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Assieme ai morti di Tolosa si seppellisce anche il multiculturalismo

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La bella, paciosa Tolosa è stata vittima dalla razionalità astratta del multiculturalismo: non funziona in tempi di pace, figurarsi mentre si fa la guerra alla terra degli immigrati che si pretende di integrare o diventati da qualche generazione cittadini francesi ed europei. Dopo l’attacco alla scuola ebraica, subito a parlare del passato che ritorna, dell’antisemitismo francese, anzi europeo, del male oscuro dell’Europa, del dovere della memoria.

I responsabili erano certamente neonazisti, nipotini di Hitler, il principe del male assoluto. Un nuovo Breivik sarebbe stato perfetto. Invece, il responsabile è un ragazzo francese di origine algerina, Mohamed Merah, che non viveva neppure nelle banlieue, ma in quartiere piuttosto decoroso, un ragazzo dai cento volti, l’ha definito Le Monde. Quando si è saputo che non era un nuovo Breivik, ma un musulmano, forse un maghrebino, allora era un “alqaidista”, era stato in Pakistan, in Afganistan, era fuggito con altri talebani dal carcere di Kandahar: e  giù a strillare sulla nuova strategia di al Qaida per l’Europa. Anche se al Qaida, lo sappiamo tutti, è solo un logo, e dopo l’uccisione di bin Laden, Obama dixit, completamente defunta.

Le cose sono andate forse in un modo diverso da quello ufficiale, come fanno capire Le Monde, Le Point e Il Foglio, che ha sentito fonti dell’intelligence francese. L’uccisione di soldati ed ebrei di Tolosa sarebbe solo un azione di servizi segreti francesi finita male. Merah sarebbe stato un agente doppio, al servizio dei francesi e del terrorismo jihadista, nel quale a un certo punto ha avuto il sopravvento il mujaheddin nascosto in lui: ha ucciso chi aveva ucciso i suoi “fratelli”, ed è morto crivellato di colpi, come ha rivelato l’autopsia, ma con le armi in pugno, combattendo come un mujaheddin, come desiderava.

Questo è il lato oscuro del multiculturalismo, quello che teorizzato da Kipling, l’inventore dello spionaggio moderno britannico e americano: creare degli ibridi, facilmente infiltrabili nelle file nemiche e utilissimi durante il grande gioco di fine Ottocento in Afghanistan. Il grande gioco è ricominciato da anni in Medioriente e in Afganistan per il controllo dell’Asia. La storia di Merah – scrive Daniele Rainieri – sul Foglio è simile a quella dell’informatore dei servizi segreti giordani passato a quelli americani, che col pretesto di dare informazione sul al Qaida nel dicembre del 2009 fece saltare in aria sette agenti della Cia in una base dell’intelligence statunitense.

In questo caso Merah sarebbe una vittima del multiculturalismo e del suo lato più oscuro. Il risultato dell’irrazionalità allo stato puro, di una civilizzazione che si crede onnipotente, convinta di persuadere il dono di fare perdere la memoria, le radici e di trasformare tutti in cittadini di un Occidente planetario, tutti d’amore e d’accordo, come nella pubblicità degli United Colors Benetton. È probabile sia andata come affermano il Foglio, Le Monde e Le Point. Qualche giorno fa, però, un eroe americano, un veterano dell’Iraq pluridecorato, a Kandahar ha ucciso 17 donne e bambini e ne ha bruciato i corpi. Ha avuto un raptus notturno, in guerra accadono queste cose, ha detto Panetta.

Non ci sarebbe neppure da stupirsi se Merah non fosse un doppio agente, ma un ragazzo confuso, come i giovani suicidi dell’attentato del 7 luglio 2005 alla metropolitana Londra, che uccisero  per protestare contro la guerra in Iraq e in Afghanistan. Siamo davvero sicuri che tutto il male venga solo dal maledetto Islam, dal Corano, come avrebbe detto Oriana Fallaci? E come avrebbe reagito l’Oriana furiosa, se mentre viveva a New York, agli americani fosse venuto in mente di bombardare Firenze? A Oriana davano fastidio gli arabi a Firenze, cosa avrebbe fatto se Firenze fosse stata bombardata, mentre si trovava a New York, città multietnica, dove si trovava tanto bene? E perché, se le piaceva tanto l’America multietnica, non voleva Firenze multietnica? Questo Oriana non ce l’ha mai spiegato.

Qualche giorno fa su La Stampa, Emanuele Parsi, vicino alle posizioni di Oriana Fallaci, si è chiesto se abbia ancora senso stare in Afghanistan e non fosse più razionale ritirarsi prima possibile. Il ragionamento di Parsi non fa una piega: non si sa più perché si sta in Afghanistan. Gli obiettivi sono cambiati continuamente: prima occorreva abbattere il regime dei talebani, al Qaeda, catturare bin Laden, poi portare la democrazia agli afghani, combattere la corruzione, ma nel frattempo bin Laden è morto e al Qaeda è stata  debellata. Perché dunque restiamo in Aghanistan?

In realtà, gli americani e la Nato continuano a stare in Afghanistan, pronti a negoziare con i talebani e il mullah Omar, per ottenere delle basi in Afghanistan. Perché l’obiettivo della guerra non è mai stato bin Laden o al Qaeda, ma impiantare basi in Afghanistan per controllare la zona caucasica e l’Asia, insomma, il vecchio Grande Gioco. Così l’obiettivo della guerra in Iraq non era eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam, difendere Israele, ma il petrolio e le basi. Anche Israele è una vittima della guerra per l’impero planetario americano.

Le guerre contro gli arabi si fanno sempre per difendere Israele dai musulmani che vorrebbero distruggerla e il riferimento al Gran Muftì di Gerusalemme alleato di Hitler è d’obbligo. In realtà, come sappiamo, gli arabi si allearono con l’Asse durante la seconda guerra mondiale soprattutto per liberarsi dagli inglesi. L’ostilità del mondo arabo per Israele non nasce dall’antisemitismo, ma dal fatto che Israele è stato percepito come un cuneo infiltrato in Palestina dagli Stati Uniti e dalle vecchie potenze coloniali come Inghilterra e Francia per controllare il Medioriente e assicurarsi la sua ricchezza principale: il petrolio. La crisi di Suez del 1956 è paradigmatica: vide Francia, Israele e Inghilterra occupare il Canale di Suez e l’opposizione dell’Egitto.

Israele ha deciso di essere il braccio armato dell’Occidente contro gli arabi e si è chiaramente messa in pericolo. Aveva un grande leader, Rabin, che aveva combattuto gli arabi ed era determinato a fare la pace con i palestinesi, ma Rabin fu ucciso dalla destra religiosa e con lui fu sepolto ogni disegno di pace o di convivenza pacifica con gli arabi. È corretto usare la Shoah per legittimare il diritto di Israele ad attaccare i popoli vicini ed anche ad attaccare l’Iran? La Shoah ha anche cambiato l’identità ebraica, e questo lo abbiamo visto anche a Tolosa dopo l’attacco alla scuola ebraica.

Gli ebrei ora sono tutti figli della Shoah e  la loro patria è ormai Israele. I bimbi uccisi da Mehar avevano tutti passaporto francese e israeliano e così il rabbino venuto da Israele. I corpi degli ebrei uccisi a Tolosa sono stati portati per la sepoltura a Gerusalemme, seguiti da molti parenti, come un ritorno alla vera patria. Gli ebrei francesi sono scesi per le strade avvolti nelle bandiere israeliane, non in quelle francesi. Anche in Italia, quando gli ebrei vogliono protestare, si avvolgono nelle bandiere israeliane, non in quelle italiane, per sottolineare che la loro patria è Israele.

È strano che nella laicissima Francia bimbi ebrei andassero alla scuola ebraica e non a quella pubblica francese, ma anche in Italia vi sono scuole ebraiche e il fine di esse, come per quella di Milano, è “impartire un insegnamento tale da permettere agli allievi di conoscere le radici della loro cultura di appartenenza e di acquistare consapevolezza della loro identità”. Paradossalmente una delle accuse più frequenti rivolte dagli ebrei alle leggi razziali fasciste era stata l’espulsione degli ebrei dalla scuole e università pubbliche italiane. Questo sembra sanzionare il fallimento della teoria dell’integrazione. C’è solo da sperare che le nostre città non diventino la striscia di Gaza.

 

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16 COMMENTS

  1. Un articolo degno di
    Un articolo degno di Famiglia Cristiana e del Manifesto mixati insieme, in pratica di Repubblica.
    Il figlio di immigrati con passaporto francese diventa (miracolo dell’eugenetica) “francese di origine algerine”. Parbleu.
    Gli Ebrei però, brutti e cattivi, vanno in scuole ebraiche e si avvolgono in bandiere israeliane. Ach Juden!
    Chiamate i Salesiani, adesso l’Occidentale ce l’ha con le scuole private.
    E poi la chicca: gli Arabi non sono mica antisemiti, è che Israele è una creazione colonialista. Infatti i pogrom anti ebraici in Palestina negli anni 1920, 21, 29, 36, 39, non li hanno fatti gli Arabi, sono stati i Pisani!

  2. Occidentale ?
    veramente quando leggo certe cose rimango basito.
    Cosa centra Firenze? La realtà (la REALTA’ !) è quella che abbiamo di fronte tutti i giorni. E se Firenze fosse stata bombardata dai marziani ? le conclusioni potrebbero essere uguali o acvrebbero ancora responsabilità gli Statunitensi (statunitensi non americani per una buona volta).
    Gli Ebrei cuneo per il petrolio ? pazzesco.
    Allora nel ’45 bastava prendersi la penisola arabica e finita lì (come hanno fatto i marziani).
    Veramente un articolo da “Repubblica”, che centra con “l’Occidentale” ?
    boo !

  3. Le vittime di Tolosa
    Non mi sembra esatto :vorrei ricordare che la nascita di Israele fu decisa dall’Onu e che ilnuovo stato beneficiò inizialmente dell’appoggio dell’Unione Sovietica, cui molti elementi facevano ritenere che Israele sarebbe diventato uno Stato socialista,in tutto simile alle repubbliche popolari. E la reazione araba alla spartizione della Palestina secondo il piano approvato dall ‘Onu e accettato da Israele (la guerra del 1948) fu originata principalmente dall’odio dei mondo arabo nei confronti degli ebrei ; chè altrimenti la Giordania, decisamente filo-occidentale il cui esercito era guidato da un ufficiale britannico, si sarebbe guardata dal parteciparvi.
    Non mi sembra nemmeno esatto collegare a Israele l’azione di Suez del 1956 decisa da Francia e Inghilterra contro l’Egitto di Nasser. Israele approfittò delle circostanze che gli appavero favorevoli, ma l’attacco anglo-francese – peraltro discutibile sotto molti aspetti – fu determinato dalla nazionalizzazione del canale…. O sbaglio ?

  4. Il potere logora chi non ce l’ha…
    Un articolo osceno, orribile e vergognoso per chi lo ha scritto e per chi lo ha pubblicato. Evidentemente, adesso che Berlusconi – l’amico del cekista Putin, di Gheddafi, di Lukashenko e di tutti i tiranni del pianeta – è stato cacciato da Palazzo Chigi per la sua mala gestione, i suoi seguaci hanno perduto ogni freno di ipocrisia e lasciano libero sfogo ai propri livori anglofobi e antisemiti. Un consiglio ai lettori: boicottate l’Occidentale, se volete leggere in Rete qualcosa di intelligente e di vero venite sul nostro sito, http://www.mondialisti.net. Non ve ne pentirete.
    VIVA L’IMPERO MONDIALE VENTURO!
    ANNUIT COEPTIS

  5. alcune risposte
    Questo è un articolo sul multiculturalismo e quanto accaduto a Tolosa dimostra come possa diventare pericoloso. Non capisco lo stupore di Dria Bozo: Merah era un francese di origini algerine per lo stato francese: tutto qui. Come Sarkozy è un francese di origini ungherese. Quanto alla scuola ebraica di Tolosa, non sono contro le scuole private di ogni tipo. Rilevo però la novità, per la quale gli ebrei hanno sempre giustamente protestato perché nel ’38 fu proibito l’accesso alla scuola pubblica. Ora, invece, anche in Italia mandano i figli alle scuole ebraiche per “impartire un insegnamento tale da permettere agli allievi di conoscere le radici della loro cultura di appartenenza e di acquistare consapevolezza della loro identità”. Di quale identità devono prendere consapevolezza e di quale cultura di appartenenza? Se tutti i gruppi etnici istituiscono proprie scuole private non potremo opporci alle scuole musulmane, confuciane, etc. e che tipi di cittadini italiani verranno fuori? A quale cultura sentiranno di appartenere e quale sarà la loro identità? Avremo un mosaico di identità diverse, di appartenenza diverse: questo è il multiculturalismo e conduce inevitabilmente a conflitti, come è purtroppo accaduto a Tolosa. Se Merkel, Cameron, Sarkozy dicono che il multiculturalismo non funziona per l’Europa c’è evidentemente una ragione. L’Europa non è gli Stati Uniti, un nazione-continente costruita da immigranti in gran parte disabitata.
    Quanto alla crisi di Suez, Israele partecipò con Gran Bretagna e Francia all’invasione e all’occupazione del Canale di Suez: l’operazione fu un successo militare, ma un grande insuccesso politico, perché intervennero Stati Uniti e Unione Sovietica. Eisenhower, temendo l’intervento russo a sostegno dell’Egitto, costrinse Regno Unito e Francia a cessare il fuoco. Eisenhower minacciò di vendere le riserve statunitensi della sterlina, provocando così il crollo della valuta britannica Il governo britannico e la sterlina finirono entrambi sotto pressione. Eden fu costretto a dimettersi, e le forze d’invasione si ritirarono nel marzo 1957. Non mi pare che l’inizio di Israele sia stato quello di uno stato che desidera impostare relazioni pacifiche con i vicini.

  6. Tolosa e il multiculturalism…
    Questo article sembra di essere piu un articolo in difesa dei terroristi e del colpevole Merah.
    Prima di tutto durante la Seconda Guerra Mondiale non era solamente if Mufti di Palestina ma anche molte altre capitale Arabe che erano insieme i Nazi di Germania, leggi questo:

    http://christianactionforisrael.org/medigest/may00/arabnazi.html

    Siria, Egitto, Libia, e molte altre nazione Arabe erano tutte immerse in devozione alla cultura Germanica anti-Israel. Mia Mamma durante la Seconda Guerra diceva che anche se certe nazione Arabe si sono unite contra la Germania, pero, quando in Italia i soldati Arabi hanno ucciso e hanno rapito le donne Italiane, le stesse che dovevano difendere.

    Daniela Coli e’ piu immersa nell’odio di Israel e della religione Judaica che nel dar giustizzia alle vittime uccise, bambine vittime che Merah ha preso per i capelli e ammazzato senza rancore, come un animale. Daniela difende il colpevolee la cultura che liu rappresenta contro le vittime…

  7. strage di tolosa
    SONO D’ACCORDO SUL FATTO CHE LA GUERRA CONTRO L’IRAQ SIA STATA PER IL PETROLIO E PER LE BASI, ALTRO CHE INTERVENTO UMANITARIO! STA DI FATTO CHE GLI ANGLOAMERICANI HANNO RAGGIUNTO IL LORO SCOPO, MA PER L’UOMO COMUNE L’ IRAQ ADESSO E’INVIVIBILE, IN MODO PARTICOLARE PER I CRISTIANI. ANCHE LE GUERRE IN AFGHANISTAN E LIBIA SONO STATE SOLO PER GLI INTERESSI ANGLOAMERICANI. CAPISCONO ADESSO QUEST’ULTIMI PERCHE’ SONO ODIATI IN TUTTO IL MONDO?

  8. Immagini da un caleidoscopio
    Scalfari, Travaglio, Michael Moore e la buon’anima di Bocca in conciliabolo alcoolico e sotto la guida di quel genio di Dan Brown non avrebbero davvero saputo produrre di meglio. Strano. In passato, Coli era parsa altrettanto tosta, ma parecchio più lucida.

  9. Ci si diverte di più a
    Ci si diverte di più a leggere lo scandalo dei commentatori tifosi che altro! L’articolo è lucido, per una volta che l’Occidentale posta un articolo che non sia schiavo dei pregiudizi ciechi della maggior parte dei lettori, ecco che scatta lo scandalo dei tifosi, gente che vuole sentrisi solo ripetere ciò che già pensa, che non osa accettare che un’idea leggermente diversa si affacci nel loro piccolo mondo atlantista… Brava Daniela, soprattutto su un punto…innegabile: se concediamo le scuole ebraiche, allora vanno concesse le Madrasse…

  10. Il terrorista era un
    Il terrorista era un fondamentalista quindi non capisco come faccia ad essere vittima del multiculturalismo. Tra l’altro non ho capito neppure il pezzo che l’America è in Afganistan per le basi: sta dicendo che la strage dell’11 settembre non c’entra nulla? Andiamocene dall’Afghanistan e ritornano talebani e Al-quaeda altro che debellata

  11. Mohamed Merah non era
    Mohamed Merah non era vittima del multiculturalismo, al massimo ne è il risultato.

  12. Multiculturalismo
    Il multiculturalismo funzione quando il paese ha una sola lingua ed e fiero della sua cultura. Qui negli Stati Uniti molti Italiani, e altre gente di culture e religione Cristiane o Judaica, mandano i bambini alle scuole private, pero noi Italiani siamo fieri di essere Italiani, di essere Cattolici e di essere Americani. Ci piace la cultura Americana e questo e la differenza, pero’, certe culture non vogliono immersare nella cultura Americana e si dividono da noi tutti e’ questi sono i Mussulmani. I Mussulmani si dividono non solo con la propia religione Islamica ma anche come mentalita’. I Mussulmani Americani sono sempre Mussulmani e la propia fedelta’ non e’ per gli Stati Uniti ma per i paesi che hanno lasciato. Nella opinione di molti Americani se ci sara’ una guerra nessuno crede che i Mussulmani andranno contro i propi paesi per la difesa degli Stati Uniti. Anche se’ i Giudei si dividono con religione e cultura pero’ noi Americani abbiamo piu fiducia che se gli Stati Uniti sara in pericolo i Giudei defenderanno l’America. I Giudei non vogliono imporre nei paesi dove vivone la legge Ibraica, pero, i Mussulmani vogliono imporro non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo la legge Sharia Islamica. Questo e’ evidente in Inghilterra e Francia e in tutti i paesi che hanno questo influx di immigranti Mussulmani. L’Italia doverebbe essere piu sveglia a questo pericolo perche nella religione Islamica e accettato di dire bugie agli infedeli, noi, e di usare metodi che sembrano pacifichi ma hanno la forza di eventualmente imporre Sharia su tutti.

    Questo Daniela non spiega e mi sembra che ancora difende l’agressore e punisce le vittime.

    Spero che scusate come scrivo, sto negli Stati Uniti da moltissimi anni e ho perso un poco come scrivere esatto l’Italiano.

    L’Italia svegliatevi e guardate come la Francia e l’Inghilterra oggi hanno problemi e che sono diventati schiavi alla prepotenza Mussulmana. Guardatevi bene i bordi, e non fate entrate nessuno se non sapete chi sono e qual’e la propia ragione di entrate nol nostro paese bellissimo.

  13. A noi!:-)
    A me l’articolo non sembra affatto “degno” di La Repubblica (il cui proprietario non credo avrebbe gradito la messa in discussione delle scuole ebraiche), bensì…ehmmm…del “Secolo D’Italia”…ma non quello di Fini, quello di…Almirante:-). E non mi si venga a dire che la buonanima di Almirante non fosse “Occidentale”, eh! A noi!:-) P.S. Cara sig.ra Coli, vabbeh il suo rifiuto del “multiculturalismo”, però, la prego, non fino ad ignorare che, in quell’ altra biekissima:-) cultura “mujaheddin” è un sostantivo al plurale e che, pertanto, volendolo applicare a una sola persona forse sarebbe più grammaticalmente corretto scrivere al singolare “un mujahid”.

  14. Per i morti di Tolosa
    Sono molto triste e sconvolta , per quanto e’ successo a Tolosa , questo MOHAMED MERAH , che prima di essere ucciso , ha dichiarato : ” Sono molto dispiaciuto per non essere riuscito ad ammazzare piu’ persone ” io non lo considero ne un uomo , ne una persona , e’ peggio di un animale , non si puo’ concepire che oggi all’alba del 2012 ci siano in circolazione soggetti simili ,oggi odiano gli ebrei , domani gli americani , dopo domani gli italiani , gironzolano in europa, in tutto il mondo e aspettano solo di fare una strage .Qui non c’entra il multiculturalismo , che e’ fallito ovunque , qui ci sono i vari “FALSI PROFETI” che istigano questa gente ad odiare e sterminare chi non li compiace e non la pensa come loro .
    Riguardo ad Oriana Fallaci , non e’ affatto vero
    che non ci ha spiegato perche’ le piaceva (questo lo dici Tu!!!! )l’ America multietnica e non Firenze multietnica , se leggi bene ed attentamente i suoi ultimi libri , te lo spiega molto bene , e se tu , non hai capito , o non vuoi capire , o non capisci ….. PAZIENZA !!!!!

  15. @Edoardo Ferrazzani
    Da quanto hanno pubblicato il Foglio, Le Monde e Le Point si può dire che Merah è un risultato del multiculturalismo, ma anche una vittima. Merah era un ragazzo a dir poco confuso, sbandato, un piccolo delinquente, al quale, a quanto hanno raccontato al Foglio e altri giornali, fonti vicine ai servizi segreti francesi, hanno probabilmente proposto di lasciarlo in pace, avere dei soldi, in cambio di altro. Merah era stato in Israele, due volte in Afghanistan, in Pakistan e si era addestrato nei campi del Waziristan e il governo francese ha smentito. Ma poi è stato smentito da un portavoce talebano che ha telefonato a Reuters e Associated Press per dire che sì Merah si era addestrato da loro. Il portavoce talebano ha detto di non sapere nulla degli attacchi in Francia, che loro non c’entrano, ma che i servizi segreti francesi avrebbero un interesse vitale a coltivare e infiltrare informatori con il profilo di Merah: almeno 85 giovani francesi si sono addestrati – o ancora si stanno addestrando – nella regione del Waziristan del nord negli ultimi tre anni. Gli uomini sono in maggior parte francesi di origine araba, hanno formato un gruppo chiamato Jihad e Islami, hanno un comandante francese che si fa chiamare Abu Tarek e cinque di loro sono tornati in Francia nel gennaio 2011 per trovare altre reclute. “Non è chiaro”, dicono i due, se tra i cinque tornati ci fosse anche Merah – un’ammissione implicita della sua possibile presenza. Possibile che Merah non fosse schedato dalla polizia francese? Non saremo tanto ingenui da pensare che polizia, servizi segreti e altro non monitorano cosa accade nella galassia musulmana, tenendo conto, bene o male, che la Francia ha soldati in Afghanistan, basi in Africa e ha giocato un ruolo importante in Libia, inviando agenti segreti e uomini. Il multiculturalismo ha anche questo lato oscuro, sotto la melassa degli United Colors Benetton. Il Foglio riporta che “Squarcini, il capo del Dcri, sostiene che Merah, assediato dalla polizia dentro l’appartamento di Tolosa, avrebbe detto di essere stato addestrato “da una singola persona” e non in un campo, in modo da “non spiccare in mezzo agli altri per la lingua francese”. In questo senso, Merah è una anche vittima del multiculturalismo, non solo il risultato. Chiaramente poi la responsabilità è individuale, come sempre, ma c’è anche la responsabilità di chi doveva difendere i cittadini che vivono in Francia, e questo non sembra sia stato fatto.

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