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Bce, Draghi: “Qe avanti fino a marzo, anche oltre se necessario”

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Quantitative easing andrà avanti fino alla fine di marzo, o oltre se necessario”, a dichiararlo è il presidente della Bce, Mario Draghi, secondo il quale la politica monetaria accomodante offre una ''unica finestra di opportunità per l'attuazione di riforme strutturali''. Draghi ci tiene a sottolineare, ancora, che le riforme strutturali, insieme a un politica di bilancio che sostenga la crescita, ''consentiranno all'economia dell'area euro di raccogliere tutti i benefici delle misure di politica monetaria, portando a una crescita economica maggiore e sostenibile e rendendo l'economia più forte di fronte agli shock''.

Insomma, le ultime dichiarazioni di Draghi sono tutte volte ad evidenziare che la ripresa dell’area euro c’è. Il dettaglio è che procede con estrema lentezza. Alle rassicurazioni di Draghi fanno eco quelle del governatore di Bankitalia Ignazio Visco. "Non abbiamo mai discusso di un tapering né in maniera ufficiale né in maniera informale. Abbiamo chiarito che questo programma resterà in vigore fino a marzo 2017 e oltre" se necessario.

Sul fronte bancario Draghi ha evidenziato come "i tassi negativi hanno rafforzato la trasmissione del programma di acquisti e hanno contribuito a condizioni di finanziamento accomodanti", sebbene abbia ammesso, "alcune banche sono state colpite in maniera più negativa di altre da questa misura".

Draghi non ha negato che "anche se il peso dei crediti non performanti (NPL) si è alleggerito rispetto ai picchi di fine 2013, il processo di riduzione delle sofferenze è molto graduale e continua a limitare la capacità delle banche di concedere nuovo credito". Di qui l'invito a "tutti i soggetti a intervenire con decisione per ridurre ulteriormente i livelli di NPL".

E siccome il discorso tocca molto da vicino i nostri istituti, Visco ha colto l'occasione per sottolineare come sia "sbagliato parlare delle banche italiane dicendo che tutte hanno problemi". Quasi, aggiungiamo noi. "C'è un numero di banche" che hanno problemi, quelle di cui "leggete sui giornali". Insiste Visco, "sono un numero di banche" e non tutte le banche italiane.

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