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Appalti: boss Paparo rinviato a giudizio

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È stato rinviato a giudizio dal gup di Milano il presunto boss della 'ndrangheta Marcello Paparo, arrestato lo scorso marzo in un'operazione che aveva sgominato una cosca legata ai Barbaro di Platì, radicata a Monza e che si era infiltrata nel sistema degli appalti, e anche in quelli dell'alta velocità ferroviaria, nella zona nord di Milano.

Il giudice Giuseppe Vanore, nel corso dell'udienza preliminare, ha mandato a processo altre 13 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione e porto illegale di armi, tentato omicidio, estorsione. Per uno, invece, è stato disposto il non luogo a procedere. Nei confronti di altri imputati, giudicati invece con rito abbreviato, il gup ha emesso due sentenze di condanna a 4 anni e 8 mesi per associazione mafiosa e 6 assoluzioni. Nel procedimento, come raramente accade in quelli per reati di stampo mafioso, si è costituita parte civile l'azienda di grande distribuzione Sma di Segrate (Milano) nei confronti proprio di Marcello Paparo, lamentando di aver subito “un danno economico”. Paparo, infatti, secondo l'accusa, gestiva di fatto nel 2006 le attività di facchinaggio di una cooperativa che lavorava per conto della Sma. L'azienda però aveva deciso di rescindere il contratto, contattando un'altra impresa, e il presunto boss, assieme ad alcuni dipendenti della cooperativa, aveva impedito all'azienda di lavorare bloccando l'ingresso ai magazzini. Il 16 marzo scorso, nel corso dell'operazione Isola, coordinata dal pm di Milano Mario Venditti, erano state arrestate 20 persone ed era stata documentata l'infiltrazione della 'ndrangheta nel settore del movimento terra in alcuni cantieri della Tav, tra Pioltello e Pozzuolo Martesana, nel Milanese.

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