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L'Epifania e l'Italia di oggi

Benedetto XVI, il cammino dei Magi e i doni per i “costruttori” di futuro

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Alla Galleria degli Uffizi a Firenze è custodita l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, una splendida pala d’altare del 1423, capolavoro del cosiddetto gotico internazionale, che raffigura lo sfarzoso corteo dei Magi, vestiti in abiti quattrocenteschi. Come ha spiegato il medievista Franco Cardini, nella sua introduzione al volume dedicato alla Galleria degli Uffizi (I Grandi Musei d’Italia e d’Europa in 90 minuti, Class editori, pp. 4-12), il cammino dei Magi rappresentava il “pretesto figurativo” per le grandi famiglie committenti della Firenze aristocratica per mostrare la loro magnificenza. Non è un caso che, come spiega lo stesso Cardini, si svolgevano a Firenze, nel giorno stesso dell’Epifania, lussuosi cortei in cui le famiglie aristocratiche mettevano in mostra il meglio di sé. Insomma la storia dei Re Magi si prestava bene come argomento per mettere assieme la celebrazione cortigiana con la storia sacra, per unire sacro e profano. Purtroppo l’epifania è diventata più un appuntamento secolare e consumistico che non una meditazione vera sul significato del viaggio e del dono.

Nella spianata di Marienfeld, a Colonia, il 20 agosto 2005, Benedetto XVI pronuncia uno splendido discorso sui Magi. Dinanzi a lui migliaia di giovani accorsi alla XX Giornata Mondiale della Gioventù. D’altronde Ratzinger si era interrogato, dal punto di vista teologico, sulle figure dei Magi nel suo libro L’infanzia di Gesù (Rizzoli 2012), dove, riprendendo una consolidata tradizione esegetica, i doni dei Re Magi sono interpretati in chiave simbolica: l’oro rappresenterebbe la regalità di Cristo, l’incenso rimanderebbe alla sua divinità e la mirra sarebbe infine un simbolo del mistero della passione e della sua morte.

Colonia non è una città qualsiasi, almeno per chi ha studiato storia e mito dei Magi. Nell’arca dei Re Magi, all’interno del Duomo di Colonia, si custodiscono quelle che si crede possano essere le reliquie dei Re Magi. E’ una lunga ed affascinante storia, quella delle reliquie dei Magi, sulla cui veridicità si discute tutt’oggi: i Magi sarebbero morti a Gerusalemme, le loro spoglie sarebbero state trovate da Sant’Elena che le avrebbe fatte a portare a Costantinopoli. L’imperatore le avrebbe donate ad Eustorgio, vescovo di Milano, che le avrebbe fatte custodire nella Basilica di Sant’Eustorgio, senonché le spoglie dei Magi furono traslate dal Barbarossa a Colonia. Romanzieri e storici si sono lasciati sedurre da una storia così potente. Nel romanzo di Umberto Eco, Baudolino (Bompiani 2000), l’eroe eponimo che vive ai tempi del Barbarossa, dice, a proposito dell’autenticità delle reliquie, che è “la fede che le fa vere, non esse che fanno vera la fede”. Cardini dedica ai Magi un saggio documentatissimo (I Re Magi: leggenda cristiana e mito pagano tra Oriente e Occidente (Marsilio 2000) che a partire dalla citazione del Vangelo di Matteo, cerca di far luce, documenti e testimonianze alla mano, su queste misteriose figure di sapienti orientali. Sui Magi, quindi, si accavallano e si sovrappongo eventi reali e mitici, così come nell’Adorazione dei Magi di Gentile si affollano decine di volti e si incrociano storie collocate in vari contesti spazio-temporali.

Nel discorso di Benedetto XVI nella veglia con i giovani a Colonia il 20 agosto 2005, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana (Fonte: http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2005/august/documents/hf_ben-xvi_spe_20050820_vigil-wyd.pdf) , il Papa emerito osserva che, una volta che i Magi giungono dinanzi a Gesù, il loro cammino esteriore è finito, ma inizia un “pellegrinaggio interiore che cambia tutta la loro vita”. Mentre cercavano di raggiungere il Messia, essi erano consapevoli che “il mondo era in disordine” e il loro animo custodiva il dono più prezioso, la consapevolezza di dover partecipare al “rinnovamento del mondo”. Il Dio cercato e adorato dai Magi, e sontuosamente rappresentato da Gentile da Fabriano, nelle parole di Benedetto XVI, “ci invita a quel pellegrinaggio interiore che si chiama adorazione”.

Ciò che davvero conta è cosa racconta la storia dei Magi agli uomini del nostro tempo, soprattutto a noi che viviamo, come scrisse Eric R. Dodds, in un’epoca d’angoscia. Ratzinger lo ha spiegato chiaramente. Quella dei Re Magi potrebbe essere interpretata anche un’allegoria del pellegrinaggio che dobbiamo compiere verso la verità, del cammino misterioso e difficile che mette alla prova la fede, che fa vacillare e rialzarsi. Più laicamente è il cammino descritto da Antonio Polito nelle Regole del cammino: in viaggio verso il tempo che ci attende (Marsilio 2020), uno “smart walking”, come lo definisce lo stesso autore, durante il quale la fatica, l’attesa della meta, il parlare del mondo e intorno al mondo disegnano le tappe non solo di uno sforzo individuale ma del cammino di un popolo, di una nazione che forse, come i Re Magi, deve interrogarsi su quali doni consegnare al futuro, su quali tesori (simbolici) consegnare alle nuove generazioni, affinché, per citare le parole del Presidente Mattarella, questo sia il tempo dei costruttori. Come ha scritto il Senatore Quagliariello sull’Occidentale (Il vademecum del costruttore), commentando le parole di Mattarella, bisogna prendere atto che “non siamo fuori dalla crisi”, che ci attende “una strada lunga e in salita” e che dobbiamo essere in grado di trasformare la tragedia collettiva del Covid in “coesione, consapevolezza, forza vitale”.  Che l’adorazione dei Magi non sia, dunque, come nella celebre pala d’altare di Gentile da Fabriano, un pretesto per la celebrazione pittorica dei magnati fiorentini e (rapportato al nostro tempo) come l’epifania di una festa consumistica che chiude il Natale, ma divenga anche l’occasione per una riflessione sul valore del cammino attraverso sentieri difficili, sui “doni” da trasmettere ai giovani e sull’importanza di divenire ri-costruttori di futuro.

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1 COMMENT

  1. Nei giorni di Lock Down, bastava osservare quanto Canali Televisivi Pubblici e Privati/Commerciali hanno avuto da offrire a Giovani e meno Giovani a proposito del Natale e dell’Adorazione dei Magi : … l’Astrologia !!!

    E’ spaventoso osservare come l’Autorevolezza tanto del Pontefice Teologo Benedetto XVI’ che di Papa Francesco non abbia inciso minimamente nel modo stesso di concepire Comunicazione ed Intrattenimento da parte di Dirigenti e Produttori di Contenuti Multimediali !!!

    Forse che gli investimenti in Cultura di quei grandi Contenitori Editoriali che sono i Network Televisivi prevede ancora a figura dell’Astrologo (in Pianta Organica oppure quale Consulente di Rete/Redazione) oppure delle Rubriche Astrologiche a corredo delle Notizie dei TG Nazionali e Locali ???

    E cosa dire dell’ICANN che assegna Domini Internet a profusione per l’offerta diversificata di ore ed ore di Pornografia Gratuita ed a Pagamento ???

    Quanti Anni-Uomo persi in Produzione di “Emozioni Purchessia”, certo da parte del Popolo, ma soprattutto da parte di quella Classe Dirigente che pretende essere Guida (“Guida Cieca”, direbbe Nostro Signore Gesù Cristo) tanto del … Popolo Bue che del … Popolo Asino !!!

    “Avete ricevuto la Vocazione alla Libertà purché ciò non sia pretesto per vivere secondo la Carne”, avrebbe aggiunto l’Apostolo Paolo alle Guide Cieche dell’Universo Mondo … (malamente) Globalizzato !!!

    Auguriamoci l’Estinzione Universale di Gattopardi e … Cougar/Dark Ladies !!!

    Amen !!!
    Pro Sit !!!

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