#BastaunSì! Gerusalemme in Palestina e Israele non esiste

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#BastaunSì! Gerusalemme in Palestina e Israele non esiste

15 Novembre 2016

Ennesima gaffe di Matteo Renzi e del Comitato per il Sì al referendum, nel caso già impasticciato delle letterina di Renzi inviata agli italiani all’estero. Questa volta gli occhi sono puntati sugli italiani residenti a Gerusalemme. I cittadini italiani che abitano in Israele (comunità degli Italkim), infatti, si sono visti recapitare una bella lettera, inviata dai “Comitati per il Sì”, che nell’indirizzo riportava la dicitura “Gerusalemme, Palestina”. La lettera era poi corredata da una foto con un sorridente Matteo Renzi, insieme al presidente uscente americano, Barack Obama. 

La segnalazione è stata fatta dal portale dell’ebraismo italiano, Moked, che scrive di una scelta dovuta a un “errore di catalogazione nel database”, che ha avuto una “sgradevole conseguenza”. La lettera, ironizza il portale, ha un “sapore antico, decisamente vintage, nella più benevola delle ipotesi”. Al portale si erano rivolti diversi italiani residenti in Israele, selezionati in base all’indirizzario fornito dall’Aire, già oggetto di una polemica politica che ha visto il “Comitato per il No protestare contro il governo poiché sarebbe stato fornito solo al campo favorevole alla riforma referendaria.

“Gli indirizzi registrati dall’Aire che sono stati forniti al nostro Comitato contenevano un errore materiale, che indicavano per tutti i recapiti di Gerusalemme l’indicazione come Stato di ‘Palestina’. Questo errore, al quale siamo evidentemente estranei, è stato trasferito nostro malgrado alle lettere che sono state inviate da Matteo Renzi agli elettori italiani all’estero” scrive sul proprio profilo facebook il Comitato ‘Basta un sì’. “Abbiamo subito rimediato – si legge nel post – e, come si può vedere (dalla riproduzione di una lettera con l’indicazione giusta), siamo pronti a un nuovo invio con l’indirizzo corretto e l’indicazione come Stato di ‘Israele’”.

La Farnesina smentisce il caso. La Farnesina si è subito smarcata, affermando di essere estranea al “caso Palestina”. Negli elenchi elettorali degli italiani all’estero “non figura la parola Palestina”, precisa una nota del Ministero degli Esteri. La Farnesina “diffida chiunque dall’attribuirle responsabilità prive di fondamento o che mettano in dubbio la sua fedeltà allo Stato e ai valori democratici della Repubblica”. Inoltre, spiega la nota, “è  prassi invalsa da tempo che non sia il Ministero degli Esteri a consegnare agli aventi diritto che in Italia ne facciano richiesta gli elenchi ‘globali'”. Circolano, si legge ancora, “notizie inesatte che da diversi giorni si susseguono sugli organi di informazione aventi per oggetto la Farnesina, nell’imminenza della consultazione referendaria del 4 dicembre, si precisa quanto segue”.  

Anche il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni si è prontamente dissociato dalla vicenda: “Non so da dove derivi questa gaffe – ha detto il ministro a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles – il Ministero degli Esteri ha già chiarito che chiunque associ a questa che se volete potete chiamare gaffe, o forse anche peggio, la Farnesina e il Ministero degli Esteri sarà querelato. Perché la Farnesina e il Ministero degli Esteri non hanno niente a che fare con questi indirizzi e non sono neanche – conclude – l’istituzione italiana cui ci si rivolge per chiedere questi elenchi”. 

M5s, su gaffe Palestina indegno scaricabarile. Ad attaccare il premier Renzi è il Movimento di Grillo che sulla vicenda parla di un “un indegno scaricabarile fra Farnesina, Viminale e Presidenza del Consiglio”. “ Il tutto,  – scrivono in una nota congiunta i parlamentari M5S delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato – oltre a far fare una pessima figura all’esecutivo, dimostra, ancora una volta, quanto l’iniziativa propagandistica del Presidente del Consiglio fosse arrogante, sconsiderata, inappropriata e poco chiara”.

“Inoltre  – continua la nota  – il capo del Governo dovrebbe avere il coraggio di spiegare ai cittadini se ha firmato la sua lettera, inviata agli italiani all’estero, come segretario del Pd, dato che l’ufficio stampa ha parlato di un’iniziativa del partito, come presidente del Consiglio, in quanto nella missiva ha scritto dei presunti successi del governo, ed ha pubblicato sue foto con i capi di Stato, o se l’ha firmata come ispiratore del comitato per il sì, dato ne che viene riportato il sito ufficiale, anche se con un refuso”. “Il problema è che Renzi non ha neanche avuto la dignità di firmarsi con una qualifica – concludono gli esponenti pentastellati – visto che mantiene più cariche, lasciando un’apposita confusione sui ruoli. Tutto questo ci dà, se è possibile, una ragione in più per andare a votare No il 4 dicembre. Per spazzarli via basta un no”.