Banche, si tratta. Renzi è ottimista nel sì dell’Ue
12 Luglio 2016
“Un accordo compatibile con regole più puntuali è a portata di mano”. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ieri in un’intervista a CorriereTv, si è dichiarato ottimista sulla positiva conclusione delle trattative a margine dell’Eurogruppo di Bruxelles per risolvere la questione-banche.
E ha aggiunto: “La tranquillità rispetto ai problemi di alcune banche italiane la assicuriamo, noi vogliamo che i correntisti e i risparmiatori siano al sicuro”. Per poi indicare la necessità di una ristrutturazione del settore: “Le banche devono fondersi: meno poltrone per i Cda, più banche che si mettono assieme”. Una soluzione che vorrebbe essere la giusta risposta alle critiche arrivate dal Financial Times: “Il Paese ha più sportelli che pizzerie, il che le rende sovraccariche di costi come di sofferenze: alcune filiali vanno chiuse e devono essere tagliate decine di migliaia di posti di lavoro”, aveva scritto la settimana scorsa il quotidiano.
“Il nostro obiettivo, quello che vogliamo è che i risparmiatori e i correntisti siano al sicuro”, ha aggiunto il premier dichiarandosi “molto più preoccupato dei derivati” degli istituti di altri Paesi, «il vero problema». L’ennesima stilettata a Deutsche Bank e alla cancelliera Angela Merkel non è passata inosservata.
Il titolare del Tesoro ha ricordato che “uno strumento precauzionale per la liquidità già c’è ne vedremo altri se necessario”. Il motivo di tanta cautela è da ricercarsi nelle resistenze dei partner europei. La parte rigida continua a farla la Germania. Il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble aveva, in questi giorni, così puntualizzato: “Le regole del bail in sono sufficienti per fronteggiare tutti i tipi di situazioni, non bisogna speculare su quello che sarà deciso dalla Commissione Ue prima dei risultati degli stress test che saranno resi noti il 29 luglio”. E schierato con lui c’è Al suo fianco il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: “Ci saranno sempre banchieri che diranno di aver bisogno di più soldi pubblici, io resisterò sempre contro queste proposte perché colpiscono il contribuente e aumentano il debito in Paesi fortemente indebitati”.
La domanda centrale resta comunque una: Come si può salvare il sistema bancario italiano con, Mps in testa, senza penalizzare i risparmiatori? La risposta l’avrebbe data David Folkerts-Landau, capo economista della travagliata Deutsche Bank: bisogna sospendere il bail in e ricapitalizzare le banche europee tramite un Fondo pubblico sul modello statunitense per 150 miliardi di cui 40 da destinare all’Italia. Anche in Germania c’è la consapevolezza che gli aiuti servono un po’ a tutti. Ecco perché Schäuble è stato meno duro del solito.
Il principale nodo, comunque, riguarda il contributo da chiedere agli investitori, come previsto dalle regole europee. Mentre Roma chiede la sospensione di questo principio, Bruxelles è restia. I contatti continuano “positivamente”, e secondo il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “Stiamo facendo progressi, il dialogo è aperto”.
