Home News Aznar vs Zapatero. E in Spagna cresce la tensione politica

Aznar vs Zapatero. E in Spagna cresce la tensione politica

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In Spagna il mese di marzo è stato sicuramente caratterizzato da una rinnovata polarizzazione politica. Non ci stupisce. Il 20 marzo 2003 e l’11 marzo 2004, rispettivamente il quarto anniversario dell’intervento anglo-americano in Iraq e il terzo degli attentati terroristici a Madrid, sono due date “simbolo” che in Spagna hanno condizionato in modo più evidente che altrove il determinarsi degli equilibri politici più recenti. A ciò si aggiunga anche l’eco della mobilitazione di massa promossa dal Pp - sempre all’inizio di questo mese - contro la politica antiterrorista del Psoe. Per la prima volta dal 2004 Aznar è tornato alla ribalta e si è fatto in prima persona protagonista della protesta dei popolari contro le scelte del governo Zapatero. La linea messa in campo è di contrapposizione frontale e il leader del rinnovamento della destra spagnola non sembra disposto a fare marcia indietro su nessuno dei principali temi in questione.

Assolutamente contrario alla concessione degli arresti domiciliari al terrorista Eta De Juana - a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute causato da uno sciopero della fame - l’ex premier ha compiuto una serie di gesti simbolici quali la deposizione di un mazzo di rose gialle e rosse (i colori della bandiera spagnola) nella piazza della Repubblica Dominicana di Madrid, in omaggio a 12 delle 25 vittime mietute nel corso di operazioni nelle quali è stata provata la partecipazione di De Juana, e ha promosso l’iniziativa dell’autobus della protesta che con lo slogan ”España por la libertad. No más cesiones a Eta” ha percorso le vie della capitale, diffondendo il messaggio del dissenso dei popolari rispetto alla debole strategia antiterrorista dei socialisti. L’ex premier difendendo le sue posizioni in nome del paese e - non di interessi di parte - ha anche ricordato la linea dura messa in campo nel 1991 da Felipe González quando un episodio simile ebbe un epilogo differente, concludendosi con la morte in carcere e non con gli arresti domiciliari di un militante dell’organizzazione terrorista Grapo.

La tensione

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