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Arrivederci As Roma, la famiglia Sensi saluta e lascia la società

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Si chiude un’era. La notizia, giunta ieri in serata, è di quelle importanti, calcisticamente parlando. La As Roma non è più di proprietà della famiglia Sensi (O almeno non lo è più da un punto di vista tecnico). Rosella, la figlia del compianto Franco, resterà presidente fino all’arrivo del nuovo acquirente, ma nei fatti è più una figura di facciata che altro. La giornata è trascorsa tra dubbi, paura per un rinvio delle trattative e il fuoriprogramma di una bandiera della Lazio calata dal piano superiore allo studio (dove si è concluso il contenzioso) e prontamente tolta dall'avvocato dei Sensi, Antonio Conte. Vediamo quali sono gli accordi.

Il primo passo, per Unicredit e Italpetroli (società che aveva in portafoglio la As Roma), sarà quello di dar vita ad una Newco che controllerà la squadra capitolina. Le trattative per l'operazione dovranno chiudersi entro il 20 luglio (tra poco meno di due settimane), in particolare l'accordo prevede che la squadra “continui a far capo, all'esito di una riorganizzazione societaria del gruppo Italpetroli, ad una società (Newco Roma) partecipata dalla Famiglia Sensi e da Unicredit secondo le attuali quote di partecipazione in Compagnia Italpetroli (rispettivamente, 51% e 49%)” secondo quanto spiega una nota della compagnia stessa. Inoltre sempre nella giornata di ieri è stata definita una agenda per la negoziazione, da portare a termine sempre entro il 20, di un più articolato accordo per la sistemazione dell'indebitamento finanziario complessivo del gruppo Italpetroli. Il collegio arbitrale incaricato di seguire la vicenda ha preso atto della risoluzione e ha fissato una nuova udienza per il 26 luglio.

Gli scenari futuri dipingono un Cda composto da tre consiglieri, di cui uno indicato dalla famiglia Sensi, uno indicato da Unicredit ed il terzo - presidente con piene deleghe operative - nella persona di Attilio Zimatore, che ha la fiducia di entrambe le parti. Allo stesso tempo Newco Roma dovrà avere come “obiettivo prioritario di procedere alla valorizzazione e alla vendita, avvalendosi di primario advisor, del pacchetto As Roma, società che conserverà l'attuale governance e continuerà ad essere guidata dalla dottoressa Rosella Sensi”. Tra l’altro la trattativa si inserisce in quadro più ampio che prevede, dopo la totale copertura dei debiti della famiglia Sensi, il trasferimento ad Unicredit di tutti gli asset residui. Si parla di alcuni immobili la cui vendita dovrebbe annullare il debito di 325 milioni e quello di 80 milioni con Montepaschi.

Soddisfata la Sensi “Quest'accordo è stato raggiunto con il consenso delle parti, ma soprattutto nell'interesse di salvaguardare l'As Roma, che è un qualcosa che appartiene alla città e a cui noi tutti teniamo molto”. Per UniCredit, a esprimere gradimento, è Paolo Fiorentino: “Le parti sono soddisfatte. Tutti abbiamo voglia di valorizzare gli asset, compresa la Roma che è quello di maggiore interesse”. Così dopo 17 anni di proprietà Sensi (dal 1993 al 2008 al comando ci fu il “presidentissimo” Franco Sensi) si cerca concretamente un compratore, operazione non priva di rischi ma comunque non impossibile.

Secondo le ultime stime il valore del club di Trigoria si aggira sui 130 milioni di euro (va ricordato che in passato Rosella stessa lo valutò non meno di 300, tanto che rifiutò l’offerta del finanziere Soros, che arrivò a 280). Dal 2004 inoltre la As Roma è una società in grado di autofinanziarsi, con un monte ingaggi tenuto costantemente sotto controllo e con dei risultati sportivi di tutto rispetto. Qualche spiraglio insomma c’è.

In fin dei conti la compagine capitolina può avere mercato, se saprà sponsorizzare a fondo le sue potenzialità. In prima battuta viene da pensare all’idea dello stadio di proprietà, fissazione già dei Sensi ma rimasta sulla carta proprio a causa dei guai finanziari della famiglia. Ma non si può ignorare neanche lo sfruttamento del marchio As Roma in giro per il mondo, dove continuano ad aprire Fan Club di sostegno pure in un momento difficile come quello attuale. Anche il sindaco Alemanno auspica un epilogo positivo: “in questo momento di crisi, spero che l’imprenditoria romana ci metta la faccia. Non si può trascurare infatti che una squadra sportiva è una realtà anche sociale per l’intera città”.

Benchè non sia ancora del tutto conclusa la saga in salsa giallorossa dei Sensi ha regalato ai tifosi giallorossi e a tutto il calcio italiano momenti di gioia e di spettacolo. Salutiamo perciò con un affettuoso arrivederci una delle ultime famiglie a essere tifosa prima ancora che proprietaria. 

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