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Proliferano i tecnici

Benvenuti nell’Italia Contiana, una Repubblica fondata sulle task force

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Il lockdown italiano ha veramente fermato la produzione del paese? Non tutta. Certo, il Fondo Monetario Internazionale ha detto che perderemo tra il 9,1 e il 10% del nostro Pil. Certo, la produzione automobilistica italiana (che da sola copre quasi il 5% del Pil nazionale) sta colando a picco, al punto che nel mese di Marzo le immatricolazioni sono calate del -85% rispetto al 2019. Certo, il Rapporto di primavera del Centro studi di Confindustria ha stimato un crollo della domanda interna pari al -6,8% e degli investimenti fissi lordi pari al -10,6%. Nessun problema, ci rifaremo producendo task force!

Quanti sono i comitati che hanno sporto la testolina fuori dal buco? Il Sole 24 Ore ne ha contati almeno 15, per un totale di 450 “esperti, ma le punte di diamante sono 7. Un numero simbolico: sette le virtù, sette i vizi capitali, sette i doni dello Spirito Santo, sette gli Arcangeli, sette i Comitati Custodi che guideranno l’Italia fuori dalla crisi.

In pole position abbiamo il Comitato operativo della Protezione Civile, 21 componenti agli ordini di Angelo Borrelli. Colui che ci ha prontamente fornito le mascherine. Un ottimo prodotto, a detta del governatore Vincenzo De Luca, per pulire gli occhiali. Il buon Borrelli presiede anche il Comitato tecnico-scientifico della Protezione Civile. Dodici prescelti col sacro compito di decidere se e quando questo paese potrà riaprire i battenti. Tra costoro Walter Ricciardi, executive board dell’OMS, che durante un’intervista al Corriere della Sera ci ha spiegato che fare i tamponi anche agli asintomatici è sbagliato.

La task force scuole e didattica a distanza, presieduta dal Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, ha il compito di gestire la didattica a distanza nelle scuole oltre che a fornire personale di supporto per gli uffici scolastici locali e tablet per i docenti. L’unico problema è che la stessa Azzolina non ha ben chiaro se e come dovranno svolgersi gli esami di maturità, potremmo rammentarle che siamo quasi a metà Aprile e l’esame di stato comincerebbe a Giugno.

La più corposa è la task force “Data drive”, composta da ben 74 membri e presieduta dal Ministro all’Innovazione Paola Pisano, che ha partorito l’applicazione per “mappare” il contagio: Immuni. Funziona attraverso Bluetooth e ci avvertirà nel caso ci trovassimo in prossimità di una persona positiva a COVID19. Tutto molto bello, il fatto è che probabilmente arriverà a fine lockdown e noi ci ritroveremo a girare con un Grande Fratello tascabile senza il benché minimo bisogno.

Ci sono due task force la cui utilità è perlomeno discutibile: Donne per un nuovo rinascimento, presieduta dal Ministro per le Pari opportunità Elena Bonetti e da una squadra tutta al femminile di 13 componenti. Lo scopo? Non è dato saperlo. E poi c’è la fantomatica commissione anti fake news, avvolta da una densa nube di mistero, silendo veritatem servo contro la cattiva informazione, va benissimo ma quis custodiet ipsos custodes, soprattutto se i custodi nemmeno si vedono?

Vittorio Colao presiede la task force “Fase 2”. Nulla da dire su Colao, un manager di grandi capacità che ha vissuto gran parte della sua vita tra Milano e Londra, lavorando alla Morgan Stanley prima e in seguito alla Mckinsey & Company, Ceo di Vodafone dal 1996 al 2004. Insomma l’unico spiraglio di pragmatismo in mezzo a fiumi di parole che, più prima che poi, porteranno via questo paese. La sua squadra composta da 17 membri, che ovviamente gli sono stati imposti dal Winston Churchill di Volturara Appula, dovrà dialogare col Comitato tecnico-scientifico di Borrelli. Sei professori (di cui una di Psicologia Sociale), un commercialista, un avvocato d’affari, sei consulenti governativi più un ex, un manager di Stato, quattro donne, non manca più nessuno solo non si vedono imprenditori e liberi professionisti.

Un governo che ha dimostrato di avere poca simpatia per l’etica del lavoro si è dimostrato fecondo di task force. Sia ben chiaro: nulla contro i tecnici. Ma forse è bene che la Politica torni a scegliere e a camminare con le proprie gambe, consultando i tecnici e non scaricando su di essi responsabilità pesantissime. Insomma, benvenuti nell’Italia Contiana, una repubblica democratica fondata sui comitati!

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