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Bari nel caos, la rivolta degli immigrati del Cara finisce in violenza

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"Le violenze e i blocchi degli extracomunitari fuoriusciti dal Cara sono intollerabili: nell'esprimere apprezzamento per la professionalità e la generosità delle forze di polizia intervenute (in particolare, per la polizia di stato), sono certo che seguiranno interventi sanzionatori verso coloro che saranno riconosciuti come autori degli illeciti". Non usa mezze parole il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, sullo scontro avvenuto stamani tra gli immigrati ospiti del centro di Bari-Palese e le Forze dell’ordine intervenute in assetto antisommossa.

E’ di una quarantina di feriti e di una decina di extracomunitari sottoposti a fermo di polizia il bilancio, grave, della guerriglia scoppiata stamani a Bari, dove un centinaio di ospiti del Cara (il centro Accoglienza Richiedenti Asilo) di Palese,  si sono ribellati perché lamentano ritardi nelle procedure di  riconoscimento dello status di rifugiati.

I rivoltosi si sono riversati sulla statale 16 bis di Bari, poi hanno occupato i  binari della ferrovia Bari-Nord causando il blocco del traffico ferroviario sulla linea Bari-Foggia. Il servizio è ripreso a  funzionare solo nel primo pomeriggio, con ritardi fino a 4 ore. In mattinata, sono stati cancellati 10 treni regionali mentre si sono verificati ritardi per 6 convogli a lunga percorrenza. Per ovviare al disagio, Trenitalia ha  attivato un servizio di bus sostitutivi, ma sembra che i disagi continueranno ad essere consistenti nelle prossime ore.

La cronaca della giornata racconta di immigrati che hanno lanciato pietre contro le forze dell’ordine. Sono circa venti gli agenti rimasti feriti, per fortuna in maniera non grave,  durante la sassaiola, medicati al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Anche un pulman del trasporto pubblico urbano, con a bordo passeggeri,  è stato preso d’assalto. Lanci di pietre che non hanno risparmiato neanche giornalisti e cineoperatori. Gli immigrati, armati di spranghe di ferro e bastoni, hanno persino dato fuoco ad alcuni moduli abitativi nel centro di accoglienza, dove c’è voluto l’intervento di numerosi mezzi dei vigili del fuoco. In fiamme anche bidoni e copertoni d’auto lungo la strada.

A nulla sono valsi i lanci di lacrimogeni e la presenza di un elicottero della polizia che ha tentato di disperdere i manifestanti. La statale 16 bis, dopo il blocco durato alcune ore in direzione dell’aeroporto di Palese, è stata liberata solo intorno alle 13, non senza disagi al regolare traffico delle auto. C’è voluto anche l’intervento del vice prefetto vicario Antonella Bellomo per convincere i manifestanti al dialogo. L'offerta è di un incontro con una delegazione di immigrati per ascoltare le loro richiesta.

Non una sorpresa, ma una guerriglia annunciata quella di oggi. Da oltre tre mesi, infatti, si registrano proteste e tensioni all’interno del Cara che ospita oltre 1200 immigrati, prevalentemente provenienti dal Nord Africa. Una situazione complessa, ormai divenuta esplosiva, che preoccupa Bari ma che allarma anche il resto del Paese.

 

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3 COMMENTS

  1. I risultati del buonismo.
    Andiamo a prenderli in acque internazionali.
    Li salviamo dall’annegamento.
    Li portiamo a Lampedusa.
    Li nutriamo, vestiamo, coccoliamo.
    Li trasferiamo in campi di raccolta, li sfamiamo, vestiamo e promettiamo loro permessi di soggiorno cui non hanno diritto, o che solo alcuni di essi hanno.
    I tempi della ns burocrazia sono lunghi, ma anche noi li subiamo senza usare spranghe e sassi.
    Escono dai campi di raccolta, il volto coperto, tirano sassi, usano spranghe, rompono tutto quello che trovano, inclusi agenti, carabinieri.
    E noi cosa facciamo ?
    Promettiamo loro, per iscritto ,che forniremo i documenti che li autorizzeranno a circolare liberamente in Italia, come premio per avere tolo i blocchi ferroviari e stradali.
    Dov’è lo Stato, dove siamo noi cittadini, dov’è il diritto, quale fiducia dobbiamo avere verso le istituzioni, come possiamo difenderci?
    Dobbiamo ascoltare i buonisti della Caritas, i cacciatori di consensi della sinistra, quelli che …blaterano di accoglienza…, quelli che trasformerebbero Chiese in moschee per civilizzarci ?
    Ci sono dei limiti alla accettazione e alla tolleranza e quando questi limiti vengono superati con la connivenza e l’ipocrisia del siamo tutti uguali, succedono i guai e la gente si ribella.

  2. C’è una parte della
    C’è una parte della politica che definisce “risorse” le persone di altri paesi che vengono a lavorare in Italia.Io non credo che in quei centri di identificazione siano internate codeste “risorse”,altrimenti, non sarebbero da identificare!…

  3. Sette mesi chiusi in una
    Sette mesi chiusi in una gabbia in attesa di sapere se possono avere diritto d’asilo… altro che rivolta, fossi stato in loro avrei dato fuoco alla citta’ intera! L’Italia e’ un paese ipocrita e bugiardo, finto buonismo che cela razzismo.

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