Antonveneta. Giudice Milano: “Brancher sapeva del denaro illecito”
16 Settembre 2010
di Redazione
L’ex ministro Aldo Brancher "aveva consapevolezza dell’illecita provenienza delle somme che riceveva o, comunque, aveva concreti elementi per ritenerla" dall’ex amministratore delegato di Bpi Gianpiero Fiorani. E’ quanto sostiene il giudice di Milano Annamaria Gatto nelle motivazioni alla sentenza con cui, il 28 luglio, ha condannato Brancher a due anni di reclusione e a 4 mila euro di multa, nell’ambito dell’inchiesta stralcio sulla tentata scalata ad Antonveneta.
Nel motivare la sentenza il giudice sostiene che Brancher avrebbe ricevuto "ingenti somme di denaro che non aveva alcuna possibilità di ritenere che provenissero dal patrimonio personale di Fiorani e che gli fossero da lui elargiti per mera libertà".
Per il giudice "né importa stabilire se l’imputato sapesse o meno che quel denaro provenisse dalla ‘cassa nera’ o da altri fondi realizzati con l’appropriazione indebita di disponibilità e di pertinenza della banca, poiché, in ambedue i casi, si trattava di somme provento di reato".
