Banche Popolari e Lombardia, una storia di uomini e imprese

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Banche Popolari e Lombardia, una storia di uomini e imprese

Banche Popolari e Lombardia, una storia di uomini e imprese

19 Ottobre 2010

Gli effetti della profonda recessione iniziata nell’ultimo trimestre del 2008 e proseguita per tutto il 2009, si sono estesi a tutti i comparti dell’economia della regione, determinando una significativa riduzione dell’attività.

Nello scorso anno, infatti, il prodotto della Lombardia è calato del 5,3%, in misura leggermente superiore rispetto alla media nazionale, con conseguenze negative particolarmente rilevanti per l’industria regionale, che ha subito gli effetti della caduta del commercio internazionale con le esportazioni diminuite di circa il 20%. La crisi è stata più forte per le piccole imprese, colpendo in particolare i settori della meccanica (-11%), del tessile (-11,1%) e del legno (-10,1%). La chimica e, soprattutto, l’alimentare, hanno invece contenuto le perdite ( rispettivamente -6% e -1%), come anche i servizi, il cui valore aggiunto ha fatto segnare una contrazione moderata (-2,1%) in confronto all’industria.

Inevitabilmente, la crisi si è riflessa negativamente sul mercato del lavoro della regione. La caduta del numero degli occupati (-1,2%) ha riguardato maggiormente l’industria ed ha interessato, in generale, i dipendenti con contratto a tempo determinato, e, in misura particolarmente grave, i giovani.

La riduzione dell’occupazione ha investito tutti i settori, con l’eccezione dell’edilizia (1,2%), dove, tuttavia, la tendenza positiva si è interrotta a partire dal secondo semestre del 2009, colpendo più intensamente l’agricoltura (-8,3%) e l’industria in senso stretto (-2,2%). Complessivamente il tasso di disoccupazione nella regione è cresciuto (nel 2009) fino al 5,4% dal 3,7% relativo all’anno precedente, con un aumento particolarmente sensibile nell’ultimo trimestre. Deboli segnali di ripresa si sono registrati nei primi mesi del 2010, anche se il saldo resta ancora decisamente inferiore rispetto ai mesi precedenti lo scoppio della crisi.

In questo contesto economico così complesso e articolato, in cui però si iniziano ad intravedere i primi segnali di ripresa, è proseguita incessante ed instancabile l’attività delle Banche Popolari, tesa a fornire un costante sostegno al tessuto produttivo della Lombardia, permettendo alle PMI ed alle famiglie di guardare con più fiducia al futuro.

Proprio in Lombardia, nel lontano 1864, vide la luce la prima banca popolare italiana, (la Banca Popolare di Lodi) come risposta alle esigenze di credito derivanti dall’espansione produttiva di artigiani e commercianti e veicolo per una crescita sociale ed economica del territorio. Un movimento, quello del Credito Popolare, che dal quel momento ha costantemente allargato la propria presenza nell’area, arrivando oggi con 32 banche e oltre 2.740 sportelli a rappresentare il 41% del mercato lombardo.

Una vicinanza ed una prossimità alle PMI ed alle famiglie che operano nella regione, quella della Categoria, che è testimoniata dai dati relativi al mese di luglio da cui si evidenzia un incremento totale degli impieghi pari al 5,5% derivante da una forte crescita dei mutui alle famiglie 7,1% e da un aumento del credito concesso alle PMI pari al 3,5%.

Da queste informazioni emerge il ruolo fondamentale a sostegno dell’economia regionale svolto dalle Banche Popolari, che dimostrano ancora una volta una migliore e più efficace capacità di allocazione delle risorse proprio nei momenti più acuti della congiuntura economica, riuscendo ad ottenere la fiducia di migliaia di imprese e di famiglie. Un risultato che le banche della Categoria hanno ottenuto in virtù del loro rapporto privilegiato con la propria clientela, che unita alla conoscenza diretta del contesto locale ha consentito alle Banche Popolari di continuare ad erogare prestiti garantendo così la sopravvivenza di numerose imprese, e conseguentemente sostenere il mercato del lavoro della regione.

I dati dimostrano in maniera inequivocabile come per le Popolari il radicamento territoriale sia alimentato costantemente dalla coerenza dei comportamenti consistente nel porre le imprese e le famiglie al centro del proprio modo di fare banca, permettendo di raggiungere una naturale sintonia con il tessuto produttivo locale e con tutta la comunità.

* Segretario Generale, Associazione Nazionale fra le Banche Popolari