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Belgio. Falliti i colloqui di governo: incognita sul futuro del Paese

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Il fallimento dei negoziati tra valloni e fiamminghi per la formazione di un nuovo governo in Belgio tiene banco sulle prime pagine dei quotidiani belgi, che si interrogano sul futuro del Paese e la prospettiva di una separazione tra le due comunità, ipotesi ritornata attuale.

"Ma cosa vogliono Le Fiandre?" è l'interrogativo che campeggia a tutta pagina sul principale quotidiano francofono Le Soir. "Incomprensibile. Totalmente rammaricabile. E a questo stadio assolutamente irresponsabile, su riserva che un mago del quarto tipo possa nei giorni, nelle settimane, nei mesi che verranno trovare un compromesso che tracci la strada per tutte le parti", scrive Beatrice Delvaux, che chiede ai compaesani fiamminghi: "Che cosa volete?".

I negoziati sono falliti sulla proposta dei socialisti francofoni di concedere 250 milioni di euro di mezzi supplementari alla regione di Bruxelles. La proposta è stata definita "inaccettabile" dai fiamminghi nazionalisti della N-va e dai cristiano-democratici del Cd&v, che chiedono preventivamente una nuova legge sul finanziamento nell'ambito della riforma statale.

"Osiamo!" incita il quotidiano Sud Press, invitando i francofoni a non avere paura a "prendere il proprio destino nelle loro mani". "Il Belgio all'inferno", è il commento in prima pagina della popolare Derniere Heure, che pubblica una grande foto di Elio Di Rupo, il presidente del Ps costretto a gettare la spugna come negoziatore e ad accantonare le ambizioni di premiership, accanto a quella del "diavolo rosso" Lukaku, sconfitto ieri sera dalla Germania.

"E ora?", scritta in francese e fiammingo, è la domanda della Libre Belgique, per la quale ora bisogna "certamente ricominciare da zero". Sulla stampa fiamminga, a tenere banco sono le ragioni che hanno indotto le due principali formazioni politiche delle Fiandre a respingere la proposta francofona di destinare 250 milioni aggiuntivi a Bruxelles.

"Il Belgio non ha alcun avvenire senza una revisione della legge sul finanziamento", scrive l'Het Belang van Limburg. "Crash su 250 milioni di euro", registra infine il fiammingo Der Standaard.

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