Barack Obama: “Ridarò all’America lo status morale nel mondo”
17 Novembre 2008
di Redazione
Barack Obama promette di "ricostruire lo status morale dell’America nel mondo". Nella prima intervista dall’elezione, Obama ha detto al programma "Sixty minutes" della Cbs che intende ritirare le truppe Usa dall’Iraq, aumentarle in Afghanistan e chiudere il carcere di Guantanamo sull’isola di Cuba. "Voglio accertarmi che non pratichiamo la tortura" ha aggiunto.
Appena si insedierà, ha detto il presidente eletto, "chiamerò i capi di Stato maggiore degli eserciti, la mia struttura di sicurezza nazionale, e cominceremo a mettere in pratica il piano di ritiro". Ritiro di particolare importanza, ha commentato, "nel quadro dei problemi che stiamo avendo in Iraq dove i nostri sforzi devono essere consolidati".
Obama ha inoltre confermato l’intenzione di chiudere il carcere di Guantanamo sull’isola di Cuba, dove restano circa 250 detenuti senza incriminazioni in attesa di processo (non si sa da parte di quale tribunale). Obama ha dichiarato, e in questo risiede la novità nell’intervista, che questi atti "sono parte dello sforzi di ricostruire lo status morale dell’America nel mondo".
Con una frase, Obama condanna così la mancanza di "moralità" della presidenza Bush, e lancia una promessa al resto del mondo: "potrete guardarci diversamente d’ora in poi". Peraltro il presidente eletto vede l’Afghanistan come il vero terreno della lotta al terrorismo.
E in risposta a diversi rapporti circolati negli ultimi giorni secondo cui è possibile prevedere un attentato terroristico nei prossimi mesi, Obama ha dichiarato che creare la sua squadra sulla sicurezza nazionale è una delle sue massime priorità "perché i periodi di transizione sono potenzialmente momenti di vulnerabilità di fronte a un attentato".
Altra priorità e nella stessa vena: "Schiacciare Al Qaida una volta per tutte" e catturare o uccidere Osama Bin Laden, "cruciale" per la sicurezza statunitense.
E chi gestirà la politica estera dell’America con il nuovo status morale? Barack Obama ha confermato di aver visto pochi giorni fa la sua ex rivale delle primarie, Hillary Clinton, ma si è rifiutato di commentare la possibilità che sia proprio lei ad assumere il posto di segretario di Stato, il ministro degli Esteri del suo gabinetto.
Invece, in uno sfoggio di spirito bipartisan, ha dichiarato che al governo sarà rappresentata l’opposizione del partito Repubblicano.
fonte: APCOM
