzo a tante ragazze, o a leggere le intercettazioni sulle feste di Arcore, a sentire lo sdegno di tanti giornalisti, col pensiero fisso di non essere riusciti a convincere la maggioranza degli Italiani che loro erano migliori di quell’uomo sorridente nelle foto.

Ad ogni modo ormai Berlusconi si è dimesso. Ma lo spread è sempre agli stessi livelli e si abbasserà solo quando la signora Merkel si convincerà che la Banca Centrale Europea potrà comportarsi da Banca Centrale. Le chiacchiere imbecilli o disoneste dei mesi scorsi sono state smascherate. Purtroppo però c’è poco da stare allegri. Ci ritroviamo con un governo non votato dagli italiani, in un Paese in cui la maggioranza (fosse anche quella di sinistra) non conta più niente. Che orgoglio la nostra Costituzione!

Ma, come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere. Questo Governo, fatto sicuramente da uomini di valore, ha una grande occasione. Non risolverà la crisi del debito, ma potrebbe fare forse il miracolo che Berlusconi non è riuscito a fare, ossia un paio di riforme liberali – Giustizia e Fisco e magari anche i contratti di lavoro – che rimuoverebbero di sicuro la zavorra che ci impedisce di crescere. Solo così da questo male potrà nascere un bene. Se, come mi auguro, il governo Monti riuscirà a fare queste riforme, vedremo senz’altro ripartire la crescita. E a quel punto, in Europa, non saranno più solo Francia e Germania a dettare l’agenda.