Ankara minaccia la Ue sui visti, Erdogan: “Germania protegge terroristi”

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Ankara minaccia la Ue sui visti, Erdogan: “Germania protegge terroristi”

04 Novembre 2016

La Turchia potrebbe annullare l’accordo con l’Unione Europa sulla gestione dei rifugiati. Lo strappo potrebbe avvenire prima della fine dell’anno, se i 28 non toglieranno l’obbligo del visto per i cittadini turchi. A dirlo il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, in un’intervista ad un giornale svizzero.

Il governo turco aspetta una risposta sui visti, ripete il ministro, se la risposta non arriverà, l’accordo sarà sospeso prima della fine dell’anno. “Non aspetteremo – ha detto – fino alla fine dell’anno. In effetti abbiamo parlato di ottobre”. La Ue per abolire i visti chiede una revisione della legge della Turchia contro il terrorismo, revisione che Ankara ha già bocciato. 

“Abbiamo già fatto – ha detto Cavusoglu – molte concessioni, ma non vedo alcuna possibilità di cambiare la legge anti-terrorismo. I paesi europei non hanno conosciuto un tentativo di golpe, non combattono contro l’Is, contro il Pkk, contro il gruppo dei gulenisti (i seguaci del predicatore Gulen, accusato di essere dietro il coup fallito del 15 luglio).

Dopo le minacce del ministro degli esteri, sono arrivate le accuse del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo cui la Germania “sarà ricordata nella storia per l’ospitalità offerta al terrorismo”. “Uno dei più importanti Paesi che ha accolto” miliziani, tanto da diventare “giardino di casa” della rete gulenista.

“Non posso certo mettermi a correre dietro alle dichiarazioni di Erdogan”, e’ stata la replica affidata da Berlino al proprio ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier. “E’ nostro desiderio continuare a mantenere con la Turchia rapporti stretti e costruttivi”, ha proseguito Steinmeier, “ma questo non deve condurci a tenere la bocca chiusa quando sono minacciate le libertà di stampa, di espressione e di opinione”, ha concluso, ricordando la chiusura di uno dei grandi giornali laici del Paese chiuso da Erdogan nei giorni scorsi. Un fatto che Angela Merkel aveva definito “estremamente inquietante”.