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Svolta politica in Zimbabwe

Basterà un governo di unità nazionale per uscire dalla crisi?

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Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, e il leader del principale partito di opposizione, Morgan Tsvangirai, hanno siglato in Sud Africa un accordo per la formazione di un governo di unità nazionale. E' un'occasione da non sprecare per uscire dalla grave crisi politica in cui il paese africano è piombato dopo le elezioni politiche del marzo scorso vinte dall'opposizione ma non riconosciute dal partito al potere che fa capo a Mugabe.

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1 COMMENT

  1. UN SASSO NELLO STAGNO
    Crisi politica… presidente… governo… opposizione… unità nazionale… ma queste parole, che hanno un preciso senso per noi, lo hanno anche per quei Paesi africani di cui parla l’articolo? La civiltà come la intendiamo in Occidente, ed i valori in cui crediamo in Occidente sono patrimonio peculiare degli Occidentali.
    Noi siamo turbati se in paesi arretrati la gente si scanna per strada o se ci sono dittatori che affamano il popolo o se i bambini muoiono di fame e di malattia; e qualcuno cerca di farci sentire in colpa per tutto ciò, che accade e continua ad accadere come avviene da sempre.
    Non è colpa mia, nè vostra nè nostra quello che capita il quei mondi. Nè loro, d’altronde: è quello il loro mondo, quelli sono i loro valori, quella la loro storia e noi… cosa dovremmo fare “noi”, con quali mezzi dovremmo “noi” farci carico delle sorti di troppi miliardi di persone che sono al mondo perchè da sempre vanno a ruota libera, perchè dovremmo frenare le loro malattie e le loro guerre… per solidarietà, si dice, ma scaviamo: perchè siamo tutti uguali? tutti figli di Dio? con gli stessi diritti? ma loro, loro ci credono che siamo tutti uguali, che siamo tutti figli di Dio, cosa ne sanno di diritti che non hanno mai avuto, e che devono discutere per comporre i dissidi anzichè mozzare teste e braccia? Ma soprattutto, lo vorrebbero davvero che noi ci facessimo gli affari loro per far andare le loro cose come piace a noi? E noi chi, socialisti, democristiani, comunisti, radicali, laici, clericali o chi mai dovrebbe insegnare loro qualcosa che in realtà non è neanche del tutto nostro? L’equilibrio (spesso precario) della nostra civiltà occidentale, ce lo vedete gestito e subìto da chi non ha le stesse nostre tradizioni plurimillenarie in gran parte comuni? o magari… glielo gestiamo noi?… almeno per tre o quattro generazioni, salvo proroga?
    Non sono un fascista, nè razzista nè xenofobo o balle del genere. Ma credo che in questi tempi di buonismo a oltranza, e di parole tanto succhiate e rigirate in bocca da perderne il senso, valga la pena di dare almeno un’occhiata alle cose da un diverso e più crudo punto di vista. Non foss’altro per stracciarlo, ma dopo averlo guardato.
    Come un sasso nello stagno, per vedere se sotto c’è davvero l’acqua.

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