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Divisioni e inefficienze

Avremmo dovuto prendere più seriamente la guerra in Libia

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Dopo settimane di bombardamenti, giovedì scorso il Colonnello Gheddafi è tornato a mostrarsi in pubblico a Tripoli, lo stesso giorno in cui Obama, Sarkozy e Cameron s'incontravano per dire che il Rais deve andarsene. La stampa inglese lo accusa di stupri seriali e di aver spedito al fronte ragazzini come le hitlerjugend ma in realtà al Colonnello sono sufficienti le truppe rimaste fedeli per contenere i caccia della NATO e l'insorgenza. Non ci riuscirà in eterno, visto il congelamento dei suoi assetti finanziari e l'isolamento diplomatico (ieri su pressione americana il presidente sudafricano, a nome della UA, ha invitato Gheddafi a lasciare il Paese), ma è una guerra "più lunga del previsto" (lo dice il ministro della difesa francese), e l'assedio medievale di Misurata è un'esperienza che avremmo voluto, ma non abbiamo potuto risparmiarci: la città martoriata, il porto e le zone abitate dai civili colpite con bombe a grappolo e dozzine di missili Grad, mentre i carri armati e i cecchini spianavano la strada alle truppe fin nel centro della città.

Nel weekend, gli insorti  hanno ripreso a combattere nel nodo petrolifero di Brega, e in tutte le città rioccupate dal Colonnello dopo la fiammata rivoluzionaria di marzo: Ajdabiya, Jadu, al-Jabal al-Gharbiyah, Kikla, Nalut, Ras Lanuf, Yefrin, Zawiya, Zentan and Zuara. I ribelli non sono addestrati ma resistono, in quella che ormai viene definita una guerra di posizione, con rovesci di fronte ma sostanzialmente immutata nel risultato. La Libia si è spaccata in due, Tripoli con Gheddafi, la Cirenaica contro, seguendo le linee tribali che hanno caratterizzato questo conflitto fin dall'inizio. L'esito potrebbe essere rovinoso come la Somalia oppure anticipare una futura riconciliazione sul modello iracheno, o ancora una secessione come nel sud-Sudan, ma è troppo presto per dirlo, finora si continua a combattere e morire.

Francia e Gran Bretagna si sono lanciate nel conflitto speranzose nell'aiuto degli Usa, fidando della Risoluzione Onu. Ora Parigi dice che serve tempo e Cameron nega qualsiasi intervento terrestre, convinto che quelle onunisiane siano "restrizioni giuste". Obama non ha fatto mancare il suo appoggio all'inizio delle operazioni, ma poi ha ridimensionato l'impegno degli Usa, che comunque continuano a usare la CIA, a rifornire la NATO e a fare "jamming" contro le postazioni radar del nemico. Quando il controllo delle operazioni in Libia è passato sotto "Comando Unificato", la NATO ha mostrato un'evidente spaccatura interna: da una parte i Paesi che avevano preso l'iniziativa, appoggiati da una manciata di pochi altri, e dall'altra importanti stati membri, come la Germania, l'Italia o la Turchia, che hanno assunto posizioni con sfumature diverse ma  convergenti nel rifiuto di bombardare le truppe di Gheddafi. I Paesi un tempo satelliti di Mosca, e che ora condividono i valori atlantici, si sono defilati subito dall'impresa libica, più preoccupati dai potenziali accordi sui missili balistici tra russi e americani che da quanto accade a Tripoli. 

La notizia che la NATO rischia di esaurire le scorte di missili di precisione, che si aggiunge alla carenza di caccia per le missioni, è un altro segno che i Paesi europei che hanno dato inizio al conflitto non riescono a sostenere lo sforzo bellico per un periodo prolungato di tempo, senza l'aiuto degli Usa. Forse richiamando in missione gli ufficiali e i piloti americani qualcosa cambierebbe, ma non  è detto che il presidente Obama dia il via libera: le elezioni si avvicinano, ed un presidente di guerra non somiglia al ritratto di quello laureato nobel per la pace.

Le divisioni politiche all'interno della NATO, la mancanza di unità d'intenti fra i Paesi europei, una malintesa idea di multilateralismo che diventa sinonimo d'irresolutezza, un nemico, indebolito ma ancora al suo posto, sono tutti elementi che dimostrano come abbiamo preso sottogamba l'intervento in Libia, senza piani precisi e un progetto di fondo, sull'onda della commozione per i diritti umani traditi e tra le correnti di interessi nazionali neanche troppo reconditi. Viste le premesse, la Francia avrebbe potuto animare una forza d'incursione rapida, in grado di sostenere l'insorgenza sul campo. In parte ci ha provato con le sue truppe speciali ma il ministro degli esteri Juppè non intende oltrepassare i caveat imposti dalla 1973. Lo scopo resta quello "umanitario", anche se si continua a chiedere a Gheddafi di andarsene. Nel frattempo i civili fuggono da Misurata, mentre gli ospedali della città sono costretti a dimettere in fretta i feriti perché ne arrivano subito altri. Non è ancora Sarajevo, né bisogna esagerare con i paragoni, ma non si può certo dire che la missione è compiuta.   

 

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6 COMMENTS

  1. I veri Responsabili
    Bisognerebbe andare indietro qualche tempo e vedere chi ha finanziato gli insorti, chi ha dato loro le armi, razzi, carri armati e chi li ha illuso i giovani a unirsi in questa faccenda di sporco interesse tribale e coloniale. Che ci fosse una situazione di malcontento e violazione dei diritti umani (come peraltro esiste in Italia, con carcerazioni mascherate dal rischio di fuga) era ben nota a tutti. L’azione paziente del nostro Paese aveva iniziato un lento processo di avvicinamento a maggiori prerogative della popolazione, ma la rozzezza di Sarkozy e Cameron, due incapaci governanti di terza scelta, assume al furbacchione americano che ha l’interesse a danneggiare l’Europa, hanno fatto precipitare la situazione. Hanno loro la responsabilità di tanti morti. E’ loro la colpa di un rinnovato odio tra tribù, e quello che non si placherà per moltissimi anni.

  2. L’improvvisazione e
    L’improvvisazione e l’incompetenza regnano sovrane nella comunità internazionale. Vorrei ma non posso, potrei ma non voglio. In Afghanistan ci siamo sputtanati del tutto con la NATO che prende solo mazzate da 10 anni, migliaia di soldati e di civili morti, avanzata dei Talebani a livello culturale, sociale e militare, odio crescente verso l’occidente, aumento vertiginoso dei burqa e ricostruzione devastata da corruzione, droga e ambiguità varie. Per la serie: vorrei ma non posso.
    In Libia prima molliamo Geddafi dopo avergli baciato le mani, tifiamo per i ribelli ma non li armiamo, attacchiamo ma solo dal cielo, e i proclami del “durerà pochi giorni” finiscono nel cesso di fronte ad un conflitto lungo ed incerto, per la serie: potrei ma non voglio. E bravi!

  3. Altro Fallimento
    Purtroppo avrebbe dovuto essere presa più seriamente anche l’ondata di clandestini e evasi di galera e futuri disoccupati (e quindi futuri delinquenti) che ora scorrazzano tranquilli in tutta Italia e Europa (che è lo stesso Casa Nostra). Aiutarli a casa loro già dal primo sentore di esodo (che si sapeva da tempo) sarebbe stato da Politici e Statisti lungimiranti. (Averli aiutati a casa loro tutti e da tempo sarebbe stata e sarebbe ora l’unica soluzione ma tant’è). Invece, è stato fatto tutto con troppo ritardo (visti i risultati). Inoltre ricordo che, a fronte di un Maroni che a Febbraio sapeva che stavano per arrivare, poi è stato assolutamente e totalmente incapace di fermarli. Anzi. Si “preparava a accoglierne 50.000 o più”, come da lui stesso affermato, mostrando l’assoluta volontà di accogliere e non di respingere chicchessia. E risultando anche, tale assurda e cretina affermazione, un enorme richiamo per gli scafisti e i magrebini stessi. Nonostante il tempo avuto non ha saputo (voluto) fermare nemmeno gli evasi di galera (SIC) che, come testimoniato DA ALTRI (ben attendibili) TUNISINI, ERANO E SONO BEN RAPPRESENTATI tra i “giovani disperati”. Risultato della politica immigratoria del Sig. Maroni (e del governo di cui fa parte): Importazione di delinquenti e spese per il contribuente (italiano o Europeo) per mantenerli. Vitto, alloggio, pullman GT navi da crociera e casolari del 1300 gratis per spadroneggiare e delinquere a casa nostra. Si, direi proprio una politica uno zinzino deludente. Tanto è vero che la Moratti, avvertendo odore di calcione alle terga e prossima futura vita da casalinga, anche (se non soprattutto) a causa di questa politica immigratoria sciagurata, ha subito detto, fregandosene dell’enorme presa per i fondelli nei confronti del popolo Europeo, Francese, Italiano, Lombardo e Milanese: “Farò La Lotta alla clandestinità”. No comment.

  4. Improvvisazione e fallimento
    Per I Anonimo –Sbagliero’, ma secondo me non si tratta di improvvisazione e incompetenza, bensi’ dell’idea (naturalmente sbagliata a lungo termine) da parte di Francia, USA e GB, che cosi’ si fanno i propri interessi., alle spese di altri popoli, compreso quello italiano.
    Per II Anonimo –Concordo col fatto che in questa situazione immigratoria il nostro Governo non abbia dato buona prova. Pero’ non so che cosa potesse fare, dato che non si possono tenere i clandestini in veri campi (l’ONU li definirebbe Campi di concentramento), non si possono riportare a forza le barche in Africa, e’ molto difficile espellere gli “immigrati” (la Magistratura non lo permette). Il problema e’ gravissimo, ma forse insolubile.

  5. @ Sig.ra Silvia
    Gentile Silvia, Lei afferma: “Non si possono riportare a forza le barche in Africa”. E come mai? E che legge è quella che permette a una Nazione di non riammettere e di non far rimpatriare i propri figli? Se nessuna altra Nazione li vuole accogliere, la Nazione Madre dovrebbe essere costretta a riprendersi i propri cittadini. Sono propri cittadini. Imporre l’accoglienza alla Nazione di nascita sarebbe una legge giusta, anzi, giustissima. Anche perchè, scusi, se la Tunisia o il Sudan non rivuole indietro i propri figli, SIAMO INVECE COSTRETTI a tenerli noi Nazione Italia? E che c’entra l’Italia coi cittadini Sudanesi o Tunisini? E chi è che avrebbe dovuto lottare e riuscire a cambiare, in decenni di Governi ottenuti per campagne elettorali improntate alla lotta all’immigrazione clandestina, una legge come questa, così iniqua e devastante per l’occidente tutto?? Lei afferma anche che: “e’ molto difficile espellere gli “immigrati” (la Magistratura non lo permette)”. E chi è che invece permette e ha permesso (e permetterà) alla Magistratura di fare questo abuso? Si cambiano le Leggi e la Legge Massima (la Costituzione) per cose ben più ridicole, mi pare…In decenni di governo di centro destra non si è stati capaci di fare una legge per espellere rapidamente chi delinque in casa nostra o chi NON HA UN LAVORO ONESTO per mantenersi E QUINDI, OVVIAMENTE, DELINQUERA’?? Decenni di governo di centro destra e ancora ci dobbiamo tenere in casa PER FORZA delinquenti che dopo due giorni di galera sono di nuovo fuori o che, anzi, spesso neanche MAI vanno in galera, vedi chi fa rapine o scippi o gli innumerevoli spacciatori? Sia chi ha già commesso un reato (la popolazione carceraria italiana è per metà composta da extracomunitari) sia chi lo commetterà perchè costretto avivere di espedienti è un ingiusto prezzo che l’incapacità del governo fa pagare ai propri cittadini. Sono gli Italiani per bene, quelli che lavorano e quelli deboli, donne, vecchi, i giovani vittime degli spacciatori che ne fanno le spese. Pagano un salato prezzo gli Italiani che hanno dato il loro voto agli inetti che avrebbero dovuto difenderli. Conclude: “Il problema e’ gravissimo, ma forse insolubile”. Perfetto. Allora prepariamoci ad essere sopraffatti dall’esodo Africano e Cinese e Sudamericano e Asiatico. Tutti possono e potranno riversarsi in Italia e in Europa, perciò noi Italiani e Europei, i padroni di casa (ex) che questa Casa e Patria Natia abbiamo costruito con tanti sacrifici, che fa parte del nostro DNA e di millenni di civiltà e Storia e Cultura e Identità e nostra Natura di Occidentali e di Italiani scompariremo rapidamente. Tutto ciò che è stato, la nostra Storia, le nostre Città e Cultura e financo Religione scompariranno con noi. Faremo la fine degli Aztechi, degli Incas, faremo davvero la fine degli Indiani Americani. Saremo presto sopraffatti dagli invasori travestiti da poveri, da rifugiati, da profughi. Saremo sottomessi alla Sharia e poi annientati. Grazie all’incapacità legislativa e “di palle” dei nostri governi nazionali e sovranazionali. Spero tanto che Lei si sbagli, cara Silvia, che abbia torto marcio e che invece, prima o poi, qualcuno si decida a fare qualcosa davvero. E sul serio. Anche per evitare l’effetto Finlandia, che sempre più, Le dirò, vedo avvicinarsi anche da noi. Le dirò anche che a ogni barcone che arriva sempre meno lo trovo “spettro nefasto Finlandese”. Lo trovo maggiormente un grave e duro ma necessario e indispensabile mezzo per la sopravvivenza. Una imprescindibile e Legittima Difesa. Il che, visto ciò che si prospetta all’orizzonte e ciò che dobbiamo ai nostri nipoti (almeno lottare per evitare o ritardare più possibile la fine) lo rende lecito tout court. Saluti.

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