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Asse Romano-Monaco contro Frattura, il centrosinistra diviso sulla leadership

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Il secco no di Massimo Romano, leader di Costruire democrazia, alla leadership di Paolo Di Laura Frattura, potrebbe non essere un caso isolato. Ora c’è anche il consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà, Filippo Monaco, a mettere in discussione la sua candidatura in caso di elezioni Regionali anticipate. Non lo ha detto apertamente, ma lo ha fatto capire molto bene quando è intervenuto nel dibattito politico di questi giorni.

Ha parlato di “personaggi politici che hanno gestito il potere nell'ultimo decennio e che cercano disperatamente di rifarsi una verginità per rimanere nelle stanze dei bottoni” chiedendo “un ampio coinvolgimento dei cittadini molisani nella scelta del candidato presidente e dei candidati del listino maggioritario". Parole che sembrano fare l’eco a quelle pronunciate di recente proprio da Romano all’emittente Telemolise: “Occorre dare voce alle forze civiche, sociali e politiche – ha detto il leader di Costruire democrazia – che vogliano impostare una vera discontinuità rispetto al malgoverno Iorio. Che troppo spesso ha visto la complicità, tacita o espressa, da parte di chi avrebbe dovuto fare opposizione e che invece è stato a guardare, facendo da palo, oppure partecipando attivamente alla spartizione”. Se ancora vi fossero dubbi sulle intenzioni di Romano, quest’altro passaggio dell’intervista li spazza via definitivamente: “Frattura? Non può essere il nostro leader. Abbiamo verificato, in questi pochi mesi di legislatura, che non c’è stata alcuna discontinuità rispetto al centrodestra. Le scelte compiute - ha incalzato il consigliere regionale di Costruire democrazia - troppo spesso sono state in continuità rispetto a Iorio e al centrodestra. Mi riferisco alla spartizione delle poltrone a Finmolise e Molise Dati, penso a come si è votato sulla questione dello Zuccherificio, ma anche sul tema del rimborso elettorale, per non parlare delle vicende equivoche dell’energia. Per quanto ci riguarda è una pagina che va archiviata. Va ricostruita una coalizione politica per vincere le elezioni”, ha concluso.

Insomma, Romano e Monaco negli ultimi tempi sembrano parlare proprio la stessa lingua. E non risparmiano le stoccate neanche agli amici: “Chiediamo ai dirigenti politici del centrosinistra di non inserire nelle prossime liste regionali candidati che abbiano parenti o affini politicamente impegnati a livello locale o nazionale”. Chiaro il riferimento all’Italia dei valori e ad Antonio Di Pietro: il figlio Cristiano, è noto, alle ultime elezioni è stato eletto consigliere regionale. In effetti, l’attacco alla “parentopoli” di Montenero di Bisaccia non è causale. L’Idv, insieme al Pd, sostiene fermamente la ricandidatura di Frattura. Ma quest’asse Pd-Idv ai più dà l’impressione di essere un matrimonio d’interessi. Per questo fa storcere il naso a molti esponenti del centrosinistra.

Il tandem molisano Pd-Idv, in effetti, lo digeriscono in pochi. Né Massimo Romano le manda a dire: “L’alleanza tra Pd e Idv è da ipocriti, visto che a livello nazionale sono divisi. Evidentemente considerano il Molise come una riserva indiana, dove si può fare tutto ciò che si vuole”. Morale della favola: la foto di Vasto (ossia l’intesa Pd-Idv-Sel) sembra sbiadirsi sempre più. Anche se dopo le esternazioni di Monaco il segretario regionale del partito di Vendola, Candido Paglione, si è affrettato a ribadire il pieno sostegno a Frattura, è evidente che anche all’interno di Sel i dubbi su una sua riconferma ci sono eccome. E anche lo stesso Paglione, sotto sotto, lascia aperto qualche spiraglio: “Se l’intera coalizione deciderà che servono nuove primarie, beh, non saremo certo noi a tirarci indietro e a fare le barricate”. I primi segnali di “frattura” a sinistra, dunque, con il passare dei giorni cominciamo a farsi più evidenti. E se lo “strappo” di Romano (sancito durante un’assemblea pubblica lo scorso 12 luglio) sembrava solo un caso isolato, ora i registi della candidatura di Frattura cominciano a preoccuparsi sul serio. Si rendono conto che quell’astio nei confronti di una leader preso in prestito dal centrodestra non si è mai del tutto sopito.

Tra l’altro negli ultimi tempi, in consiglio regionale, Romano e Monaco, non vanno da soli a braccetto. Sempre più spesso le loro iniziative politiche trovano pieno sostegno anche da parte di Felice Di Donato, eletto nelle liste di Alternativ@, il movimento ideato da Roberto Ruta, principale sponsor dell’operazione che ha portato a candidare Frattura alla presidenza della Regione Molise. Ora, però, l’alternativa, a sinistra, sono questi tre consiglieri regionali. Non solo: nell’assemblea di piazzetta Palombo, a Campobasso, oltre a dare l’addio al centrosinistra Romano ha lanciato una proposta che ha spiazzato tutti: candidare Nicola Magrone, ex procuratore capo a Larino, alla presidenza della Regione. Un’idea destinata a far discutere e a catturare molti consensi. A questo punto la possibilità di trovare alle prossime Regionali due candidati di centrosinistra è più che un’ipotesi.

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