Baccini, Ciocchetti e il trasformismo

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Baccini, Ciocchetti e il trasformismo

24 Marzo 2008

Dice Casini in una dichiarazione di oggi che il “trasformismo
è il vero male dell’Italia” e che se uno è di destra deve pretendere i voti a
destra, se è di sinistra a sinistra se è di centro al centro. Questa raffinata
analisi è servita a Casini per spiegare perché non ha accettato di sostenere il
governo Marini in cambio di una “importantissima” carica ministeriale.

Tutto bene e tutto giusto, ma un dubbio su questa storia del
trasformismo ancora ce l’abbiamo. Un elettore romano che volesse un sindaco di
centro per chi dovrebbe votare? Per Luciano Ciocchetti, candidato del l’Unione
di Centro, con tanto di scudo crociato e nome di Casini nel simbolo? O per
Mario Baccini, ex ministro Udc che si candida con la Rosa Bianca?

La domanda è lecita viste le recenti vicissitudini del
centro e dintorni. Baccini aveva infatti lasciato l’Udc sbattendo la porta, e assieme
a Tabacci e Pezzotta aveva fondato la Rosa Bianca proprio in polemica con la
gestione un po’ egocentrica di Casini. Poi dopo lunghi pensamenti, trattative e
votazioni, hanno tutti fatto marcia in
dietro e Rosa Bianca e Udc sono tornati una cosa bianca sola, l’Unione di
Centro (così si risparmia sull’acronimo).

Tutti tranne Baccini che a Roma dell’Udc, di Casini e del
suo candidato non ha voluto sapere.

Così a Roma Baccini e Ciocchetti incroceranno le spade,
innalzeranno i loro vessilli, non svenderanno i loro valori centristi, l’uno
contro l’altro armati.
La cosa strana però è che i due sono anche al secondo e al terzo posto nella
lista dell’Unione di Centro alla Camera nel Lazio, subito sotto Casini. Nemici a Roma, uniti nel Lazio. Si saranno nel
frattempo trasformati?