Arriva la stangata sui costi della politica: ecco il ddl anti-privilegi
24 Giugno 2011
Ci siamo finalmente. Dopo le dure sconfitte alle amministrative e ai referendum delle scorse settimane, il governo Berlusconi dà un segnale ai suoi elettori e alla comunità nazionale. E lo fa con un snellissimo ddl di sette articoli con cui il ministero dell’Economica tenta di mettere fine al regime dei privilegi della politica.
Dopo averlo annunciato un paio di settimana fa, il ministro dell’economia Giulio Tremonti, ha lanciato la sua cannonata al "palazzo". Dato in esclusiva al Corriere della Sera e in prima pagina sulla sua edizione online, il testo del ddl prevede di ricondurre alla sobrietà i costi della “casta”, tanto per citare l’epiteto editoriale del noto libro Stella-Rizzo sull’argomento.
Si parte con il livellamento dei compensi pubblici. A partire dalle prossime elezioni, essi non potranno superare quelli erogati per i corrispondenti titoli europei. Varrà per tutti i compensi pubblici a qualsiasi titolo – o livello – del governo.
E poi "auto blu": le auto di servizio non potranno superare la cilindrata dei 1600cc, a eccezione delle prima quattro cariche più alte dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidenti di Camera e Senato e Presidente del Consiglio). Le auto potranno essere utilizzate fino alla loro dismissione e rottamazione, e non potranno essere sostituite.
Ancora più interessabte è l’articolo 3 del ddl tremontiano. Si tratta dell’articolo che prende in esame gli “aerei blu”, anche noti come voli di Stato. Saranno limitati alle quattro più alte cariche dello Stato e le eccezioni in questo senso dovranno essere debitamente autorizzate e rese pubbliche, salvo i casi di segreto di Stato.
E ancora, escluso il presidente della Repubblica, l’art. 4 da un duro colpo ai benefit e ai vitalizi. Si legge che “… dopo la scadenza dell’incarico nessun titolare di incarichi pubblici, anche elettivi, può continuare a fruire di benefici come pensioni, vitalizi, auto di servizio, locali per ufficio, telefoni, etc. attribuiti in ragione dell’incarico.
E poi saranno effettuate riduzioni dei trasferimenti agli organi Costituzionali, oltre a Camera e Senato, a eccezione del Quirinale, per un ammontare non ancora stabilito. Dulcis in fundo, riduzione dei rimborsi elettorali e accorpamento delle tornate elettorali. Insomma proprio un bel programma, un grande segnale a tutta la Nazione. C’è solo da augurarsi che il testo che uscirà dal Parlamento sia come quello che vi è entrato.
