Auto. Fiat: “Trattative ancora aperte, nessuna intesa con Chrysler”

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Auto. Fiat: “Trattative ancora aperte, nessuna intesa con Chrysler”

23 Aprile 2009

Le trattative sono "totalmente aperte e, al momento, non è possibile prevederne la tempistica e l’esito finale". È quanto precisa un portavoce della Fiat in merito alle dichiarazioni rilasciate dal responsabile del settore auto della Fim-Cisl, Bruno Vitali, relativamente alla trattativa in corso per la definizione dell’accordo con la Chrysler.

"Non corrisponde al vero – aggiunge il portavoce – il fatto che sia stata raggiunta un’intesa tra Chrysler e i sindacati statunitensi e canadesi né che l’accordo complessivo sia definito al 90 per cento".

Ma da Detroit continuano ad arrivare voci di intesa praticamente raggiunta tra la Fiat e la Chrysler, ma il Lingotto replica che "non è possibile prevedere la tempistica e l’esito finale". A fare il punto sul confronto con la casa americana sarà oggi Sergio Marchionne, di ritorno dagli Usa per partecipare al consiglio di amministrazione sui conti del trimestre.

L’amministratore delegato della Fiat spiegherà al board del Lingotto i risultati degli incontri, a pochi giorni dallo scadere dell’ultimatum del 30 aprile posto dal presidente Barack Obama per concedere gli aiuti di Stato alla Chrysler. Anche il nodo della ristrutturazione del debito di Chrysler resta ancora aperto: le banche creditrici hanno avanzato la loro contro proposta (che secondo indiscrezioni prevedrebbe un taglio del 35% del debito in cambio di una quota nella società del 40%), giudicata da un rappresentante dell’amministrazione Obama, citato dalla stampa americana, "ingiustificata. La nostra speranza è che questi creditori assumano un atteggiamento più costruttivo che rifletta la loro attuale situazione e quella della società".

A invitare le banche a trattare è anche il governatore dello stato del Michigan, sede di Detroit, Jennifer Granholm che, in una lettera, afferma: "A solo una settimana dalla scadenza vi invito a fare la vostra parte per evitare la devastazione che seguirebbe la bancarotta o la liquidazione di Chrysler".

Sempre dal fronte americano il chief financial officer di General Motors, Ray Young, non esclude la possibilità di un accordo Opel-Fiat, oltre a ribadire che per Gm la bancarotta è probabile. "L’accordo è pronto e già al 90% definito", afferma il responsabile Auto della Fim-Cisl, Bruno Vitali, dopo un lungo colloquio a Detroit con Ron Gettelfinger, numero uno della United Auto Worker, il potente sindacato Usa del settore. Vitali parla prima di "intesa già raggiunta con i sindacati del settore auto statunitensi e canadesi", poi – dopo la smentita Fiat – corregge il tiro e precisa che l’accordo non c’è ma si tratta "di una forte azione congiunta dei sindacati perchè la trattativa si chiuda positivamente".

Oltre all’alleanza con la Chrysler, che terrà banco anche nella conference call con gli analisti finanziari e nell’incontro del pomeriggio con i sindacati, gli occhi sono puntati anche sui conti del primo trimestre, definito da Marchionne "il più brutto del 2009". La stima è di un risultato della gestione ordinaria del gruppo in rosso di 70 milioni di euro (era positivo per 766 milioni di euro). Gli analisti prevedono inoltre un risultato della gestione ordinaria negativo di 110 milioni di euro per Fiat Group Automobiles (era positivo per 193 milioni nel primo trimestre 2008) e di 50 milioni per l’Iveco (era positivo per 222 milioni).

Dall’amministratore delegato sono attese anche le previsioni sui target 2009, mentre i sindacati chiederanno rassicurazioni sul futuro degli stabilimenti. Oggi l’azienda ha annunciato che resteranno a casa dal 18 al 30 maggio i 1.100 dipendenti della Powertrain di Torino, per i quali si stanno esaurendo le ore di cassa ordinaria.