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Dal G8 di Tokyo

Avanti tutta con il programma. Il Cav. allontana i dubbi e assicura “unità”

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Nessun dubbio, nel governo c’è “una grandissima unità”. Da Tokyo Silvio Berlusconi dissipa le nuvole sull’Esecutivo e su una possibile caduta anticipata. Nel giorno del suo arrivo per la riunione del G8 il Cavaliere decide di rassicurare la sua compagine governativa e di rintuzzare gli attacchi dell’opposizione che con Walter Veltroni si era detta sicura che “il governo non sarebbe riuscito a durare per tutti e cinque gli anni della Legislatura”.

Analisi rese però più insidiose dallo stesso Umberto Bossi che alla festa della Lega di due giorni fa era sembrato condividere l’analisi veltroniana: “Veltroni ha ragione, c’è troppo bordello. Come si fanno a fare le cose”. Quanto basta per innescare nel Pdl l’ennesima ridda di voci e dubbi legata ai timori sulla tenuta della maggioranza ed in particolare dell’alleanza con la Lega.

Ma come detto da Tokyo ci ha pensato Berlusconi a fugare qualsiasi dubbio, derubricando le parole del leader leghista ad “uno scherzo” (“Umberto ogni tanto ama divertirsi”, ha detto il premier).

Sul fronte giudiziario, poi, Berlusconi ha confermato la sua posizione su una parte della magistratura che da anni starebbe tramando contro di lui: “C’è una corrente piccola della magistratura che non è mai doma e continua a cercare di sovvertire il risultato del voto attraverso una serie di azioni che partono dal ‘92 e che sono ancora in atto”. Analisi suffragate da alcuni sondaggi che come ha spiegato lo stesso Berlusconi evidenzierebbero un calo di popolarità dei giudici nel giudizio degli italiani.

Quindi nessun timore sulla tenuta del governo di cui anzi il premier si è detto “molto soddisfatto” per il lavoro fin qui svolto. In particolare Berlusconi si è soffermato sul ruolo delle new entry nel governo precisando che “stanno operando veramente bene, facendo un lavoro fantastico”. Iniezione di fiducia che però non ha impedito al Cavaliere di rivolgersi con ironia  direttamente a Veltroni spiegando che riguardo la sua previsione di una fine anticipata del governo “non possiamo negargli la speranza”.

Dettata la linea è toccato a tutti i maggiorenti del Pdl fare fronte compatto per ribadire l’unità della maggioranza e dello stesso governo. Una lunga lista alla quale oggi si è aggiunto anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni che in un’intervista al Corriere della Sera ha precisato di essere “sulla linea di chi sostiene che il governo è forte e unito”.

Così già ieri Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl, rivolgendosi direttamente a Veltroni limitava le sue analisi ad un “sogno di una notte di mezza estate”. Convinto che “siamo costretti a deluderlo” e precisando che “la situazione economica internazionale è così grave che solo un irresponsabile può puntare su una crisi che metterebbe il Paese allo sbando, con ricadute gravissime sulla borsa, sui titoli, sulla tenuta finanziaria dell’Italia”.

Fiducia condivisa anche dal suo omologo al Senato, Maurizio Gasparri, che ha incitato il governo: “Avanti tutta per più sicurezza ai cittadini, meno tasse, più fiducia e meno politica tra le toghe. Gli sciacalli resteranno a bocca asciutta”. All’interno del governo è stato invece Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture, a dispensare certezze professandosi sicuro “della coesione del governo” e chiarendo che “certo in linea teorica, Bossi ha ragione: se si dovesse litigare nascerebbero problemi, ma non c’è alcun motivo né alcuna volontà per farlo”. Rassicurazioni sono giunte anche da un altro ministro come Gianfranco Rotondi il quale ha detto che: “Il governo è ben saldo e la maggioranza coesa, come giustamente ha sottolineato Berlusconi. C’è un confronto serio e prospettico che stimola l’azione dell’esecutivo. Piuttosto mi sembra che nel Pd le divisioni siano all’ordine del giorno e regna sovrana la confusione, tanto è vero che hanno lasciato il pallino dell’opposizione in mano a Di Pietro”.

Sulla stessa linea anche il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone, il quale ha confermato che “il governo è assolutamente saldo e compatto. Semmai, proprio il Pd e Veltroni appaiono precari. Al punto che contro sei mesi di dichiarazioni di Veltroni sul Pd solo e autonomo, sta tornando di prepotenza lo schema prodiano basato sui “nanetti”. E così, invece di avere un Pd a vocazione maggioritaria, già riemerge un caos di componenti desiderose di affermare la loro microidentità: Di Pietro, sinistra comunista, socialisti, verdi, magari la stessa Udc. Manca solo che richiamino Prodi per tenerli tutti assieme...”.

Quindi nessun timor e sguardo puntato sui prossimi obiettivi. Il primo è il piano case che Berlusconi sempre ieri a Tokyio ha annunciato aggiungendo che “è quasi pronto ed a giorni potremmo annunciarlo”. Un piano che negli intenti del governo dovrebbe poter rispondere ai bisogni ed alle necessità delle fasce più deboli. Ed in tema di persone meno agiate il premier ha anche precisato che sono allo studio altre misure oltre la “Robin Tax”. Misure che in particolare dovrebbero contrastare il caro greggio e ridare fiato a chi sta più in difficoltà.

Avanti anche su Alitalia, con il piano, e sull’emergenza rifiuti in Campania con la promessa che “dal 23 luglio non ci sarà più la spazzatura per le strade della Campania”. Un risultato, che come già ha ricordato Berlusconi, sarà possibile anche grazie all’ok giunto da alcune regioni come il Veneto, la Lombardia e il Piemonte disposte a smaltire l’immondizia di Napoli.

Infine nessun cambiamento di strategia sul “lodo Schifani bis” e sul decreto sicurezza che contiene la norma “blocca processi”. Infatti quest’ultimo già oggi sarà all’esame delle commissioni riunite Affari Costituzionali. Mentre il lodo potrebbe approdare a Palazzo Madama il 21 luglio, una settimana prima del previsto. Anticipazione che secondo qualcuno consentirebbe alla maggioranza di dare un via libera al Senato già prima della pausa estiva. Ipotesi che però sono legate anche alle decisioni del tribunale di Milano visto che oggi è fissata l’udienza del processo Mills. La speranza è che il giudice Nicoletta Gandus modifichi il calendario delle udienze. Slittamento che inciderebbe sui tempi di discussione ed approvazione del “lodo Schifani bis”. Circostanze che alla fine potrebbero favorire il dialogo tra maggioranza ed opposizioni.

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1 COMMENT

  1. L”uscita di Bossi,fatta per
    L”uscita di Bossi,fatta per di più da un ministro di un governo che in due mesi ha fatto tantissimo,fa venire brutti pensieri.Il governo può cadere solo per colpa della Lega.Bossi vuol fare il nuovo casini o che?Qui si vede la politica limitata della Lega.

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