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Attacco sventato a Soru, riserbo su nomi arrestati

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Ancora  segreti i nomi dei due arrestati sabato  con l'accusa di essere pronti a compiere un attentato incendiario contro la residenza del governatore sardo Renato Soru (nella foto).

I due (incensurati) sarebbero legati alle frange più estreme e violente dei supporter del Cagliari.

La decisione relativa all'anonimato dei due sarebbe stata presa dal pubblico ministero Danilo Tronci per consentire alla Squadra Mobile della Questura di Cagliari di completare, senza rischi di tentativi di inquinamento, la raccolta degli elementi di prova a carico degli arrestati e di eventuali complici nella preparazione del raid incendiario, sventato grazie ad una segnalazione anonima al 113.

Le indagini sulla vicenda sono strettamente legate a quelle della guerriglia urbana di venerdì notte, con l'assalto alla residenza privata di Soru, davanti alla Basilica di Bonaria, che ha trasformato la protesta contro l'arrivo dei rifiuti campani in Sardegna in teppismo della peggior specie, finora confinato a Cagliari nelle aree intorno allo stadio.

All'esame degli investigatori di Mobile e Digos ci sono anche ore di filmati realizzati dalla polizia scientifica, dalle televisioni oltre ai videoclip messi in rete sul sito Youtube.

Tra il materiale che dovrà essere raccolto dagli investigatori vi sono anche i tabulati telefonici che documenterebbero il traffico di sms che avrebbe coordinato le azioni teppistiche. La speranza è che dai tabulati possa emergere il "regista" degli incidenti, a conferma del teorema del questore di Cagliari, Giacomo Deiana, che ad agire siano stati "teppisti pagati per fare danni".

Sui videoclip apparsi su Youtube vi sarebbe, invece, la traccia audio di indicazioni fornite ai teppisti sulle postazioni occupate dai poliziotti che lanciavano i lacrimogeni e "ordini" per azioni di contrasto.

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